Servizi
Contatti

Eventi


Ombrìe

Questo ultimo fresco di stampa (ottobre 2012) vede una scrittura dialettale perfezionata nel tempo, una autrice che rientra negli episodi della memoria, un trasportare i suoi ricordi nella scrittura, un assaporare l’interno delle poche incertezze e delle stranezze dell’animo, attraverso penetranti versi, una poesia che ti obbliga a pensare a rileggere ogni riga delle 61 poesie racchiuse in questo libro.

Una poesia che richiama le favole nel contesto territoriale delle bellezze della natura da lei osservata, esaminata anche nei piccoli particolari, una natura che vive e che muore, una poesia questa di Lilia, aperta e nello stesso tempo carica di segnali, di indicazioni, di avvisi, di raccomandazioni per il futuro dell’umanità.

Un percorso che tocca con mano, ma nella mente esplora l’accaduto del suo passato, delle tradizioni, del modo di essere di un tempo, di come anche per noi persone dell’emigrazione eravamo un tempo nei nostri piccoli paesi della nostra provenienza friulana.

Anche il tratteggiare ad esempio di Lucia, una cara sua amica, fa parte delle riflessioni sul suo passato di amicizia.

Un passato che riflette nel presente , che costituisce le fondamenta dello scrivere poesie, che determina la passione, l’essere oggi donna e poeta.

Alcune poesie meritano di essere menzionate più di altre, ma tutte nell’insieme dovrebbero essere citate, ad esempio: vita : una logica di accarezzare la vita, affiancata dall’aria; vent : l’estro, la forza del vento, come i passi della persona; foibe: un riesumare la storia e i pianti delle persone innocenti fatte sparire in quei fori bui delle bocche spalancate, nel terreno.

Un dialetto che entra dentro nel pensiero, che supera la lingua italiana, che a volte diventa un canto gioioso e a volte una giusta rappresentazione dell’essere tempo, delle radici di ognuno, delle diverse educazioni ed impostazioni dell’essere persone, nei modi di vivere degli usi e costumi differenti, che fanno la ricchezza della storia e delle regioni italiane, che formano la cultura del nostro paese.

Così Ombrìe diventa non solo silenzioso ricordo di un tempo che era in ognuno di noi, ma si trasforma in queste poesie in un sussurro di voce del quotidiano vivere di oggi, nell’attualità dell’incertezza di una visione futura.

Presidente Fogolâr Furlan di Trento

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza