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Commenti su “Anima dipinta” di Francesca Ulivelli — Il messaggio

Il richiamo ed il pensiero della nonna, alla quale la poetessa dichiara di assomigliare, si fa vivo nella poesia ad essa dedicata (Nonna Donna) in essa ritrova il suo percorso di vita con la “sofferenza d’amore” ed il suo essere quasi trasparente, ma ricca di doti che ” fanno sognare”.

Ed è sempre la trasparenza, quell’essere fragile e insicura, “invisibile e camminare” che evidenziano le sue “paure e insicurezze (Fantasma sulla terra).

Francesca si sente come una geisha, solo un corpo ancora senza un’anima, che si mostra “non percepita fino in fondo” chiusa in una casa dalle finestre serrate (Geisha sll'infinito).

Però la sua vita sta cambiando, non più stanca e priva di voce, che procedeva “senza meta”, ora le sue labbra, luminose come la veste, hanno una visione chiara della vita, di chi “ha trovato la via” (La veste). Capisce che essere sorda, “placa l’aggressività” di chi la colpisce al cuore e la vorrebbe passiva nella sofferenza (L’arma della sordità).

“Libera finalmente”, così si descrive in Realtà del vuoto recuperando l’anima, ancora nascosta, ma non mancante, “che non voleva essere svelata”. E’ un errore “Donarsi completamente”, questo la faceva soffrire, quasi impazzire. Ma si conosce è dolce e sensibile, avrà toccato il fondo, ma ha la forza di riscattarsi “sbocciando come una rosa” (Qualità nascoste).

Ripercorre la sua esistenza, “in attesa di rinascita”, non più immagine stinta, come fosse un quadro appeso alla parete, ma sapendo che la sua rinascita la sta costruendo (Pezzi di vita). Viveva la sua vita come una donna dell’ottocento, paragonando la sua esistenza alla “Sindrome di Stendhal” capace di “smarrirsi … | nella magia del sentimento”. Finalmente si sta liberando di chi di lei voleva “solamente il suo corpo” (Vesti striscianti): adesso è libera di assaporare il cambiamento, di sentirne il profumo perché è fuori dalla prigione: è pronta a riconoscere ed attuare il suo valore di donna. (Verità’). E’ così che ritrova la sua “Improvvisa presenza”, quella presenza con i piedi per terra, con la possibilità di riprendersi i giorni che “si erano smarriti”, rendendosi conto degli errori commessi, scavalcandoli e “proseguendo il tragitto” che pur duro e faticoso, la arricchisce, rendendola più forte.

Marzo 2017

Poesie sui quadri di Gianni Calamassi “Figure”
a margine di “Anima dipinta” di Francesca Ulivelli

Su “Rosa del deserto” i pensieri trasmigrano dalla purezza di una rosa bianca “illuminata da una stella”, ad una rosa impura come può esserlo un’amante che lotta con il mondo come contro se stessa, mostrando le spine e ribellandosi, si placa, come l’immagine del disegno.

Le labbra che esprimono la sua “sincerezza interiore” indipendentemente dall’età, che non solo in questa poesia viene manifestata, e tuttavia “sensuale” nella sua irrealtà eppure “passiva” ed anche se sopporta i disagi, si sente “libera da ogni inibizione”: è lo sguardo deciso di “Bocca di rosa”.

Dall’immagine della donna terra-madre di “Dopo il temporale” emerge la consapevolezza che “senza di lei | la nostra vita non avrebbe storia |, ma “dopo il letargo” la vita riprende perché l’acqua purifica e la vita prosegue, anche se il percorso è faticoso.

Si rivolge agli occhi del quadro (La vanità umana) invitando se stessa, ancora considerata bambina, ad aprirli anche se “colmi di tristezza | amarezza e pianto |” per invitarsi a crescere, a diventare donna alla ricerca della libertà positiva.

Mai più vittima! Si guarda allo specchio e afferma “ridi alla vita”, lontano dal ruolo di bambina con lo sguardo di chi osa, rifiutando il ruolo di vittima: “realizzati, | - incita – vittima mai più. | “ (“Vanità due”)

“Dolce crisalide” riferendosi al titolo del disegno (“Crisalide celtica”) “trasformati in farfalla” ove l’invito a godere la vita contrasta con la durezza della stessa, e tuttavia da vivere: ti riposerai solo dopo!

Anche nel brano “Burrose rotondità” si accosta al disegno (“Vanità 1”) mettendo in evidenza come il suo corpo sia “passivo per amore”, ma alla fine è determinata ad essere “padrona di se stessa”, il compos mei femminile!!

Se “Aspettando il suo ritorno” accade nel sonno, si può affermare che è qui che nascono i sogni e l’aspettativa finalmente cambia: è quella di “un forte amore” che spazzi via gli errori del passato “nell’attesa che si avveri”.

Proseguire il cammino della vita, pensando al suo meraviglioso ricrearsi con la maternità, senza pensare che “tanto mi sono persa”, ma vivere “assaporando la sua essenza | sino all’ultimo respiro” (“Mater barbarorum”)

La ricerca dell’evasione seguendo il sorgere “di ricordi improvvisi” durante lo sfogliare di vecchie foto, che concretizzano uno spiraglio di luce tra “un gregge di nuvole”. (“Divano classico”)

Ma ancora la rinascita non si è conclusa, infatti lo sguardo perso della figura del disegno stimola alla cognizione della causa, alla ricerca della necessità di “dichiarare al mondo | la propria esistenza” cancellando i frammenti di infiniti ricordi. (“Alla mostra”)

Ed ecco che il messaggio sulla libertà ritorna: non c’è più polvere da spazzare via, adesso si può pensare nuovamente ad un futuro d’amore, precisa tuttavia “senza pretendere…” come se dentro di sé le delusioni vivessero ancora negli angoli bui del suo cuore, ma mantenendo vivo e urlando il suo “desiderio d’incontrarti” uomo!!

Si ti cerco, scrive Francesca, ma ad una condizione: mai più “soprammobile”, perché si è resa conto che ha seguito “l’illusione di trovata agiatezza” che l’ha messa nelle mani del suo “carnefice” – usa proprio questo termine! – ma oggi la “via di fuga” si è attuata attraverso la comprensione di come liberare “le sue verità”.

Marzo 2017

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