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Lunamajella

Affascinante immensa Grande Madre, la Majella, terralunare lunaterrestre la cui vita e umane esistenze sono clte nel loro farsi e frantumarsi,

riverberi risonanze di luce intima umbratile battito del cuore

La traduzione nel dialetto abruzzese d’area teatino-frentana, dialetto “petroso”, spalanca paesaggi varchi sonorit riemersi da chiss quale Tempo mentre all’ombra di Dio e dei santi, creature e vite semplici agiscono lavorano sono in un tempo che tutto inasprisce

[…] Ma il rancore qui, la rabbia / ha la forma del volto muto, / della pietra rialzata. […]

[…] lo strazio del tordo fuori dal nido, / l’ammonimento, la legnaia, / il rumore rotto del confine.

[…] per questa scossa del cuore nella neve, / questo deserto di uomini e cose.[…]

Luoghi dell’anima scabri rocciosi itinerari impervi soglie talvolta “inafferrabili”

[…] dopo le curve / i portali impressi / all’imbrunire di croci. // Qui i poeti / non ti accompagnano, / devi procedere solo. […]

Ma in casa di Annina, ritornano il bene la gioia i Santi. La guerra, un passato di lavoro e fatica

“E vabbeh... passato” … ‒ dice Annina

e noi con Lei, spostando sguardo e prospettive, ac-cogliamo meraviglie, ascoltiamo una brezza scorgiamo un balenio una nuvola un fiocco di neve

Una cosa piccola come le altre, / un sentire sereno sentito lontano, / un filo legato che attende la pioggia, / che non segue altro tempo, parlato dal sole.

Recensione
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