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Amore e sensibilità: la parole per entrare nel libro di Anna Maria Guidi sulla poesia di Sandro Penna, anzi sull’origine primigenia della poesia penniana.

Amore dell’autore stesso come scaturigine della poesia e amore dell’autrice per Penna, così da volgere la propria sensibilità di poetessa e le proprie competenze nel campo delle manifestazioni psichiche per cercare di coglierne origine e caratteristiche dell’opera.

L’origine della poesia viene individuata da A:M: Guidi in una pulsione erotica precedente l’io, in una sorta di fanciullino erotizzato che diviene capace di eventi creativi, mitogenetico quindi. Unico in grado di cogliere il reale, proprio nella e per la sua libertà piena. L’eros unito all’ingenuità.

La poesia nella sua fluidità temporale ne rappresenta gli aspetti, i gesti, la momentaneità e l’immutabile vitalità.

L’atteggiamento dell’autrice è di chi procede nella lettura delle poesie penniane come in un paesaggio da scoprire, seguendo un percorso intravisto e contemporaneamente lasciandosi guidare da segnali che appaiono per strada, affidandosi all’intelletto e all’emozione.

Operazione critica e insieme empatica: rivivono le pulsioni, le motivazioni, le tonalità del sentimento, le scelte stilistiche. In modo sorprendente anche per noi che leggiamo.

L’autrice può a buon diritto anche prendere decisa posizione nei confronti di un preteso alessandrinismo di Penna: “Confuto …. il pluricertificato alessandrinismo… permettendomi addirittura di sovvertirlo in trasgressione alessandrina. La fluida immediatezza impressionistica del suo sinestetico prodigio poetico nasce infatti dalla condizione identitaria, che compulsa e convulsa come un vulcano inquiescente, monta, preme e trabocca spandendosi”.

Dimostrazione di come una lettura che entri davvero in contatto con l’opera e la sinergia di tutte le competenze di un lettore attento possano giungere a comprenderne le venature profonde e le conseguenti modalità espressive.

E’ perciò un notevole apporto critico questo di A.M.Guidi, proprio per la sua eccentricità intellettiva e l’affinità emotiva.

Un arricchimento, un dono prezioso e unico per la comprensione di un importante genuino e libero poeta lirico del Novecento italiano.
Recensione
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