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Tre perle drammaturgiche in orbita di scrittura

Sempre stupefacente la scrittura e la tematica con le quali, anche in forma drammaturgica, dopo quella poetica e quella saggistica, pongono in orbita le qualità di scrittrice e autrice tout court di Antonietta Benagiano, la quale per la Antonio Dellisanti editore nel 2005 ha licenziato alle stampe un singolare "trittico teatrale" dal breve ma intenso ed esplicito titolo Nel cosmo.

L'opera riserva l'unità di tempo, di luogo, di azione, nello sconfinato universo che ipotizza tre situazioni futuribili, ma già prevedibili come scenario e come punto di arrivo di una ricognizione "altra" della natura umana e/o robotica, della cancellazione di identità sessuale, di mete e destini molto dissimili dagli standard della nostra conoscenza attuale.

I tre lavori teatrali indirizzati ai ragazzi, ma anche agli adulti, si intitolano "Aspettando lo stop" - "Malafede"- "Gnosis".

Il primo debella addirittura il senso dell'attesa metafisica che fu delle speranze umane e del "Godot" di Beckett e del "Deserto dei Tartari" di Buzzati, a favore dello "Stop", come ultima fermata, come terminale di ogni prospettiva, di ogni cognizione anche del dolore (in senso gaddiano).

Il secondo sviluppa due atti attraverso i quali le strategie per ottenere l'annientamento sono tanto sottili e perfide da celare la natura di annientatori, a favore dell'ibrido che non si preoccupa di alcuna sorte, neppure della propria, nell'agone del dominio.

Il terzo "Gnosis" deliberatamente pone dubbio anche alla scienza che, se pur capace di superare la galassia, non consente di stabilire future coscienze intorno alla scelta di possesso che non si enuncia e come tale sottoscrive il criterio di "inutilità", presente nei tre ipotetici motivi drammaturgici.

Antonietta Benagiano domina la materia letteraria, con dialoghi stringati, efficaci, intensi, emblematici, a "soluzione aperta" direbbe Eco, e si conferma scrittrice visionaria, capace di spingersi "oltre", ma ben conscia dell'oggi. I suoi presagi letterari, già ampiamente esplorativi nelle contingenze terrene, con pari armonia, valenza e lungimiranza, si appropriano Nel cosmo del destino dell'uomo, dei suoi dubbi, delle sue cadute, ma anche delle sue varianti, tra aspirazioni, limiti e incerte destinazioni.

Recensione
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