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LiberArte

Letture dei soci
nell'ambito della Collettiva di Arti Visive

Nell’ambito della mostra collettiva di Arti Visive organizzata dall’Associazione Culturale LiberArte al Centro Espositivo San Sebastiano a Sesto Fiorentino, si è tenuta la prima serata di letture riservata ai soci dell’associazione preannunciata da Lenio Vallati.

Gli scrittori presenti alla serata del 27 gennaio 2018 sono stati:

Lidia Atzori che per precedenti impegni non è potuta essere presente con il brano “Donna” del 2016.

Rosita Comparini con i brani “Pensiero” e “Camminare”.

Articolo su “Bisenzio sette”

Gianni Calamassi inaugura la serata.

Gianluca Ciappi con i brani “Diluvi emotivi” e “Pioggia di parole”, sue anche alcune fotografie utilizzate nel presente articolo.

Nicoletta Corsalini con i brani “Nella densità dell’aria” e per il Molise “Dopo le perdite”.

Guido Nardi con il racconto “Io sono innocente”.

Fabrizio Finetti con il brano “Attesa”

Lino Speranza con il brano “L’ulivo muraiolo”

Letizia Parigi con il brano “Tornar bambini” tratto da “Armonie” del 2017

Lenio Vallati con il brano “Non devo”

I libri di LiberArte.

Gianni Calamassi legge.

Julius Camilletti con il brano “Il poeta Julius Camilletti detto Julcam”

Nel corso della serata si è voluto ricordare su invito del Presidente dell’Associazione Guido Nardi il “Giorno della Memoria!”, leggendo a metà serata tre brani dedicati alla shoah, i brani sono di

Roberta Bagnoli con “Olocausto”

Gianni Calamassi con “Terezin” del 2004 e “b-7456” ispirato da un quadro di Francesca Guetta del 2017.

Grandi le emozioni che questi brani hanno avuto sul pubblico presente, in quanto il ricordo degli ebrei trucidati nei campi di sterminio è ancora, fortunatamente, fortemente presente nell’anima delle persone.

“… | sono ancora pietra indelebile | sui muri della vita | sono memoria incancellabile | sono urlo assordante nella notte | … queste sono parole tratte dal brano di Roberta Bagnoli.

Il pubblico.

Gianni Calamassi

L’ultimo brano letto è stato quello di Julius Camilletti, con il quale l’autore ha improvvisato una gag coinvolgendo il pubblico presente, che inizialmente, ancor vivo il giorno della memoria faceva fatica a partecipare, poi sciolta la tensione emotiva la loro partecipazione si è fatta convinta.

Gianni Calamassi per chiudere la serata con un sorriso, cogliendo l’involontario spunto offerto da Graziella Bencini ha voluto ricordare il suo dopoguerra, vissuto nel quartiere di Santo Spirito a Firenze, raccontando “Ho perso la cartella” pubblicato su “Birbonate fiorentine”.

L’apprezzamento per la serata è stato calorosamente manifestato dai presenti che ne hanno apprezzato lo svolgimento; la serata era iniziata con la prolusione del Presidente e dell’organizzatore Lenio Vallati, che ha scattato anche alcune foto.

Articolo sulla mostra.
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