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La storia del `Guappo" non parla solo di camorra

E' fresco di stampa il saggio di cultura napoletana Il guappo - Nella storia, nell'arte, nel costume di Monica Florio, precisa ricostruzione di una figura scomparsa ma sempre presente nell'immaginario popolare. L'opera d'esordio della giovane scrittrice napoletana inaugura l'attività editoriale di "Kairòs" che si propone con la collana "All'ombra del vulcano" di mostrare tutte le sfaccettature di una cultura complessa quale quella partenopea. Il rischio - sempre in agguato quando si parla di Napoli – di cadere nella retorica e nell'oleografia viene decisamente evitato grazie allo studio analitico di un personaggio troppo spesso idealizzato e confuso con il camorrista.

L'Autrice ripercorre le vicende del guappo: dalle antiche origini, durante la dominazione spagnola nel Mezzogiorno, quale discendente dei "compagnoni" (i famigerati banditi che, di notte, derubavano i passeggeri della cappa), fino alla degradazione che vede la scomparsa negli scaltri contrabbandieri dell'antico codice d'onore dei guappi ottocenteschi. Attraverso una ricerca così particolareggiata il guappo appare lontano anni luce da quell'immagine edulcorata, frutto per lo più dell'ampia aneddotica, che lo dipinge come il difensore degli umili ed il generoso protettore di artisti del Cafe. Chantant. Dall'opera di Monica Florio emergono, invece, gli aspetti meno nobili di questo personaggio: la violenza esercitata nei confronti delle prostitute e degli impresari di pompe funebri, il cinismo manifestato sia verso la legge che nei riguardi della criminalità organizzata. Il volume, accompagnato da un'incisiva prefazione del giornalista Ernesto Filoso, oltrepassa i limiti angusti del testo divulgativo proponendosi di approfondire, con uno stile semplice e garbato, una figura indiscutibilmente legata alla storia del costume di Napoli.

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