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L'amore ai tempi del computer

Le molteplici e più stravaganti sfaccettature attribuibili all'Amore, di cui la vita e la letteratura hanno fornito un repertorio tanto vasto quanto imprevedibile, nell'era tecnologica può appropriarsi di un nuovo aggettivo "Virtuale", affidato ai media, alla macchina, alla finzione, all'esasperazione succedanea, come alternativa della realtà che si vuole sfuggire o modificare a proprio piacimento. Per una scrittrice attenta, variegata, creativa, cromaticamente rivolta ad una scrittura caleidoscopica, che con pari dignità ed esito ha affrontato i temi del teatro, dell'arte, della fede, della parapsicologia, attingere ad una tematica tanto moderna, quanto tutta da esplorare Un amore (virtuosamente) virtuale realizzata in elegante veste editoriale da "I tascabili - Collana Calliope" di Cronache Italiane, diviene motivo ulteriore di scandaglio dei sentimenti e delle implicazioni psicologiche sul terreno della dinamica d'Arte, interamente ripercorsa e stabilisce l'esperienza aggiuntiva di una indagine interiore nella quale il valore letterario direttamente si contamina con quello della vita, in una sorta di miscela profetica che la sete di conoscenza tout court, attanaglia l'autrice, affascinata tanto dal metodo narrativo di una sorta di romanzo "epistolare", quanto di un'affermazione della nuova frontiera della scrittura nel confronto con il linguaggio secco, scarnito, misterioso e disincarnato negli slogan, che il computer fornisce e svilisce. Un amore che antepone e dispone di ben cinque antefatti, per giungere al "fatto", con i suoi dubbi, le sue dodici pause, la conclusione e la sorpresa finale, incorporate nello spessore del volume e delle sue pagine, avendo omesso (come virtuale) l'indice, quasi a testimonianza della impossibile "fine" di un libro ad opera aperta (come teorizzato da Umberto Eco). Un amore di tal fatta, obbedisce a canoniche vicende, nella sua genesi, e come tale parte dall'età anagrafica dei protagonisti giovanissimi, per svilupparsi nella sua arcana imprevedibilità, in corso di una marcata maturità, fino alla vecchiaia, al fine simbolico e non paradossale di segnare di sé l'intera dimensione temporale, spaziale, antropologica, sentimentale, parossistica di una coppia emblematica dello stesso "silenzio" che la virtualità contempla in sé, per sfuggire le intemperanze della realtà, dello squallore quotidiano, della riverberante verità, mai decisa ad apparire univoca.

Elsa Emmy cavalca la materia con leggerezza, con adempimento meccanicistico nella sua strategia del nascondimento, esortando le illusioni a gratificarsi come similrealtà in un mondo che confonde sempre di più i connotati e con grande intelligenza, forse, anche inconsapevolmente, inserisce la sua creazione nel novero di un'evocazione letteraria cara a Gabriel Garcia Marquez a partire dal celebre L'amore al tempo del colera (1985), dove insegue un amore giovanile e caparbio, fino al pieno della vecchiaia avanzata per giungere all'attuale lavoro, un nuovo libro, una raccolta di racconti, dove il tema comune resta l'amore tra anziani. (Ne fornisce notizia ampia "Il Messaggero" del 28 dicembre 2008). L'opera di Elsa Emmy definisce in pagina in modo raffinato, garbato e concettuale la stessa andatura della scrittura tecnologica, tra corsivi, maiuscole e caratteri tondi, che ne definiscono il mittente e il destinatario, il pensato, dal detto, l'innesto del racconto, dal dialogo, in una sorta di ricamo in pagina che rende scorrevole, visuale, concettualmente vicina all'originale, la trascrizione del testo. Il lettore portato per mano dall'autrice Elsa Emmy, rivela una sola parte della identità, confondendo i ruoti nel corso della loro avanzata storia d'amore, come nei distacchi programmati, fino alla sorpresa finale, quanto mai aderente sia alla tematica, che alla architettura del testo letterario, sicché l'opera si connota di giallo, pur non contemplando un delitto, si rivela romanticamente affascinante, senza scadere nel melò, si contrassegna per un'attenzione elettiva, verso l'aspetto di una scrittura innovativa, creando un raffinato gioco di rimandi, procedendo in via circolare. Peculiarità dell'opera di Elsa Emmy appare la sua pregevole alterità rispetto alla materia narrativa, dove nessun procedimento critico, né analisi psicologica, entra nel merito sia della vicenda che della speciale adozione di una scrittura tenuta entro i canoni della virtualità. Si esime, l'autrice, da giudizi moralistici, sociologici, psicologici, per offrire uno spaccato della moderna civiltà della comunicazione, imbastendo una storia esemplare, che non a caso ho definito all'inizio "virtuosa", nella sua chiarezza, senza infingimenti e ricca di scoperte opportune sulla novità del mezzo.

"Arte e cultura", 3 gennaio 2009
"Meridiano Sud", 15-31 gennaio 2009

Recensione
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