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Haiku

Questa raccolta ha i connotati originali dell’haiku, forma poetica di tre versi, rispettivamente di cinque, sette, cinque sillabe, che assurge a dignità letteraria soprattutto grazie ai lirici giapponesi, come Matsuo Basho, Kobayashi Issa e Masaoka Shiki. Sono intuizioni folgoranti incisive e coincise. Spesso, oggetto della contemplazione artistica, è il paesaggio naturale, fiorito di grazia e di bellezza: “Il sole splende | i prati si adornano | di erbe e di fiori.”; “Le bionde spighe | si piegano come onde | al vento estivo.”; “Volano in mare | al tramonto del sole | stormi di gabbiani.”

Il mare ha il suo fascino incantevole, che seduce e innamora: “Mare di perla | offre lieto ristoro | al villeggiante.”; “Jonio di sogno | nell’infanzia libera | sempre agognato.”; “Gigantesche onde | con furiosa burrasca | spazzano il lido.” Poi, segue come un almanacco delle emozioni, per cui ad ogni mese sono associate evanescenti rêveries: “Bianco lucore | cade a fiocchi la neve | gelida è l’aria.” (Febbraio); “Marzo bizzoso | illude con il sole | invece piove.” (Marzo); “Aprile dolce | inonda di tepore | l’animo umano. | (…) In primavera | l’amore si fa fuoco | fanciulle in fiore.” (Aprile). Questi versi sono intrisi di odori e sapori, come se si sprigionasse un’essenza inebriante dal midollo stesso della vita: “Mandorlo in fiore | nel giardino di casa | fragranza intensa.”; “Denso è nell’aria | il profumo del tiglio | l’animo gode.”; “Il gelsomino | sul calar della sera | profumo effonde.”

La primavera è la danza dell’anima, la festa dei sensi, il risveglio del creato: “In primavera | l’amore si fa fuoco | fanciulle in fiore.” È quella brezza ariosa che gonfia le vele dell’anima: “Gonfia le vele | il vento di grecale | nel mare Jonio.” È canto gioioso del giorno che nasce: “La bella Aurora | si mostra sorridente | roseo il volto.” D’estate, un fremito di chiarore e calore percorre le dorate cascate di terre: “Giugno imbiondisce | campi pieni di spighe | pronti alla falce.” La stagione estiva è ebbrezza spumeggiante delle azzurre acque: “Luglio torrido | i ragazzi accaldati | un tuffo in mare.”; “Notte stellata | sciabordio delle onde | l’animo acquieta.”

Francesco dell’Apa incastona verità profonde e impressioni suggestive dentro il cuore di queste embrionali strutture metriche, per estrarne il nocciolo vitale, quale favo di miele stillante, che si può suggere da questi versi delicati e musicali.

Recensione
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