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Primo Levi (1919-1987) l'uomo, il poeta

Alla folta bibliografia su Primo Levi si aggiunge questo recente saggio dal carattere divulgativo che ha ricevuto nel 2019 il Premio I Murazzi come opera inedita.

Il volume è agile ma esauriente nel ricostruire la vicenda umana dello scrittore torinese, la cui produzione letteraria, in particolare la narrativa, riflette l’esperienza di Auschwitz e il rimorso provato per essere stato favorito dalla sorte rispetto ad altri, da lui ritenuti “i migliori”, che non erano sopravvissuti ai campi di sterminio.

Oggetto di un’attenta analisi è anche l’attività poetica di Levi, caratterizzata da uno stile personalissimo e aperto alle avanguardie, dall’utilizzo di figure retoriche e da frequenti citazioni di altri Autori.

Interessanti sono poi le riflessioni inerenti il suo rapporto con la religione: a dispetto dei dubbi, Levi restò sempre laico e non riuscì mai a perdonare i responsabili dell’Olocausto.

Nella centralità del tema del dolore – la natura e gli animali sono condannati, come gli uomini, a patire –, Franca Olivo Fusco coglie il tratto saliente dell’opera di Levi, amareggiato dal degrado dell’ambiente e capace di cogliere con la sua umanità la sofferenza di chi lo circonda.

Recensione
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