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Il Giubileo del Premio Nazionale “Sìlarus”

Il Premio Nazionale “Sìlarus”, istituito nel 1968 da Italo Rocco, fondatore  della omonima rassegna bimestrale di cultura dal respiro anche internazionale, è giunto nel presente anno al suo Giubileo.

Dal n° 317 della rivista Sìlarus, presenza vitale di cultura da cinquantasette anni, proponiamo l’Editoriale del Direttore Lorenza Rocco e la Testimonianza della collaboratrice Antonietta Benagiano.
 

Il direttore

Lorenza Rocco

Carissimi lettori,

è motivo di emozione giungere al Giubileo del Premio Nazionale “Sìlarus”, fondato da Italo Rocco nel lontano 1968.

Troppo lungo tracciare la storia del Premio che, nelle prime edizioni aveva un respiro internazionale, con memorabili cerimonie di premiazione in Spagna, oltre che nell'area archeologica di Paestum, peraltro all'epoca non fruibile per nessun tipo di manifestazione.

Ringraziamo alcuni protagonisti delle passate edizioni del Premio per le testimonianze inviate in redazione, che inseriremo in questo fascicolo. La nostra non vuole né può essere autocelebrazione in merito alla serietà, alla longevità del Premio, alla continuità del Premio, tra i pochi in Italia senza tassa di lettura. A noi preme evidenziare che oggi, come cinquat'anni fa, la finalità del Premio sia la medesima: l'invito alla scrittura come autentica comunicazione e alla parola come vòlano privilegiato di comunicazione inter-personale. Invito più che mai impellente e necessitante nella civiltà dell'immagine, nell'era tecnologica e multimediale, in cui “il computer è divenuto il prossimo e i contatti che ciascuno stabilisce nel social network, con migliaia e migliaia di sogggetti, che vengono, per giunta,  definiti amici, non sono che la finta comunicazione”. Parole di Antonietta Benagiano, nostra antica e illustre collaboratrice,, che incalza “La società contemporanea, oltre ad essere senza Dio, come l'altra che l'ha preceduta è senza prossimo”1.

Società, aggiungiamo, non più solo “liquida” ma virtuale, che privilegia il rapporto con la tecnologia all'Humanitas trasformando l'homo sapiens in homo tecnologicus. Dove la sapienza che abbiamo perso con l'eccesso di informazioni, con l'accumulo di dati, senza contestualizzazione, né rigore logico?

Ecco che l'appello di “Sìlarus” alla scrittura nella radialità delle sue forme (poesia, narrativa, saggistica) diviene antidoto alla solitudine, all'incomunicabilità, appello alla parola, espressione del pensiero, dell'identità, del dialogo, del confronto, della conoscenza, in barba alla imperante omologazione. E con G. Rodari, appello alla parola, “non perché tutti siano artisti, a perché nessuno sia schiavo”2.

1) Antonietta Benagiano, L'enigma in scena, Edizioni dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli, 2017, € 15,00.
2) L. Rocco Carbone, Il silenzio... la parola, Guida Editore, Napoli, 2005.

Testimonianza

Antonietta Benagiano

Afferma Zygmunt Bauman in Babel: “Sospesi tra il 'non più' e il 'non ancora' il nostro è il tempo indecifrabile dell'interregno”.

Tanti gli interrogativi in questa era “sospesa”.

Nella cultura il baricentro si è spostato dal libro alla rete, pertanto ogni informazione culturale viene consumata come un qualsiasi prodotto: cultura di massa in una società di massa, e ciascuno di quella si serve a suo pro e pure a sproposito.

All'informazione rapida e “liquida” del web la rivista “Sìlarus”, “periodico di alto valore culturale”, come già nel 1966 venne riconosciuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, resta fucina di incontro culturale per un approfondimento letterario che non scivoli nel banale.

Il periodico bimestrale, fondato nel 1961 come giornale scolastico dal poeta e critico prof. Italo Rocco (venne negli anni onorato di molti prestigiosi premi), trasformato poi dallo stesso fondatore in Sìlarus, divenne in breve “rivista d'immensa utilità per la diffusione della cultura italiana all'estero”, come affermò Sergio Segalini, docente di Lettere Italiane alla Sorbona di Parigi. E, alla scomparsa del fondatore nel 1999, mantenne il suo “alto valore culturale” sotto la direzione della prof. Paola Rocco, figlia di Italo, continua a mantenerlo diretta oggi dall'altra figlia, la scrittrice e saggista prof. Lorenza Rocco che profonde grandissima dedizione superando tempi avversi sotto vari aspetti, dal fratello giornalista Pietro, direttore responsabile. E il Premio Nazionale Sìlarus, che nel presente anno celebra il 50° anniversario dalla sua istituzione nel 1968, oltre ad essere testimonianza di fermezza e solidità nella continuità, è per i partecipanti occasione di giusto rilievo nell'era in cui anche l'attività letteraria è inflazionata e banalizzata.

Per aspera ad astra,e ci sgorga spontaneo il grazie per non aver mollato, l'augurio di innumeri anni proficui.

Materiale
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