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La casa in mezzo al prato in Boscoverde di Rocca Pietore

da: LXXVIII Quaderno di Praglia
Cenacolo di poesia
“Insieme nell'umano e nel divino”
18 gennaio 2019

“La selvaggia bellezza dei serrai”

Quando penso alle mie vacanze estive di bambina, trascorse spesso fra i frastornanti panorami delle Dolomiti, l’immagine che subito, immediata mi sale alla mente con potenza evocatrice di magia, di incanto, di favoloso è quella dei Serrai di Sottoguda. Me li fece conoscere mio padre Rinaldo, pioniere in queste scoperte, nel 1959 (60 anni fa!), e immortalò noi fratelli (allora solo quattro) in una suggestiva immagine fotografica in bianco e nero. Dietro noi quattro bambini in primo piano, si vede la strada, allora carrozzabile fino al lago Fedaia, sulla sinistra il torrentello Pettorina e, tutt’intorno, le rocce delle due pareti strapiombanti su di noi. Soggiornavamo in una piccola pensione proprio a Rocca Pietore, allora borgo semisconosciuto ai più, che al massimo avevano sentito nominare Caprile o Cencenighe. Mi piace riportare la colorita descrizione dei Serrai di un testo turistico dell’epoca:"Un’orrida forra lunga circa due km. e stretta, in certi tratti, pochi metri. Raccomandiamo molta attenzione nella guida perché la strada, ovviamente, non può essere più larga della valle."

Nel corso della vita sono tornata altre volte, con l’allora fidanzato, con i figli e ogni volta è stata un’emozione travolgente: è la forza creatrice e modellatrice della natura che circonda e sovrasta l’uomo e lo fa sentire piccolo, piccolo, ma fortunato di poter ammirare tali opere meravigliose di un Creato che offre bellezza e induce alla meditazione e al ringraziamento.

Anche Marisa cita più volte tra le numerose meraviglie della Val Pettorina "la selvaggia bellezza dei Serrai", eletti recentemente Patrimonio Unesco:

e salire salire nel sole / fra voci turistiche tante / su all’umbratile percorso / dei Serrai freschi di muschi / e acque saltellanti // senza più riflessi di pareti turchesi / cristallo in canne d’organo / magia d’inverno che stringe / la strada innevata / ove fischia la discesa sciatoria / …

…Ritma il poema un alito da leggenda / che il cuore sussurra dentro / il torrente in musicali balzi / accompagna come antico canto / dopo una mistica sosta / alla Madonna dei Serrai / in eterno colloquio / con il Santo patavino dei miracoli. //

Che dire oggi dopo l’immane devastazione che ha distrutto la Val Pettorina, la strada dei Serrai, il paese di Rocca Pietore, azzerando l’impianto idrico, quello elettrico, abbattendo il bosco, le case e tutto ciò che la violenza dell’acqua incontrava nel suo percorso? Niente sarà più come prima anche se l’uomo in generale e in particolare gli abitanti della montagna sono tenaci e infaticabili ricostruttori.

Ma le descrizioni di Marisa aiuteranno tutti nel ripristino dell’incanto di questa valle e della piacevolezza della vita vacanziera in questi luoghi amati e vagheggiati per le armonie di colori, di suoni, di odori, di luci, per la presenza di persone gentili e delicate. Mi pare che Pastorale faccia una mirabile sintesi di queste caratteristiche: Ardono fiamme / d’oro ramato / nel fitto del verde. / Il giallo di larice / il rosso di faggio / accesi di sole / si fanno suoni / nell’aria di cristallo / per concerto d’autunno / pastorale antica di bosco: / toccate di bacche / su punte di rovo / fughe di orme / nel fresco di muschio / silenzi di nidi / lasciati da poco. // Note dolci, calde / striature solari / d’estate tardiva / tramonto di vita / prima del vento / di gelo impietoso. // Così / le sere dei giorni / prima d’ogni notte. //

Recensione
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