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Silloge poetica

ALBA LONTANA

Non ci sono più luci
né ombre davanti a me,
tutto è silenzio
e l’alba è lontana.
Pipistrelli smarriti
non trovano più i loro nascondigli
e mi volano incontro
senza riconoscermi.
Spira un vento bizzarro
e insistente, mentre
tre donne in fila
tornano dal camposanto,
curve sulle nere gonne.
Scompaiono dietro la curva:
anche l’orizzonte è finalmente solo.

AMERICA, AMERICA

America, America
dove tutto è perduto
anche la libertà
Dove essere diverso
è un delitto peggiore
dello stupro.

America America
uccidi gli spazi
sognati, restringi
gli orizzonti col
fuoco dei tramonti.

America non odi
più il canto
dei figli dei fiori
e spingi la droga
sulla bocca dei
liberti, per ricondurli
a te schiavi o morti.

Easy rider
non sputi
sugo di tabacco
nel fuoco
devi giacere
per non svegliare
la coscienza
dell’America

31 maggio 1985

AMO VEDERE LE COSE CAMBIARE

Amo vedere le cose cambiare
Amo sospirare vecchie immagini
Amo un amore che non
è venuto, che tra
le mani ti lascia…
trilla nell’aria e
si dilata lontano
il profumo di una nota
Tutto è cambiato
eppure uguale resta
e per questo io l’amo.

5 febbraio 1985

BALCONI

Guardo i balconi
che pretendono l’aurora
sopra una poltrona
di ruvida tela
Scompaiono le stelle d’argento
Compaiono astri d’ombra

11 giugno 1985

BLUFF

C’è un rompicapo
che non ricordo
forse tu hai il modello
sono desolato se non
lo hai rilevato
e non si potesse
ricostruirlo.
Io soffro, anche se
l’amnesia rimette
a posto le cose,
il cuore, le arterie,
il colore dei ricordi,
il colore delle mani,
il pallore delle guance
Ecco
Mi ricordo una musica
e l’amnesia se ne va,
all’improvviso come
è arrivata
e riprendo gusto alla vita.

12 giugno 1985

CANZONE RITORNERAI

“Ritornerai
lo so”
per non andartene.
La tua è stata
una fuga frettolosa,
ti spaventava
l’amore: ora non più,
hai assaporato
il gusto della
solitudine.
Hai bevuto la coppa
della delusione,
e il caldo vento
del desiderio,
della speranza
che conforta
ti ha spinto a tornare
e non è ancora primavera.

18 marzo 1985

COMPLEANNO

Fossilizzato resti
nel fango materializzato
foto nitida
di una impronta
non rinnovi
immagini di vita
Eccoti immoto
Hai raggiunto
il tuo posto
nel cimitero dei ricordi

3 febbraio 1985

CONCHIGLIE

Conchiglie mute testimoni
del propagarsi degli oceani,
solcando il fondo di detriti
colmo, filtrando nutrimento
impercettibile, nulla vi coglie
dalla superficie e il sole
non scalda la fredda profondità
marina.
La lotta per la vita
con mille occhi di guardia
pronta a scavare nascondigli
col piede muscoloso,
o a quieta rimanere aspettando
la radula perforatrice
dell’echino assassino
dio giustiziere, del tuo
microcosmo abitabile.

CONSENTIMI

Consentimi
Consentimi di uscire
o forse restare
è meglio, non procedere oltre

Tanto non dovrei
sforzarmi di pensare
di aggrottarmi
di chiudere gli occhi

Mi duole la testa
peccato
Peccatore
a che livello
sei finito
E niente è cominciato

11 aprile 1985

CONSUETUDINE

tre cuscini
e un piumone
scomposto
impersonano
un’immagine
matriarcale
sulla poltrona
di fronte

8 marzo 1985

DENSE NEBBIE

Ahi, dense nebbie
Di sterpi umidi
Spiralanti sopra
Prati freschi di pioggia.

Ahi, lenti giri di
Corvi neri a rigare
Concentriche fissazioni
Nei cieli vuoti.

Ahi, corteccia di castagno
Scolpita da canali
Verso i nodosi pedani
Coperti di spine di ricci.

Ahi, cerchio satanico
Di boleti nella radura
Con i raggi del sole
Che brillano nel pulviscolo fermo.

Ahi, vita che scorre
Senza furia nel bosco
Che ancora si copre di foglie
Al solo comando del tempo.

Ahi, Ahi!
Non si rinnova ormai
Questa scelta di vita
Fatta di lento incedere
Osservando la natura
Con la lente dell’amore.

16 marzo 1985

E’ NEVICATO

Serpeggia la neve
lungo la zanella
nera di morchie
e umori ferrigni
di macchine
ansanti e incolonnate
Scompare la sua
verginità al contatto
dell’impronta umana,
marchio di proprietà
calpestio inutile
e ondeggiante
dell’indigeno infreddolito
Ciao lattea cornice
di comignoli fumosi
Ciao dispensiera
di accomodamenti
e smussi
Ciao!
Prestamente all’alba
hai compiuto
la stesura del tuo velo
cancellando strade
e pareggiando canali
Ciao.
Alla scelta di nuovi
itinerari, ti ringrazia
libera
la fantasia.

ECCO E’ NOTTE

Ecco è notte, si chiude
L’anima dell’uomo
Al simbolo della sua coscienza.

Soltanto poche frasi
Che puntuale annota lungo
I bordi del datario trova di sé.

Alla fonte inaridita
Dai contrasti, null’altro resta.

Macina i giorni e come poltiglia
Riempie ogni fessura, sì che non
Possa prender vita e spirare
Sentimento alcuno.

27 febbraio 1985

FERMAGLI (OGGETTI)

Ecco, non siamo più noi,
ci hanno molati, levigati,
hanno tolto i nostri spigoli
e lisciato tutto.

Siamo lucidi e brillanti,
ma falsi, in questo ambiente
tutti lo sanno, ci hanno
ridotti a soprammobili,
neanche scheletri viventi

Utilizzeranno le nostre ossa
per fermagli eccentrici
o bottoni di umanità.

FOGLI

Fogli si muovono
nell’aria come farfalle
volteggiano nel vento
deciso
Sfiora la giacca
un ritaglio argenteo
di sigarette,
e ricade,
seguito dal ricordo
del sole
sulla pelle.

15 aprile 1985

FRAMMENTO

……………….
Nuvola nera si avanza
movendosi a passi di danza,
nel cupo mantello
un lugubre uccello.
………………….

(1960)

sideri
e gli occhi fissi,
non smettono di lacrimare.
Le fiamme si impennano,
si flettono lambendo
gli angoli più nascosti
alla ricerca di esche
disponibili, ancora ruggisce
e scoppiano i contenitori
più ermetici, lasciando posto
all’aria fresca di fuori,
che si scambia col fumo.
Il calore è forte, ha impregnato
di sé tutt’intorno e al diradarsi
dei vapori, non riconosci più
le tue cose: sono contorte, ostili
non si possono toccare senza
sbriciolarle e sporcano,
annerendoti.
La fine scivola con una lacrima,
solcando di pulito il cinereo volto.

11 marzo 1985

GOLDEN STAR

La scansia tiene
la mela gialla
gold come i ricci
di un’amica
che al frutto
affidò la freschezza
di un convito
nel cuor d’ognuno
mai sopito.

14 febbraio 1985

IL FIUME AZZURRO

ti agli
Oggetti affissi di fronte

Come se non dovessi vederli.

La maschera cinese ti
Osserva con occhi
Di rimprovero

E il nordico pettirosso
Scruta i cani nell’angolo

Tu non ci sei e dovresti
Fermarti, loro ti aspettano

Per animare un alito
Guardali ti prego non

Vivono che per te
Povere cianfrusaglie.

5 febbraio 1985

NUVOLA

Quella nuvola
tiene per mano
una farfalla
che mai si riposa.

Decidi nuvola
le indecisioni
della mia vita,
che io non desidero
vedere,
che io non posso
attendere.

10 giugno 1985

OMBRA DELLA SERA

Ombra della sera
cupreo sigillo
del popolo di Tuscia:
ascolta il soffio
della civetta
e lo squittire dei topi
pei cunicoli delle
camere tombali.
Ascolta
io pure fosco
oso sfilare la mia ombra
dagli occhi
del gufo predatore,
quando scorgo
tra le nubi,
improvvisa, la luna
che attenta s’appresta
a fonderne di nuove
dietro le spalle
forti dell’uomo,
che aspetta pronto
per l’errabonda vita
questo congiungimento.

17 febbraio 1985

OMBRA

Il sole tramonta
E sola resta
La tua ombra.



Lascia la tua ombra
Seduta al pari della strada
E recidi fiori per la ghirlanda
Passeggero delle rondini.

16 febbraio 1985

ORA SIEDI CALMO

Ora siedi calmo
di fronte al destino
raccolto sul polito
tavolino.
Ogni oggetto
rappresenta la tua vita
piccola e modesta
divisa e rubricata
con fervore,
per ritrovarla intatta
a tutte l’ore.
Adesso che lo sguardo
le accarezza, nel petto
si concreta l’amarezza
che la vita intiera
non si racchiude
sopra la scacchiera.

24 marzo 1985

ORDINE

Ho perduto l’esistenza
dietro una scrivania
pettinando le carte
in un’orgia di precisione
                di ordine
                ordinato

12 giugno 1985

PIETRE E SASSI

Pietre e sassi
scoscese sulla via,
le scansa il pie’
che ricerca, alla
dura salita il certo
appoggio. Diversa
all’uno e all’altro
appar la scelta
eppure eguale:
ma siete
piantate nel selciato
dal fato senza cuore,
che imprevisto
vi ha lasciate
all’altrui stima,
eppur diseredate.

QUADRI

Così resta immobile
tratta a riva,
lontano dal mare
gli scalmi vuoti
Masserizie attendono
di partire e giacciono
inutili a fianco
A fianco i prati della Colla
degradano fino alle colline
senza il perché della barca
vuota e i cipressi dell’immaginifico
paesaggio toscano
lanciano ombre
puntute attraverso
la strada polverosa/

10 giugno 1985

RISPOSTA

Risposta, Rispondere
tacere
nuovamente tacere
tacere una risposta
attesa
finché dorme
il nudo fiume
delle parole amare.

4 aprile 1985

RISVEGLIAMI

Risvegliami o morte
Dal sogno
Di avere ferocemente
Vissuto.

29 marzo 1985

SILENZIO

Finalmente riposi
le ore hanno aperto
nel cuore uno spiraglio
di sereno torpore
e l’immaginazione
fugge sibilando
vaporosa:
S I L E N Z I O
Ritmato è il respiro
l’occhio scorre
deciso sul pentagramma
di un grattacielo
In chiave di futuro.
Raggiunge note acutissime
all’attico!
Sibila l’orecchio
vacilla sotto l’acuto
trapassare del suono.
Trovi che dintorno
si concretizza il buio,
e l’aria
penetrando veloce
dalle nari, gela
retine dilatate
e vuote.

11 febbraio 1985

STEMMI

Campeggia alto nel centro
di vivaci colori lo stemma
della Suisse in campo
nero.
Altri concordano dai lati,
brillanti di verdi prati
e monogrammi agresti.
Dell’Itala il giglio
a metà rosseggia
nel rombo serrato:
spenti gagliardetti
e fermi che ’l vento
non li scuote
nel chiuso della stanza
Scambi di emblemi
di ieri stanno attenti
a novelli ritorni di gioia.

13 febbraio 1985

SWEDEN

Ricordi Stoccolma?
Camminavi lungo il
fiordo, con i fari
dell’auto a mezzogiorno
e i campanelli di Santa Lucia.
I gabbiani volavano grigi,
infreddoliti e planavano
sul cibo, senza rumore.
Tutto in ordine, anche
Il palazzo reale e le sue
guardie.
Nei grandi magazzini
luci per piani nel buio limpido.
Ristoranti con candele
tremule e sussurri di
tavoli femminili.
A Skanson tuttallegria!
Le gonne, i fiocchi, le cuffie.
Nera di vecchio legno la
Chiesa: al caldo sulle
panche consunte evochi
la voce del Signore.
Sui prati verdi e nel
bosco cani e cervi si
rincorrono, esperti
della caccia, mentre
anatre piene di superbo
incedere fanno evoluzioni
sotto il ponte.
Ad Arlanda è già l’ora di
partire sulle piste illuminate
di sodio

21.1.85

TOKIO

Tokio, uno spillo
ed un basco rosso
col pennacchio blu
da bersagliere
Ti piaccio? Ciao Melita
Dove sei finita…?
La Ghirlandina e
lo strabismo a tavola
furfanti alla riscossa
di avventure
e l’agitazione di un
amore che non c’era –
ripicca di un amico –
ecco è finita
non resta altro
ma dentro,
profonda, quanta pace

5 febbraio 1985

TORRI

Nell’ombra di un cielo di fuoco
svettano queste torri cupe,
a congiungere dense coltri di nubi.
Sul fiume, oggi appena increspato,
torreggiano ferrigne: ricordo
della libertà e della fede di un popolo.

8 aprile 1985

Materiale
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