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Amore vero è per sempre

Questi versi inseguono gli impeti lirici, i sussulti dell’anima, i moti selvaggi della natura, nella spontaneità e nella semplicità dei sentimenti e delle emozioni: Ho sempre amato i pensieri che si accavallano nella mente arrivando improvvisi come la fioritura di mandorli a primavera, oppure come il soffio del vento tra le foglie degli alberi.

I pensieri sono simili alle maree: giungono, sorprendono, si innalzano, calano. Carichi di energia portano messaggi dai più segreti luoghi dell’anima aprendo le porte dell’eternità.

Come onde spumeggianti, corrono, si increspano, svaniscono, soprattutto di notte quando l’anima è quieta e nel cielo regna sovrana la luna con tutte le sue stelle.” L'anima naif dell’autrice, che dichiara il suo sviscerato amore per la natura, tende spiccatamente all'enfasi retorica, eccedendo, a mio parere, in una certa “smielatura romantica”, abbandonandosi totalmente all’ingenuità del sentire: “Fai di me un vestito di alghe e coralli / di spuma e di baci / nel tuo mare d’amore.”; “Tu stilli miele, nettare di Afrodite. Ed io vorrei bere tutta questa dolcezza come le api fanno con i fiori.” Vi sono intuizioni liriche dall’efficace suggestione icastica: “L’amore è un pezzo di cielo tra due eternità.”; “L’amore è un’immensa onda che avvolge e travolge, si può gioire del suo abbraccio e tornare a respirare oppure annegare nel suo vortice.”; “L’amore fa morire e poi rinascere. Non combatterlo, lascia che fluisca in te affinché non uccida la tua anima e spezzi le tue ali.”

Altre, invece, appaiono troppo 'scontate', così da scadere a volte nel banale: “La vita è una pagina tutta da scrivere.”; “Su questa terra siamo tutti viandanti in cerca di una luce che illumini il nostro cammino e ci faccia comprendere il vero significato della vita.”; “Sotto il candido manto della neve si nascondono i fiori della primavera e nello splendore dell’estate si cela già la caduta delle foglie d’autunno.”

Interessanti sono i racconti degli incontri con gli scrittori, come la carismatica figura di Romano Battaglia, che l'autrice denomina suo Maestro per l'iniziazione alla letteratura; quella luminosa di Mario Luzi, in occasione della nomina a Senatore a vita e della rappresentazione dell’Opus Florentinum alla cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze, cogliendone la sua proverbiale saggezza, gentilezza, delicatezza; la complicità femminile con Maria Luisa Spaziani, nella fascinosa evocazione della figura di Montale (“Quando due anime si uniscono nel sodalizio della parola nascono mondi immensi e giardini di stelle si accendono nel firmamento della delizie tutte femminili.”; l'intelligenza e l'innegabile professionalità di Corrado Augias e Enzo Biagi.

Recensione
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