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Io la ricordo

Una raccolta di poesie di una rimembranza dolorosa ma ricche di sentimenti e affetti per i familiari, la natura, e particolari momenti di vita della Poetessa e i suoi amici.

“ Sarà sempre la mia casa / evocata per riportarmi l’allegria di risate e di pianti  ./ Non è facile recidere radici

Sono i versi che subito mi hanno toccato l’anima leggendole nel libro di poesia “Io la ricordo” della poetessa Graziella Minotti Beretta. La sua poesia è piena di dolce nostalgia e sentito rimpianto per un passato che le ha marchiato a fuoco il pensiero, il ricordo familiare e amicale della sua gente. E fra questi struggenti ricordi non poteva non esserci quello della sua carissima Mamma morta nel lontano 1947, quando aveva appena cinque anni. Alla madre infatti ha voluto dedicare il suo libro di poesie dal titolo “ Io la ricordo” dove in alcuni versi così si esprime: “E la ricordo vagamente nello stesso luogo …. la sua mano stanca, tremula/ mi sfiorava appena”.

Questa la sua poesia fortemente rievocativa, figurativa, quasi filmica emanante nel verso, nelle parole nel dolce ricordo. “Vienimi in sogno o notte fonda”…” D’improvviso un suono alla porta / m’apparisti un po’ sciatta / ma con fiori graditi … / io (le) strinsi la mano di ghiaccio da sempre … / mi chiamano morte”. Quanta malinconia, ma quanto amore e affetto in questi versi memoria, pieni di tristezza, senz’altro ma da un sincero alone di affetto e accettata rassegnazione. Sentimenti che si trovano, si leggono, si riscontrano in tutti i suoi versi delle quattro sezioni della raccolta: 1° sezione sezioni- Stagione: Stati d’animo; 2° Stagione: La natura; 3° Stagione: Attualità; 4° Stagione: Poesie scelte.

Naturalmente i versi rievocativi sono quelli più profondi, reali e incisivi per l’animo del lettore che penetra nel tempo e nello spazio del racconto poetico delle quattro sezioni che anzi si ripetono in un richiamo confronto di molte assimilazioni figurative e descrittive. “Addio miei Monti” di chiara memoria e rievocazione manzoniana ben si addice all’addio che la Poetessa di Desio riferisce al suo dolce Lago Maggiore, dove ha trascorso tutta la sua vita e i suoi amori per le persone care, la natura e i luoghi che le hanno dato gioia, pace, tranquillità e amore per la vita “Addio a me lago tanto caro / che mi vedesti crescere fanciulla / coi primi batticuore / In te sempre io vissi / e nell’età più tarda / avrei voluto affidare gli ultimi accordi (ricordi)”

Allora in ogni componimento-tema poetico trattato non è possibile non riscontrare un lirismo spesso classico, puro , intenso, profondo che ti porta ad affermare che quella di Graziella Minotti Beretta è una poesia vera, dolce, ricca di immagini e rievocazioni che ti colpiscono dentro e ti colmano lo spirito di gioia, piacere, amore per le sue descrizioni riferite alle persone, la natura, la bellezza della vita e dei suoi misteri. C’è da dire poi che la Poetessa ha saputo bene rappresentare il suo libro “Io la ricordo” chiudendolo con una raccolta di cartoline-corrispondenza che la Madre ricoverata spedì alla figlioletta Graziella manifestandole un affetto materno struggente e profondo.

Eccone una del “ 2 maggio 1947: “Cara Graziella, per il tuo compleanno ti giungano tante carezze e tanti baci dalla tua mamma che ti vuole tanto bene”. Esempio di grande mamma a cui giustamente la figlia non poteva non dedicare parole e versi di provato affetto filiale e imperituro ricordo. Come sempre anche in questa raccolta di poesia Graziella Minotti Beretta si rivela grande poetessa degna di ammirazione e valutazione.

Recensione
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