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Diletto

Diletto di Walter Nesti ci troviamo di fronte ad una poesia che é un diario dell’anima, ora assorta tenera e dolce, ora premuta ed affannata dietro il tempo che fugge; la volontà umana é spesso schiacciata, ma ciò che l'uomo può esprimere è ancora capace di salvarlo. Lo si può constatare nelle tre prime parti del libro: “Il tempo dell’inganno”, “Il tempo della memoria”, “il tempo lacerato”. Questi tre momenti costituiscono il nucleo centrale di un dire, ma sarebbe più appropriato di un narrare; ci si trova alla presenza di chi ha il gusto della descrizione, della rigenerazione,dei dati di quella nostra esistenza che é fatta di sguardi di tremiti, di vento e anche di forze maligne e di presenze avvolgenti.

In tutto il libro si avvertono il “tempo” che é "pagatore intransigentee segna il destino dell'uomo attraverso le numerose scadenze e il “mistero” che è in ognuno di noi e ci condiziona nelle nostre scelte.

Nesti resta ancora affidato ai paesaggi, ai segni impalpabili del tempo; il destino dell'uomo resta ancora assegnato ad una misura, e questa misura é la poesia che spazia, trasuda dalla vita di tutti i giorni. Una poesia che non é fuga, ma concreta presa di coscienza del mondo, nelle sue terribili e talvolta tragiche situazioni; non. si deve ignorare tutto questo, ma non ci si deve dare per vinti. La poesia é quella che mette in grado l'uomo di provare ancora felicità e desiderio,anche se il tempo ti lascia solo sogni perduti “altalena di attese”, “passate illusioni”.

Mi vengono alla memoria i significativi versi di Calderòn de la Barca che diceva: “toda la vida es sueno y los suenos suenos son…”

Ma in Nesti c’è anche il sogno di una vita da recuperare, da vivere in piena libertà con la certezza che l’umanità abbia un momento di viva ed intensa partecipazione e quando la luce si accende e la finestra s’apre come per miracolo ci appare quello che abbiamo da lungo tempo desiderato.

La poesia di Walter Nesti è comunicativa, non vi troviamo come scrive Pietro Civitareale “nessun significato chiuso, e nessuna oscurità preconcetta…”.

Non si trovano nei suoi versi toni o ritmi che contrastano con l’impianto filosofico-morale del suo pensiero, ma la lucentezza della sua parola è qualcosa che ti prende, ti fa pensare e ti mette in condizione di seguire il suo pensiero, ora rassegnato, ora tragico. Siamo sulla quieta e riposata penombra di un sogno in cui uomini e paesaggi vivono una loro vita intensa e vivace, sogno tenace che ti fa “eravamo come fanciulli | flessibili alla forza del gioco | che prillava dalle tenere membra | in risicato equilibrio con la vita”.

La poesia di Nesti è anche un inno alla libertà che l’uomo cerca con disperazione e speranza nell’intimo del cuore, e ce lo esprime in questi suggestivi versi: “Non un passo sfiora la mente | di inopinate vittorie | ma la certezza | che questo oscuro fulgore | germini il senso | del nostro essere liberi”.
Recensione
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