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Da Pasolini in apertura di citazione, alla penna critica dello strepitoso studioso Roberto Pasanisi che intitola il suo intervento in prefazione "Il mondo non sa nulla", la nota poetessa di Massafra Antonietta Benagiano, attribuisce l'intera sapienza alla poesia, tanto da attibuire il compito di raccogliere gli stimoli dalla periferia del pensiero per trasmetterli come neuroni al sistema nervoso letterario centrale, attraverso un groviglio creativo di contatti che nella metafora della sinapsi, si aggettivano a fianco del sostantivo "Poetiche".

Nascono così le Poetiche sinapsi, in forma di ragionamenti, di associazioni di idee, di contatti funzionali tra più neuroni (leggi versi), stabilendo passaggi informativi da una poesia all'altra e raccogliendo, come in premessa, la precisa volontà dell'autrice di depurare la parola da ogni artificio sia di compressione pedissequa, sia di prismatica misteriosità, di non regredire alla tradizione arcaicizzante, ma neppure alle spericolatezze dell'avanguardia, priva di senso, formalmente bizzarra o seducente, quanto vacua nella soluzione contenutistica.

Antonietta Benagiano, che pure affida al verso, alla sua disposizione, alle pause, ai motivi di reiterazione e alla molteplicità delle valenze significanti e interpretative, sulla scia del valore alla "molteplicità", attribuito da Italo Calvino nelle sue celebri Lezioni americane, tra "Battito ampio" e "Battito breve", (analisi e sintesi) – fluviale prolungamento del verso e contenuto perentorio, singolo verso estrapolato – amplifica e minimalizza, scruta l'umanità e le infinite implicazioni dei suoi interrogativi e delle sue risposte, attribuendo alla poesia la forza catartica dell'idea che si enuncia, mai convenzionale, e l'epifania che dissolve le nevrosi, nella presa di coscienza. Un ininterrotto monologo interiore posto a guardia del pensiero di alto profilo, della creatività mai convenzionale, della ricchezza semantica, nonché della preziosità del pensiero filosofico, spinto sulle sponde del trascendente, ma senza dimenticare l'immanente che insieme coniugano anima e corpo, Anima ed Esattezza di musiliana memoria.

Antonietta Benagiano eleva la poesia a estrema eleganza culturale, disperde le tentazioni consolatorie e privatistiche, coniuga filosofia di accrescimento alla profondità del pensiero e licenzia una silloge di grande fascino, alla quale sinapsisticamente ci sentiamo "uniti", complici e "compagni verrso la luce".

Recensione
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