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Gli anni della solitudine. Piccolo diario d'Amore

Questo “piccolo diario d’amore” tesse i suoi versi dal canto dell’anima, che sa trovare in se stessa la propria gioia e linfa vitale, laddove il sentimento amoroso è l’unica stella ad illuminare le tenebre. Dalla meraviglia intatta del creato si trae l’estasi felice: “Albeggia! / Un roseo sole / tinteggia / freschi prati di viole.” (Primo mattino). L’amore è come un incantesimo che torna fedele: “E l’amore è tornato / puntuale si risveglia / a ogni primavera / malgrado gli anni che pesano. / È in mezzo ai fiori / e in questa girandola di vita / nel dolce spargersi dei profumi / in questa scia di aromi infinita.” (Primavera).

Lo spirito sa sempre reinventarsi (“pare impossibile / eppure la natura / quando è in declino / ritorna d’incanto piena di vita”), nonostante le condizioni avverse, per l’argento vivo che ha addosso: “Per questi anni della solitudine / non rattristiamoci, tesoro! / Serenamente stiamo vicini. / Sono anni tutti da ricostruire / e da sognare: quasi stessimo vivendo / un’altra giovinezza, vista alla rovescia.” (Gli anni della solitudine). Alla propria compagna di vita il poeta chiede di essere in armoniosa sintonia con lui, di tenere il passo ai suoi sentimenti ed emozioni: “A te, che cammini con me / in questo ultimo stralcio di vita / chiedo d’esserti leggero / a ogni eventuale pensiero / a ogni improvviso ricordo / ch’io sia al tuo canto d’amore mai sordo.” Ogni istante è prezioso, è oro che passa al crogiuolo della memoria poetica: “È una giornata piena di risorse / il sole fa capolino su in cielo / mentre l’acqua del mare / placida accarezza la spiaggia. / Non ci sembra vero sentire ancora / un momento di vita così!” (Quasi un miracolo). La contemplazione della natura è una delle Muse preferite per l’autore, per la propria ispirazione: “Laggiù, dove finisce il blu / vedi piccole le navi transitare / uno splendido sole rosso coricarsi / silente verso sera dentro il mare. / Quello è il limite estremo / che ci è dato con lo sguardo di toccare / a noi disorientati / irrequieti, fragili umani.” (L’orizzonte).

L’amore è l’altra forza propiziatrice della vita: “L’amore a gocce che mi dai silenzioso / così grande, ogni giorno così vero / è un vestire l’azzurro del cielo / ed i tuoi morbidi baci / il sole caldo e leggero.” (L’amore). Invecchiare insieme è l’auspicio che da senso anche all’ultima stagione dell’esistenza: “Soli io e te / amore mio / immersi nel futuro sempre più incerto / nella nebbia dell’ormai vicina vecchiezza! / Viviamo i nostalgici ricordi / di quando eravamo al lavoro / tu in ufficio, io a scuola.” (Soli io e te). 

Nella sezione Il poeta inosservato Maurizio Zanon si racconta (“ho avuto una vita / dalle mille potenzialità / ma… a dire la verità / questa mia vita non è poi mai partita.”) in una prosa autobiografica, in cui descrive la sua solitudine immersa nello splendore del paesaggio veneto: “Così, canto gli umili silenzi della campagna veneta, ascolto i suoni d’acque, le note riflesse della laguna, i misteri dei monti, lontano dai rumori, dall’insensato vociare.”  La dimensione poetica è per lui una presenza viva e costante: “A prendermi per mano, ecco ogniqualvolta, una donna magica, che ha deciso di vivermi accanto e che si chiama Poesia. Vivo per lei, che ora mi prende, ora mi lascia, ed io mi adeguo alla sua volontà.” L’estasi creativa  è l’unica gioia della sua vita: “I momenti, in cui mi accingo a scrivere e creo i miei “versi”, sono quelli più belli ed appaganti della mia vita, nel vero senso della parola. Sono io, racchiuso nell’intimità, con tutto lo spirito e nel silenzio, io che indago e sondo la realtà che mi circonda, che percepisco con efficiente sensibilità gli aspetti della vita. (…) La poesia è una passione e, come tutte le passioni, ti accende e ti consuma.” (L’ispirazione poetica).

L’autore, infine, omaggia figure care al suo sodalizio letterario, che hanno apprezzato e ispirato le sue opere, con un ricordo del poeta Mario Stefani e l’artista Guido Baldessari, scomparsi, che rivivono nei suoi versi: “Concentrici cerchi / spirali / geometrie assolute / dalle luminosità accecanti / si schierano in fila / le nostre speranze / che ci fanno più resistenti / noi…fragili nel tempo.”

Recensione
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