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Anamòrfosi

il sasso nello stagno

Anamòrfosi è un libro intrigante quanto sfuggente, fatto di luoghi spesso evanescenti e situazioni stranianti, spazi e microspazi e accensioni sibilline di tempo interiore. Ci sono diversi incontri, tra cui spicca quello con il Maestro (Linguaglossa) che percorre tutto il libro (con svariate citazioni di suoi versi), interni con dialoghi tra un uomo e una donna, pervasi non di rado da brividi erotici, fremiti di ali percepiti in un esterno naturale che appare raramente messo a fuoco (ma descritto con rapide efficaci pennellate: “Ci sono giorni in cui nemmeno una piuma piove dal cielo/e le nuvole sembrano enormi nidi vuoti in attesa/di quelle uova che si dischiuderanno oltre tempo”), inquietanti apparizioni di Amleto, Orfeo e Euridice, citazioni di versi di poeti che a loro volta ti hanno fatto da guida e ti sono stati di ispirazione (oltre a Linguaglossa, Pessoa, Milosz, Brodskij, Tranströmer), sfere che si frantumano, schegge-istanti che si spargono, frammenti che si disperdono, un reale percepito mentre sfugge e si inabissa in una sorta di incubo cosciente.

C’è la volontà di catturare e trattenere un nucleo segreto e privato di esperienza, di dilatare metafisicamente quello che accade e non si riesce a circoscrivere razionalmente. La poetica del frammento mi sembra perseguita in modo originale e con l’intenzione esplicita di esplorarne le possibilità espressive in diverse direzioni e con diverse soluzioni formali, con giustapposizioni di immagini, scene e dialoghi che si alternano senza soluzione di continuità, in una sorta di flusso di coscienza in cui si cerca, però, di non abbandonare la coscienza al flusso, ma di sperimentare, lucidamente, la dilatazione dell’attimo vissuto: “quanto può durare un attimo?”.

In questa domanda credo consista l’intuizione che ispira ed esprime il significato poetico più autentico di questi testi: la volontà di esplorare lucidamente la possibilità di una cristallizzazione e di una dilatazione della coscienza mentre vive il presente. Molte poesie mi sembrano nate sull’onda di questa idea, che credo tu stia vivendo, con emozione, come novità espressiva e conquista spirituale. Il dialogo con Linguaglossa è riferimento costante e fondamentale in questo tuo percorso esistenziale e di formazione, ma stai tentando una sintesi oltre i dettami di una poetica che, in quanto personalmente filtrati e vissuti, ti possono portare a una forma ancora più personale di scrittura e ad affinarla ulteriormente sul piano espressivo.

Lo straniamento percettivo, e il conseguente riverbero delle frequenze emotive nell’anima del lettore, credo siano gli effetti più evidenti e rimarchevoli di questa fase poetica, in fluido divenire, che nel futuro potrà riservare ulteriori sviluppi: ne stai creando, esplorandoti nel profondo, le fertili premesse.

Recensione
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