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All’amata professoressa Maria Luisa Daniele Toffanin
traccia indelebile nella mia conoscenza

ricordando in particolare la sua spiegazione della poesia Specchio di Salvatore Quasimodo

8 marzo 2017

Candide perle lucenti
spiccavano tra il vermiglio
di rara perfezione
accompagnando parole
incise in versi arcani
in ermetiche visioni.

E rapita mi immergevo
nell’aurea atmosfera
come incanto di sole
tra le nebbie.

Estasiata l’osservavo
nutrendomi dei vigorosi
espressivi gesti
aspirando il succo
del suo vivido sapere.

Con arcuato movimento
incideva segni
di vita e di natura.
E la sua mano
diventava tronco
le agili dita
frutti in divenire
l’intenso sguardo
quel tratto di cielo.

Suasiva voce trasmutata
in ammaliante suono.
E nello scoppio di gemme
si riverberava
l’istantaneo afflato
si svelava
l’inesplicabile.

Come lama nella zolla
il solco aveva tracciato.

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