Servizi
Contatti

Eventi


28 poesie formano la silloge di Pietro Nigro: Alfa e Omega – titolo che porta il lettore ad una riflessione: il tempo futuro … già trascorso. Si pensa al mistero della Genesi, mentre corre nell’aria l’antico inno d’acqua e di fuoco; il monito francescano: “giusta la morte e non altro” arriva nei cuori placando le ansietà della natura umana. Le composizioni della raccolta sono vibranti, incisive, cromatiche, colte. Il Nostro asserisce di poter rivedere i fiori del ricordo, guidato dall’olfatto; l’odore tipico di “cavità” lo porta verso antiche mura dai crepacci fioriti.

La casa è ricca di opere d’arte! Paesaggi unici sono riprodotti nei colori più verosimili, un pianoforte scordato ricorda ore liete, melodie d’amore. Ma nel profumo di zagare “risuscita il passato”! “Infiniti confini” è l’ode che più fa intuire l’amore del poeta verso la mitica Sicilia fenicio-greco-romana, arabo-normanna: qui passarono Ulisse ed Enea per raggiungere mete diverse, leggende d’amore e morte hanno eternato il mare di Acitrezza i cui scogli ricordano Ciclopi famelici e innamorati. “Ma è vita” – scrive Nigro – “il sapore che non cancella le illusioni e i miti di sempre”. Che magico lo scontro fonetico nel “segno, un sogno, | pagina che sbianca e scompare”.

… ma lo splendido sole di “mezza mattina” è ancora vivo, cosciente “che si farà vita”. La bellissima poesia di Nigro “Inno al sole” ci conduce alla civiltà Incas (1100 a.C.). Il culto del Dio Sole era obbligato nell’impero peruviano. A Macho Pichu, sulla sovrastante cuspide del tempio c’era l’osservatorio astronomico, ove gli stregoni offrivano sacrifici all’astro fulgente e, giunto il solstizio estivo, procedevano alla magica cerimonia di ancorare il Dio Sole, affinchè non abbandonasse il suo Impero Incas. Nel 1911 la scoperta del Machu Pichu, città segreta, rivela l’ultima speranza di una casta distrutta dagli spagnoli (1532). Il sole, adorato dagli egizi e dai popoli ancora non civilizzati, è troppo bello e indispensabile, perché non rappresenti le forze ultra-terrestri, suscitando timore, amore, venerazione, nei cuori semplici. Tra le poesie dell’antico Egitto, spicca “L’inno al sole” del Faraone Amenofi IV. Un cantico alla natura sotto l’egida del Dio Sole, motivo di ispirazione per Pietro Nigro e un ritorno al passato per i critici.

L’Autore appartiene alla letteratura del III Millennio; la sua è poesia classico-moderna, austero-aristocratica in cui emerge la riservatezza di chi è solito controllarsi.

Sensibilità d’animo, desiderio d’infinito.

“La mia Italia” Antologia letteraria contemporanea
Edizioni Universum, Caprileone 2004.

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza