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La chiave di lettura dell'opera poetica di Guglielmo Peralta è tutta nella parola 'soaltà'. Un neologismo che serve a spiegare la necessità che il sogno – dietro o al di là delle quinte – si concretizzi in realtà.

'Sognagione' è la piantagione – o la stagione – dei sogni.

Il dilemma è sempre lo stesso; se può, la bellezza, sopravvivere al riparo dal mondo (chiusa a riccio ed in difesa contro il reale) o se – piuttosto – non sia il caso di realizzarla, destandoci.

Tra i versi più belli ricordo, infatti, quelli di 'Fuori scena': Destiamoci | al sogno | per crescere in | v i s i b i l i t à | Coltiviamo | sulla scena | il suo seme | di luce | affinché | il canto | fiorisca | tra gli applausi | e il mondo | apra gli occhi | allo stupore.

A cosa serve infatti la bellezza se non afferma se stessa e non invade, anche a rischio di finire?
A cosa serve la conoscenza se non si concretizza in un gesto, nel qui ed ora?
Il sogno che si concretizza squarcia i sipari.

Dice bene Franca Alaimo, nella prefazione al libretto (edito da The Lamp/Art Edition): la poesia di Peralta è un sistema filosofico, senza mai essere macchinosa costruzione ma, anzi, ponendosi come tracimazione del cuore e dell'intelletto. C'è, nei suoi versi, la compiutezza e la pacatezza che sono propri della terra e della coltivazione del seme.

La disciplina della costruzione, che parte dal piccolo per arrivare al grande, è presente in ogni verso ed in ogni sottolineatura. Guardiamo fuori | e in noi si apre | la scena.

Partecipare alle cose del mondo non vuol dire entrare a far parte del sistema, nè significa rinunciare alla propria essenza e sperdersi. Vuol dire, anzi, alimentare la capacità che l'anima ha di donarsi.

L'agricante (altro neologismo) è il poeta soale: colui che è agricoltore (che, dunque, della terra e della sua disciplina ha fatto un foglio di via), capace però anche di essere cantore e di tentare viaggi coraggiosi al di là del sé.

Ci sono echi, nei versi di Peralta, che ricordano il concetto dell'interconnessione. Siamo unico corpo, fusione di mente, materia ed anima. Siamo tutti parte di una sola cosa. E' tuttocielo | nel giardino | soale.

Di qui i rimandi ai simboli del Cristianesimo ed alla necessità di un progetto comune di rinnovamento del mondo, come sottolinea la Alaimo. Un progetto che unisca l'Est e l'Ovest del mondo, secondo il pensiero Kantiano di una comunità universale.

Solo allora i passi del poeta – e dell'uomo – conosceranno ...lo stupore del cosmo | E le cose | anche le piccole | e dimenticate cose | sogneranno il loro angelo.

Recensione
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