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Commenti vari su poesie diverse

“Ho imparato da Gabriel Garcia Marquez
che scrivere è una faccenda
di generosità: un gesto senza vergogna
e un riflesso sproporzionato...”

Compos Mei

Mariella Bettini

Su Prima parte “La donna

Viene espressa, in generale, profonda passione come solo l’amore più puro e nello stesso tempo carnale può destare, un amore, in fondo, che l’autore non ha sentito di vivere completamente e che per questo assume, dentro l’animo, la dimensione dell’eternità.

Su Donna

I profumi dolci della lavanda che emanano dai capelli e lo sguardo che illumina la notte come la luna illumina le notti, si mescolano alle parole che “ seppure sussurrate da labbra come petali di rose, graffiano l’aria e lasciano impronte che sembrano tagli “ come a nascondere l’immensa dolcezza di un’idea e una violenta realtà.

Su Il mio amore ha nascosto

Qui viene espressa la disperazione eterna per aver perso l’amore, quell’unico sentimento in grado di illudere gli uomini di non essere soli; “ Le lacrime sono nascoste dietro steccati di rovi dai fiori bianchi” Come in un carcere che non conosce violenza, come in uno stato di mezzo dove “ i sospiri si nascondono dietro nubi di capelli “. Cioè l’autore rappresenta il suo amore nascosto tra le spighe di grano, increspato dal vento, dove però ancora la sua totale solitudine ( rappresentata dall’immagine dei papaveri rossi ) non si vede/sente perché è ancora troppo forte il ricordo.

Su Donna e Il mio amore ancora nascosto

Nicole Martini

Meravigliose G. I tuoi lavori sono superlativi. Grazie infinite

Mariella Bettini

Su Prendimi la mano

Ancora il tema dell’esitazione, l’oscillazione fra il desiderio della vita, rappresentato dal “calore di queste mani “ che comunicano la : “necessità di corse senza sentieri” e la consapevolezza di non aver scelto di vivere, perciò l’autore chiede di poter essere preso per mano a vedere questa vita fatta solo di ricordi, immaginandosi “ un bagaglio innocuo “ in quanto ormai “ senza esigenze né richieste “. Si sente forte tutta l’impotenza di fronte a ciò che non potrà più essere.

Su Mi scalda ancora il primo abbraccio

Il ricordo di un abbraccio caldo “ come l’aria tiepida di fumo “ fa da trampolino per ritornare ancora più indietro nella memoria e riportare alla mente quella sensazione del “ mantello che avvolge da piccoli “, il primo giorno di scuola quando per mano alla mamma si percorre il tragitto verso un mondo ignoto del futuro.

Su Cerco nell'aria un'emozione

E’ questa la lirica più struggente dove il ricordo dell’amore si mescola alla sua eternità, dove il passato si unisce al presente perché tutto ciò che è, sa cosa è stato; così il ricordo perenne di un profumo, il ricordo delle parole che ancora sono fresche come “ uno scroscio “, il ricordo di un volto che ormai si riconosce tra “ le nuvole che ombreggiano le case”; nel sole sono impresse le sue schermaglie verbali e la voglia di felicità e tutto fa come uno scialle che circonda di profumo l’autore e riscalda l’ambiente anche nella notte.

Le immagini, disegnate dalle parole di questa lirica hanno il sapore dell’eterno e le sensazioni dell’animo confondendosi con la realtà, diventano universali.

Su Ho rubato all'amore

Qui l’autore quasi si punisce per quel “sogno” d’amore che si vede svanire dalle mani così immagina di aver rubato amore “dagli occhi” “dalle mani” “da un abbraccio” e si convince di non aver preso niente, come se non sapesse o non volesse sapere se sia stato vittima o carnefice mentre quel sogno svanisce e si rinnova sempre come una condanna.

Su Ancora un abbraccio

C’è tutta la grandezza della paura della solitudine, percepita qui come un abbraccio che si teme essere irrimediabilmente interrotto per un niente , qui rappresentato da un “monosillabo” e c’è anche la consapevolezza dell’impossibilità di esprimersi senza quel “calore ( come le gemme della siepe non fioriranno”) eppure ancora pulsa quella speranza incosciente dell’essere innamorato ( “su” riposagli accanto )

Su Galoppa

Ben chiaro è rappresentato uno stato d’animo contrastante fra un desiderio frenetico, rappresentato da questa immagine del galoppo presente in ogni inizio di strofa e l’esitazione a consumarlo. Nella 1^ strofa viene contrapposto il riposo di questo amore e la preoccupazione che anche il volo di un uccello possa svegliarlo.

Nella 2^ strofa questo amore viene unito al cielo ma in un abbraccio freddo.

Nella 3^ strofa c’è il timore che il rumore degli zoccoli di questo ipotetico galoppo possa svegliarlo.

Nell’ultima troviamo una osservazione forte, oltre ogni esitazione ”fermati amore e nitrisci forte” come ad affermare l’unicità ( perché gli animali del deserto non ti conoscono).

Su Aspetto ad incontrarti

E’ l’attesa di un incontro, l’assaporarne tutti gli attimi che lo precedono, così le ombre del sole sono viste come “ghirlande di trine sulla fronte delle fanciulle” c’è

“sangria fresca sul tavolo di marmo” “le bimbe danzano un girotondo a formare una pesca”.

Tutto è solare, eccitante come il sole che tramonta e placca d’oro il campanile.

Su Abbiamo fatto all'amore

Breve scritto di forte intensità; è espressa l’asprezza della vita che si mescola alla durezza della natura.

Vigorosa l’immagine della difficoltà di vivere anche l’amore, toccante il passaggio dove l’autore si scusa per la violenza proferita con le sue parole “ non ascoltarmi……

Su Ho smesso di piangere

Mariella Bettini

Sembra quasi il testamento dell’autore è come se volesse liberarsi di ogni suo avere spirituale per intraprendere una vita monastica; si libera di tutte le sue sensazioni, di tutte le emozioni, man mano si spoglia di ogni più piccola vibrazione fino a smettere di pensare a quelle mani calde del suo amore.

Insieme alle emozioni sparisce il significato di tutto così anche l’alba di un settembre diventa sterile, tutto è senza vita come la sua anima.

Mario Sodi

Su A Puccio

“Ho nel cuore la spina/ della tua ferita/…/ Ho messo fiori secchi/ sulla mia scrivania”: non sappiamo cosa sia accaduto, ma la drammaticità delle parole ci attrae. Il cuore di chi scrive è sensibile come la ferita di chi è stato offeso. E “la spina” del dolore è come una parte del roveto rappresentato dai fiori secchi, ammonimento di una bellezza umiliata.

Su Novembre 96

“ Seguo i pensieri che insorgono all’alba/…/…prima/…(della) rotta/…della ragione”. Ecco il poeta a duellare fra sogno e ragione: ora la ragione ha la sua meta e la sua rotta, sembra sapere tutto, lei. Ma è il non sapere che il poeta ama, il non visibile. Il “naufragar” gli è dolce.

Bacheca

Mario Sodi

Su Fermagli

“Due conchiglie lucidate. Ecco, non siamo più noi / ci hanno molati, levigati / Hanno tolto i nostri spigoli / e lisciato tutto”.

Gli spigoli, forse la parte più scomoda di noi, ma quella che ci distingue, ci fa unici, sono stati molati. Era possibile sfuggire a questa omologazione? Ma tutto, sembra dire il poeta, congiura contro chi è “sublimante diverso”. Non bisogno essere infatti né troppo cattivi né troppo buoni, ma “tiepidi”, per non scomodare coscienze e potenze. Tiepidi: quelli appunto che verranno rigettati anche da Dio, come è scritto (e almeno questa è la vittoria del poeta).

Su Non dovresti passare

Mario Sodi

“Di fronte agli oggetti affissi di fronte/ Come se non dovessi vederli/…/ Tu non ci sei e dovresti/ fermarti/ loro ti aspettano”.

Noi viviamo in mezzo agli uomini come a cose inanimate; tutto è fermo e inerte perché così noi siamo. Fermarsi, “spegnere gli orologi”, guardare: il mondo è vivo se noi lo vogliamo, le cose immobili hanno bisogno anche della nostra mano, di un sorriso, per esistere.

Su Immagine

Nicole Martini

Bellissima G, da brivido. Anche l’immagine è fantastica. Grazie

Su Alba lontana

Francesca Montomoli

In quell’orizzonte finalmente solo tutta l’intensità di una rivelazione

Bruna Cardini

Non ho parole: bravissimo

Su Angeli stanchi

Su Parole senza eco

Nicole Martini

Che incanto…parole bellissime. Le userei tutte le tue poesie, lo giuro

Francesca Montemoli

Versi carichi di esausta lacerazione, lasciano nudo lo strazio e lo sfinimento, il tormento che non ti chiude gli occhi. E quegli strascichi ancora raccolgono polvere e sangue gravati dal peso enorme di un tragico perseverare...

Stefano Donati

Complimenti Gianni. Splendidi versi

Palma Mingozzi

Caro Gianni sei un capolavoro, scriverò una risposta, spero corretta, appena posso.

Patrizio Picchianti

Su Ho un debole

Bella!!!!

Maria Pellino

Che bella!!!

Via Francigena 2004 - Antologia

Su Pace

La pace è frutto dell’amore: partendo da questo assunto il poeta delinea una condizione idilliaca che rigetta la guerra ed anela alla pace. Le immagini che propone nella lirica sono assai suggestive e ricche di malia, in un linguaggio simbolico di forte emozionalità. L’impeto del coinvolgimento dell’autore appare evidente dalla passionalità dell’esposizione e dalla scelta dei vocaboli di più intensa significazione metaforica, che ben si adattano all’esaltazione della pace.

Marinella Fois

Bellissima visione della pace! Complimenti

Su Ascolta

Città di Salò 2005 - Antologia

Il poeta invita l’amata ad ascoltare il tenue ma puro filo che la lega a lui: forse questa comunanza lo libererà dai lunghi pensieri che, simili a soffi di correnti d’aria, sibilino dalle fessure del suo capo. Sono troppe le lacrime che annegano nel cuore di lei, poi cadono nelle sue mani e divengono pianti struggenti. Nella sua solitudine, simile al tempo di morte, come un sacerdote che consacri l’unione tra l’alba di lei e la notte di lui, il pensiero della sua donna ancora lo tormenta ed insieme lo calma e lo consola. Consolazione che diverrebbe esultanza, se solo lei scordasse il suo silenzio.

Su Notte lucente, silenzioso canto malinconico

L’ Amore in versi - Antologia

Scrittore di racconti e liriche, da parecchi anni scrive, ma soltanto dal 2000 ha cominciato a partecipare a concorsi, entrando così nel giro appassionante del mondo letterario. Alcuni suoi racconti sono raccolti nel volume “Birbonate fiorentine”, mentre le poesie, oltre che in numerose antologie, sono pubblicate in una raccolta edita. Autore assai impegnato in un continuo affinamento artistico, mostra nella sua versificazione una forte componente lirica ed uno stile più che maturo.

Anna Franceschini

Su “Cede il cielo col vento

Poeta di poetar godiamo e …poetiamo, di poesia, della quale il suon ci aggrada e poetar ci apre il cuor che poetando cresce d’amor e si rallegra…” Notti oniriche che oscillano nel vento…bella.

Anna De Filpo

Su Non cercarmi

Applausi all'autore di questo testo meraviglioso, nei cui versi ho camminato a piedi nudi per non rompere l'incanto della realtà descritta e come da me immaginata! Sei grande, Gianni!

La trovo stupenda! Immensa e sussurrante di poesia che penetra nell’anima! Complimenti!

Vero! Quello fu il mio primo commento , ed ancora ci cammino rispettosa, a piedi nudi, dentro!

Roberta Incerpi

Meravigliosa Gianni, si resta con il fiato sospeso per non turbare tanta nostalgica armonia

Le parole rubate

Gilles Vallucci

Su Le ruote della vita

A volte il cervello va in stato di vagabondaggio e per la vendita di creatività bisogna lasciarlo andare, è rinfrescante, è la modalità di ricarica. Bravo…

Anna Parodi

Su L’Umanità

Mi sento di abbracciare questi tuoi versi, nonostante senta che l’umanità non sempre si esprime al meglio. Ci sono momenti che non ho questo amore viscerale per il mio prossimo, anzi, spesso vorrei sottrarmi. In generale credo che sia giusto andare incontro all’altro senza pregiudizio, mettendosi in ascolto. Mi domando, se ci sia ancora un barlume di umanità in questa “svariata umanità”. Ciao, Gianni, come sempre sai cogliere il fulcro.

Andrea Portera

Bellissima!

Claudia Puccini

Su Parole silenziose

Buongiorno Gianni, innanzitutto grazie per condividere le tue emozioni su questo gruppo, sì, le parole (in questo caso le tue) che esprimono profondamente stati d’animo intensi e sentiti, hanno la forza di fermare le anime a riflettere, e non solo le tue parole stimolano alla vita, animano sogni e indicano un percorso a volte nascosto dentro noi…grazie di cuore.

Anna Parodi

Certamente, Gianni, come credo che le stesse maturino nel silenzio, ritornino al silenzio di un cuore capace di ascolto. Le parole non necessariamente hanno bisogno di voce, anzi, spesso la voce conferisce alle parole quella teatralità che ne snatura il senso. Ma tu ben lo sai.

Adriana Sapienza

Bella, intensa, significativa, mi piace proprio. Tu certamente sai “usare” le parole..

Daniela Calamassi

Su Angelo del fuoco

“Che bella poesia o anche che bella preghiera uno può scegliere secondo il suo credo, ma qualunque sia stata la tua intenzione è il momento storico che richiederebbe una riflessione del genere da parte di tutti. Io una piccola riflessione l’ho fatta, credendo alla creazione, se ci avessero fatti anche noi bestie, saremmo stati migliori e tutto su questa terra sarebbe andato molto meglio, invece siamo di razza umana e la nostra composizione chimica è una miscela mal riuscita. Che triste riflessione di primo mattino, buona giornata a tutti.”

Ho già inserito un commento a questa poesia che è molto bella, che rischia di metterci in confusione perché ci porta a riflettere sulle storture della razza umana. Certo che l’immagine grafica che hai messo ricorda molto un girone dantesco di dannati. Che era legata alla tragedia ebraica l’ho visto per l’ometto coi baffi, comunque la poesia e il disegno anche se sono usciti dalla tua penna in momenti diversi, sembrano usciti ambedue dallo stesso pensiero, perché i pensieri sono come i sogni: ricorrenti.

Annamaria Pecoraro

L’Angelo del fuoco rappresenta il calore che scalda e che può distruggere. Lirica diretta, tagliente e liberatrice. Bellissima la chiusa, dove l’umanità in “preferisco non essere che sognare il potere”, dove nell’essenza della non pretesa, arriva diretto il messaggio di dovere ritrovare in quello che unisce la forza e l’amore per la vita.

Anna Franceschini

Vero Giannino molto bella, però per sdrammatizzare un po’ nei cugini di campagna risponderò al mio compagno di penna preferito con la poesia che tu ricordi e ami l’unica in vernacolo fiorentino…dai uno sforzino che ti passano gli anni, ma te li porti sempre bene, ce la puoi fare…

Annamaria Vezio

La levatura morale ti appartiene, la mia stima immutata e accresciuta. Constatazioni amico mio.

Marzia Carocci

Senza parole…

Eddy Franceschini Pieri

Ciao Gianni…Grande!!

Il lustro cosparso - Orcheomai

Anna Parodi

Su Cerca

Così come il “riscaldare un fuoco” o “accendere l’orizzonte con un lumino fioco” lo stesso “dar vita alla vita”! (riferendosi ad una propria poesia) Sì, posso cercare di sdrammatizzare, ma è pur sempre negare un’evidenza giacché il fuoco è già caldo e la vita è già vita! Lessi un libro, un po’ di anni fa che si intitolava “Capriole in salita”, ecco credo che in questo ossimoro ci sia il senso del sapersi rialzare per dare poi un valore al nostro barcollante incedere. CERCO di…e di questi tempi è già molto!!!

Andrea Carraresi

Su Esperanza

Avrebbe potuto dire : NON GETTARLA, NON SCIUPARLA, invece usa il termine NON SFIORIRLA, che presuppone visioni assai più complesse, perché sostituisce da sola a lunghe perifrasi, quali:

Non avere fretta di sbocciare e di bruciare la candela della tua vita, ma goditi la tua gioventù, matura piano piano, preparati senza fretta alla tua vita di donna e di madre.

Non buttarti via, hai una vita davanti ed il tempo, questo tiranno che si consuma sempre troppo in fretta, non può essere vinto, ma in qualche modo domato, se non si ha fretta, non può essere vinto, se non regaliamo una parte importante della nostra vita.

Vi ricordate gli occhi RIDENTI E FUGGITIVI di Silvia? Questo “non sfiorirla” è una metafora altrettanto potente.

Come un bel gol durante una partita di calcio può valere da solo il prezzo del biglietto, così una metafora perfetta rende una poesia un’opera d’arte. La qual cosa significa che questo amico di cui oggi festeggiamo le opere poeta e pittore è soprattutto e sostanzialmente un artista.

Anna Parodi

Su Noi siamo le vostre crepe

Quanto è vero ciò che scrivi : noi siamo tutto questo e prima avviene quello strappo e più significa che abbiamo assolto il nostro ruolo di genitori che non è quello di trattenere , ma di lasciare andare tenendo sempre la "porta socchiusa" perché un figlio sappia che potrà sempre farvi ritorno. Bellissima, Gianni

Su Il pensiero

Nel momento in cui la voce lo vibra nell’aria, il pensiero si concretizza e diventa parola e accade, a volte, che quella parola diventi poesia! Grazie, Gianni, non ti si può fare il torto di mettere un commento non sentito e poi non è da me. Buona vita a te sempre, nell’amore e la passione per l’arte.

Discordanze intermittenti

Andrea Carraresi

Su Ode al mare

……………………

Intendo anche complimentarmi con te per il racconto e le poesie che hai inserito in antologia. In particolare mi ha colpito "Ode al mare". E non credo sia soltanto perché io il mare lo amo davvero molto! Il motivo reale è che io penso che alla base della poesia moderna debbano esserci FORZA DELL'IMMAGINE e FORZA DEL SENTIMENTO, e la tua poesia è composta da una serie di immagini così nitide - tali e quali a quelle dei tuoi quadri - da suscitare e ricordare emozioni che si perdono nel tempo e che, nel contempo, sono l'espressione reale di tutta la nostra vita. Quegli scogli appuntiti che aspettano che l'onda si infranga su di loro mi sono apparsi come la metafora della mia vita attuale. E il cavallone che sembra accelerare la sua corsa mentre si avvicina alla vita è un'altra meravigliosa metafora che io, nella ratio che ti possiede quando scrivi un romanzo, ho tradotto: "E' incredibile la forza che dà sentirsi vicino alla meta".

La poesia è molto lunga, eppure riesce a mantenere un ritmo - o tono, chiamalo come vuoi - sempre elevatissimo.

Mi piacerebbe un giorno, se ce ne sarà l'occasione e tu lo vorrai, leggerla personalmente davanti ad un pubblico numeroso e competente. Perché sono sicuro che, se riuscirò a trasmettere nella lettura tutte le emozioni che ho provato, non potrà non apprezzarla come io l'ho apprezzata. Ti consiglio, se avrai ancora voglia di partecipare a qualche concorso di inviarla.

Ciao, un abbraccio,

Nicole Martini

Accelerando il suo rincorrere infinito…Bellissima…Grazie di cuore G la conserverò gelosamente.

Marisol Solimano

Su Nel cielo il vestito della Shoah

“Non scorderò le voci…” “,,,è doveroso ricordare per non dimenticare. Complimenti, caro Gianni, per aver saputo “tradurre” in versi tanto dolore. Lo hai fatti, in punta di piedi con la sensibilità che ti contraddistingue.

Maryella Scardigno

Stupenda pur nella sua triste realtà-

Lalita Biancaluna

Tenda di velluto in attesa delle Spire verdastre di serpenti ariani” …verso stupendo, musicale, incisiva descrizione, complimenti

Pinella Gambino

Profondissimi versi!

Maria Cardosi

Bellissima, struggente…per non dimenticare mai.

La Giuria del 2° Premio di poesia L'Arte in versi

Poesia sociale raffigurata sulla tela utilizzando l’ampio spettro delle tinte cromatiche (il blu, il grigio, il bianco e l’azzurro) la violenza delle azioni umane che dovranno essere ricordate a memoria perpetua per non incorrere in gravosi abomini.

Feriscono le vipere del male incarnate in quelle “spire verdastre di serpenti ariani”. Spetta al sole con la sua forza ed energia inclemente a chiudere questa raffigurazione amara di una umanità che ha combattuto contro se stessa, ma anch’esso è muto dal dolore: “Il sole continuava/ a battere indifferente”.

Anna Parodi

Su Il pensiero

Nel momento in cui la voce lo vibra nell’aria, il pensiero si concretizza e diventa parola e accade, a volte, che quella parola diventi poesia!

Su Raccordi

Nella prefazione alla sua raccolta poetica “Discordanze Intermittenti” è l’autore stesso, Gianni Calamassi a disegnarci la mappa del suo sentire, del suo modo di intendere la vita e di connotare l’uomo dentro la stessa. La vita per Gianni è un cammino in avanti, ma con lo sguardo, sempre, verso il passato dove risiedono le radice stesse del nostro esistere. Ed ecco la prima discordanza tra nostalgia del passato e meraviglia del presente per chi sa far tesoro di ogni accadimento, ricercare un monito, un insegnamento che valga, perché nel tempo non muta. E ancora sa: <<scoprire giorni perduti…nella foschia di un fil appena rievocato>>.

Quella di Gianni è una scrittura sobria pur nella ricercatezza di termini atti a fissare un'immagine come a dipingerla. Ed ecco affiorare cieli nebbiosi, passeri ad incipriare l'accogliente leccio, nuvole di spore fungine e alloro profumato, colline dolcemente, da secoli, adagiate, mentre intorno tutto cambia e man mano perde il suo antico valore.

Leggere le liriche di Gianni non è cosa semplice; ogni parola è un'asola i cui bordi vanno indagati , sentiti, toccati per poterla far combaciare al suo sentire. Solo il lettore attento sa riempire quel vuoto , quello spazio mancante che è ciò che non ha vissuto direttamente, non ha toccato, bevuto con gli occhi , assaporato e goderne appieno, nel momento in cui, attraverso la parola, si rivela. In raccordi, tutto questo è possibile, dove il poeta raccorda tempo e spazio, dove il tempo è memoria e lo spazio si dilata in essa e perde i contorni pur non venendo mai meno l'aderenza al suolo che il piede calpesta, mentre spinge oltre la curva per inseguire paesaggi, luoghi della memoria " che hanno risonanze affettive quando diventano "nascondigli sicuri" per i giochi di bimbo, quando diventano scoperta nell'emulare un gesto adulto con "fornelli di finte pipe", le ghiande, "nel gioco da ragazzo".

Una poetica, la sua, mai banale che ci costringe a soffermarci su ogni parola dal suono antico , a volte, capace di recuperare il senso del "bello" e del "vero", come accade per i veri Poeti.

Andrea Carraresi

Grande forza pittorica in raccordi temporali e visivi che il poeta immagina sviluppando un cortometraggio nel quale si susseguono lentamente scene di un passato di cui percepisce la grandezza. Questa lirica, permeata di delicata mestizia frammista ad orgoglio e nostalgia, si sviluppa in modo del tutto particolare grazie ad un raccordo tridimensionale dato dallo sviluppo nel tempo: a partire dalla storia romana (Schede di cammini coevi e lastricati sepolti dalla storia – che ricordano ed hanno la forza del “sulle vestigia degli antichi padri” del miglior D’Annunzio), per inoltrarsi nel rinascimento (il giardino del re – probabilmente Boboli in cui Gianni bambino giocava), fino a giungere nel presente, molto più povero di valori.

L’animo dell’artista percepisce e immagina scene, odori, rumori – suggestivo è l’acciottolare delle ruote del carro senza gomme sull’antico sentiero, ottenuto con una strana forma onomatopeica rovesciata – osservando i meandri che creano gli scavi del teatro romano di Fiesole, e, turbato, rivela i suoi sentimenti; sentimenti che ognuno di noi ha provato, partoriti da quel fremito d’orgoglio e di stupore che sempre ci possiede quando pensiamo alla grandezza dei nostri predecessori. Questa lirica, con cui Gianni Calamassi prosegue l’iter intrapreso con “Bacheca” e “Compos mei”, continua a distinguersi per la forza delle immagini che la compongono, assai suggestive, per quell’elegia struggente del passato che sempre conquista il lettore –“fornelli di finte pipe nel gioco di ragazzo” – e, in particolare, per quella personale ricerca della parola che ti costringe ad esaminare l’opera nel suo complesso con grande concentrazione. Insomma, leggendo questo autore, è obbligatorio tener conto di quella che potremmo definire, con un termine un po’ astruso che non so se può essere accettato dalla critica, ma che io posso permettermi non essendo un critico, semantica poetica cognitiva, che obbliga un lettore non superficiale ad indagare nei processi che si sono sviluppati nella mente del poeta; la qual cosa, tenendo conto anche del fatto che le idee non sono mai banali e scontate, pretende, quasi sempre, un’attenta rilettura del testo.

Elena Artaserse

Un abbraccio e i complimenti all’autore di questa meravigliosa lirica.

Anna Parodi

Su Il silenzio e la parola e La parola e il silenzio

Mi accingo a fare un parallelo tra queste due liriche dell'autore Gianni Calamassi. Ciò che da subito mi colpisce è la dicotomia tra silenzio e la parola e subito dopo la trasposizione dei termini nel titolo della seconda lirica . Cosa si intende per dicotomia tra silenzio e parola ?

Filosoficamente potrei dire che sia il silenzio, sia la parola stiano dentro "l'universo umano" E' dal silenzio, infatti, che emerge la parola e nello stesso tempo è la parola che codifica il silenzio, quindi, a ben pensarci non c'è vera dicotomia , ma solo il tempo dell'attesa, il tempo che intercorre tra il silenzio e la parola e un'alternanza nell'essere funzionali l'uno all'altra. E' nel silenzio e dal silenzio che l' io emerge con le sue verità e sostanzia la parola. E la parola, badate bene, non deve per forza avere voce, perché in realtà è un'acquisizione di senso , il saper trovare "Una soluzione per vivere" come scrive Gianni nella chiusa di Silenzio e parola. Originariamente, la parola e il silenzio erano una cosa sola , ovvero il silenzio era già parola , evidenza del mondo, poi l'uomo ha inventato il linguaggio e da sempre cerca di farlo aderire il più possibile a quel silenzio originario che è dentro di noi, giacché noi siamo parte di quel mondo da cui esso proviene.

Sembra allora utile dire che sia al silenzio che alla parola, accorra l'ascolto. Gianni questo lo fa, lui si mette all'ascolto del mondo, quello circostante e quello dentro di sé. Va pur detto che a seconda degli stati d'animo il silenzio può diventare chiusura, dolore, sofferenza e la parola. essere un "soffio di brezza" su "fuoco quasi spento". E, ancora, la parola diventare disturbo, rumore che "stordisce" quando si vorrebbe restare solo nel calore del silenzio, " Stare solo, senza indecisioni, Lo sguardo perso nel soffitto Alla ricerca della soluzione per vivere" Cambiare la visuale ha posto in essere questa dicotomia, che a parer mio attiene agli stati d'animo e Gianni ha ben saputo rimarcarlo, mentre ha porto a suo modo, che è poi il modo che attiene alla poesia i suoi versi, che io personalmente ammiro.

Su Il silenzio e la parola

Anna Franceschini

Molto bella.. un inno alla individualità alla indipendenza non vissuta, una coscienza malinconica carica di rimpianti ma determinata a determinare i suoi spazi vitali.

Daniela Calamassi

Bellissima. Il silenzio non è solitudine, ma lo spazio per parlare con se stessi e riflettere senza condividere con gli altri, è il vero angolo di libertà.

Anna Parodi (Leone)

Molto bella.. un inno alla individualità alla indipendenza non vissuta , una coscienza malinconica carica di rimpianti ma determinata a determinare i suoi spazi vitali.

Franca Chiari

Verissimo le parole sbronzano il silenzio e' un grande saggio foriero sempre di verità e soluzioni giuste bravissimo!!!!

Andrea Carraresi

Su La parola ed il silenzio

La parola con cui si può manifestare un pensiero o un sentimento, la parola come valore fondante del nostro ricordo, della nostra storia – scintilla vitale dell’essere – la parola che fa dell’uomo un essere superiore in quanto ci consente di comunicare e di scrivere, respira e vive ogni giorno e si contrappone a quel silenzio nel quale puoi spaziare ed immaginare tutto quello che vuoi ma che, alla fine, se non ci fosse la parola, scritta o orale, lascerebbe soltanto un vuoto profondo. La parola il cui uso può dipingere e creare, come in questa poesia, ciò che il silenzio può solo fare… immaginare.

Idea filosofica trasformata in poesia tramite una serie di metafore (scintilla vitale, dolore, lago) ma che secondo me risente della grande difficoltà, se non dell’impossibilità, di trasformare in poesia la razionalità di un’idea.

Andrea Carraresi

Su Africa

Caro Gianni,

ti ringrazio, seppure con riprovevole ritardo, per la bella toccante poesia e il disegno pieno di drammaticità che mi hai inviato per il giorno della memoria.

Ho letto le ultime poesie che mi hai mandato.

Vorrei, per la prima volta in vita mia, provare a fare una recensione critica di quella che più di tutte mi ha colpito (ma sono tutte meritevoli di un ottimo giudizio): AFRICA.

Mi azzardo a farlo sapendo che intanto la mia recensione rimarrà soltanto una mera conversazione, fra me e te: una specie di telefonata a soggetto.

Andrea Carraresi

Africa: Siamo di fronte ad una delle poesie più suggestive di Calamassi.

Si capisce l'Africa, il mal d'Africa che ha colpito tante persone, l'incanto di una natura estrema ed essenziale nella quale sarebbe bello immergersi e ristare come gli insetti nell'ora più calma, per respirare la serenità e l'incanto della natura non ancora contaminata dalla bramosa ambizione di ricchezza propria del mondo occidentale.

Ma anche il vecchio continente si è rinnovato e il poeta mette a confronto gli elementi bucolici e pastorali dell'Africa come appare nell'immaginario collettivo di chi conserva antichi ricordi, con le terrificanti immagini di stragi commesse in seguito alle inevitabili ribellioni alle ingiustizie dei rais.

Ed ecco che i villaggi in cui le donne cantavano e danzavano scalze mettendo ingenuamente in mostra la loro femminilità, sono rimaste isolate oasi nel deserto. Il petrolio ha creato ricchezza, ma ha partorito il seme dell'ingiustizia, le discordie, le proteste, le repressioni, le stragi.

Finché nessuno aveva nulla, non esistevano rais e l'Africa era ancora la regina di se stessa: un mondo primordiale ricco dei più grandi spettacoli che la Natura può offrire. Profanare l'Africa è stato come violentare quelle donne che danzavano scalze nel villaggio e che il poeta identifica con una bellissima metafora: occhi di gazzella. Metafora molto più semplice di quelle normalmente usate da un poeta che definirei "biologo" della parola - tanto profonda è la sua ricerca - ma di assoluta efficacia.

Occhi di gazzella ci mostra occhi neri esageratamente grandi pieni di timore e di stupore, come quelli del timoroso erbivoro.

E non può non richiamare alla memoria una delle più belle metafore della poesia italiana: gli occhi ridenti e fuggitivi della Silvia di leopardiana memoria.

Leopardi ci dipinge, col termine fuggitivi, due occhi che si muovono veloci e schivi come esseri animati; Calamassi ci fa capire, con occhi di gazzella, il mistero, il tremulo tremore e il perpetuo stupore che si può leggere negli occhi di donne abituate a vivere nella dura, difficile, ma stupenda realtà di un mondo impenetrabile e pieno di rischi e di fascino. Sguardi che non annullano, ma anzi esaltano, la loro femminilità.

E' in casi come questo, quando una semplice parole diventa arte in quanto insostituibile foriera di immagini e sensazioni toccanti che sentiamo crescere in noi quel turbamento che solo l'arte può recare.

Ciao, a presto

Anna Parodi

Caro Gianni,

pare di vederla l’onda della sommossa che sale. In quel “ruggito bramoso delle fiere” si presagisce ed è rivolta, cartelli e pugni alzati, gas lacrimogeni, corpi calpestati di morti o feriti che comunque domandano e gridano non meno di chi ancora resiste e domanda non solo per se, ma per il futuro del proprio Paese privo di guida. Ancora una volta, laddove l’aria era piena di “fragili promesse” è nata una nuova “primavera di Praga”, ancora una volta, in Egitto, Spagna, Grecia, Italia…la piazza accoglie il grido disperato di studenti senza futuro ed anche di interi popoli che si sentono allo sbaraglio, la tua maestria ha saputo dare risalto a tutto questo, complimenti!

Ho vissuto, abitando a Genova, i giorni del G8 e l’indignazione è stata alta. Ma c’è chi non si è indignato affatto e così la morte di quel ragazzo a piazza Alimonta – ancora una volta la piazza impotente testimone – se non è stata vana ed è sempre ingiusta una morte data, non è servita a molto, giacché da quel giorno, molte cose sono cambiate, ma in peggio.

Lo stato si è messo sulle difensive generando paura ogni volta che i giovani hanno manifestato per istanze legate al proprio futuro direttamente connesse a quelle del diritto allo studio, lo stesso che dovrebbe formare e non instillare o inculcare solo sapere. Ricordo una delle ultime manifestazioni, in cui i giovani diedero una lezione di vita agli adulti che hanno la pretesa di governare questo Paese partendo dal loro cattivo esempio e a noi adulti tutti: fu una protesta silenziosa, disarmata e disarmante. Tanto ci sarebbe ancora da dire, ma come tu stesso dici, fino a quando non saranno in molti a non provare sdegno, non ci sarà cambiamento o svolta. I complimenti sono meritati ed io sono solo una dilettante che si diletta a scrivere!!!

Certo l’arte ha infiniti linguaggi espressivi e tu sai adoperare sia quello visivo che quello prettamente della parola. Qui, una parola è compendio della tua arte raffigurativa e direi che diventa un tutt’uno. Quando un artista riesce in questo, significa che ha saputo trovare il modo di far comprendere la propria arte e il proprio sentire. Complimenti, Gianni!

Anna Parodi

Su Vita in città

E viviamo in città corrotte, dove il suono della sirena nemmeno ci spaventa: presuntuoso sentire che quel dolore sia di altri. E ci siamo lasciati corrompere dall’abitudine che toglie commozione e spavento e forse, di fronte allo spettacolo della morte, proviamo solo il fastidio di sentirci pure noi mortali, ma un attimo dopo ci sentiamo onnipotenti. Ancora una volta hai toccato le corde del cuore e mi hai ricondotto a quel doloroso sentire che diventa monito a comprendere in me l’altrui dolore.

Fabrizio Finetti

Realtà quotidiana che non è teatro ma palcoscenico di morte, dove le vittime non sono i protagonisti. Protagonista è colui che in nome di esse si mette in evidenza.

Gianni, complimenti per la cruda ma bella poesia.

Anna Parodi

Su La pagina indifesa

E’ sulle mie corde e lo sai. Hai scritto bene: è scorrevole e poi davvero dire che si tratta di una poesia portata in prosa, non deve significare che valga meno, almeno per me è così. Forse tiro l’acqua al mio mulino? Non so, ma mi è piaciuta moltissimo.

Annamaria Vezio

Su La realtà dei sogni

Oh Gianni, che sinergiche immagini a evocare grande realtà di artista in toto. Ampia la tua anima come ampie le ali che la solcano. Altro che “altezza” è cima la tua poesia! Bellissima pazzia!

Franca Chiari

Dolce languida morbida sembra di averla vissuta l’ho letta e riletta e sempre più dolce mi pare. Bravo G attraverso le tue opere ci fai vivere le tue sensazioni.

Angela Marano

Il sogno è la traccia dell’Anima che vive la sua vera natura. Meno male che abitiamo e animiamo i nostri sogni.

Eddy Franceschini Pieri

Bellissima!!

Flower Euriel

Emozioni

Paesaggi toscani e oltre...

Mariella Bettini

Su Canzone

Nenia del pensiero che comprende ogni aspetto della vita interiore mescolato con l’espiazione della natura che fa da convertitore delle sensazioni.

Nicole Martini

E’ bellissima G davvero

Mariella Bettini

Su Di rame e d'oro

Tema eterno della vita e della morte che trova forma in un faggio dalle “magre dita” spazzate dal vento in un turbinio.

Le nuvole acquistano un senso di pensiero e sembrano comprendere il destino del faggio e quasi con rispetto finiscono il loro lavoro di spoliazione delle foglie, i suoi unici ornamenti, come a sapere di non ucciderlo per sempre.

Su Quando finisce questo passeggio

Tema della natura che nei movimenti ricorda quello dal pensiero umano. Esuberanza del corteggiamento tra pavoni e passeggio al brontolio del vecchio.

Su Le nuvole

Tema dell’incertezza del movimento d’amore che nella sua indefinitezza è talvolta duro e pauroso, senza via d’uscita.

Su Filari di viti

Leggera, soave, piena di musicalità e di colori, la natura è ordinata come è ordinato e libero l’intimo dell’uomo in questo momento.

Su Lividi Appennini

Maliziosa e vibrante l’immagine del drago. Un drago…da dita sconosciute.

Su Sull'altra sponda

Contrapposizione tra inanimato ed animato, fulmine = forza prorompente della natura.

Su Mugello I - Vento

L’odore del vento annuncia l’arrivo della pioggia che come uno scialle avvolge la mente di ricordi e oggetti lucidi come le gocce.

Su Tramonto

Confronto tra pensieri e ciò che li circonda. Il tracciato sicuro delle rondini riassume i colori del cielo e le idee.

Mariella Bettini

Su Castiglione

Leggero senso di paura proprio di tutto ciò che è immobile.

Il castello viene visto come un drago che colorato dalle ombre dei pini e dal rosso della pietra nel silenzio del tramonto, scende verso il mare. Tutto è nella più assoluta determinatezza, tanto che c’è un orizzonte netto tra cielo e terra senza lasciare alcun spazio all’immaginazione.

Mariella Bettini

Su Maremma I, II, III

Immagini, istantanee dei momenti in cui la natura, i cipressi, i girasoli, le colline attendono qualcosa di cui sono ignare, il loro destino?

Francesca Montomoli

Su Maremma II

Sì Gianni, così la vedo, ogni estate, spingendo lo sguardo oltre la provinciale….inciampa un attimo soltanto sulla sponda di una gora e poi si tuffa nella giaculatoria delle corolle, rosario campestre sgranato dalle nere dita che così bene conosci.

Mariella Bettini

Su Maremma IV

L’attesa della natura ha trovato la sua via e infatti i cipressi “trafiggono” le colline, i pini, seppure inchinandosi salgono i pendii, ecco che l’odore del mare si mescola ai pensieri, ora che la natura ha ritrovato la sua via, anche l’uomo può ritrovare la sua permettendo al cuore di diventare leggero come il vestito della prima comunione.

Mariella Bettini

Su Cerchio di sacerdoti

Forte tensione, toccante messaggio lirico.

Al tramonto davanti al mare, due gabbiani in volo offrono l’occasione per fare un resoconto di tutto ciò che nel corso del tempo si è dovuto seppellire dentro noi stessi e questo viene rappresentato come un grande braciere nella sabbia, dove con sacralità si bruciano i sentimenti fra i fantasmi dei ricordi spunta la vita che non potrà essere.

Mariella Bettini

Su Fuga

Forte desolazione.

Silenzio della fine, silenzio generato da una totale assenza di parole, dettata dalla ragione, che potevano fare un commento plausibile di un evento.

Ma al silenzio si contrappone la parola della natura (mare, onda) che nascondono le orme di ciò che è stato per volerne conservare il segreto per sempre, senza giudizio.

Mariella Bettini

Su Bianche colline di Epidauro

Accettazione della morte.

Paragone tra la solarità della vita accennata dai colori, dagli odori e la decomposizione della morte ( cancro dei gradini ) fino all’ultima immagine quella della inevitabile accettazione della morte da parte dell’uomo che non può che guardare il tutto con “l’occhio perso verso l’amato mare”.

Francesca Montomoli

Leggere ed essere trasportati nell’essenza dei luoghi che sempre si cela nei dettagli inascoltati. Cartoline dell’impalpabile. Perché niente è più concreto dell’immateriale.

Nicole Martini

Su Il mio cuore è grande

Il tuo cuore è grande, non c’è dubbio. Bellissima

Angela Marano

Su Alla colla

Scrittura onomatopeica si ode questo gran caldo!

Maria Paris

Bellissima ode…complimenti

Le radici dell'albero caduto

Luce Blu

Su Oltre la siepe

Poesia in prosa dell'amico Gianni Calamassi ispirato dal nome della pagina. Hai compreso a fondo il valore della siepe Gianni e il suo grande potere ma ricorda che decadere verso il fondo è una delle vie per andare oltre la siepe. Scoprirsi nudi e comprendere la tenebra come ombra di una luce più vicina di ciò che si pensa.

La signora della siepe

Molto bella, Gianni , però non dimentichiamoci mai che la Poesia impedisce "la discesa/verso il fondo della tristezza", non dico che la tristezza non esiste, anzi... a volte ne rumino a mazzi... ma la Poesia è nascondiglio e rifugio... Grazie per i tuoi versi. ciao.

Grazia Cappelli

Bellissima! Uno stato d’animo struggente.

Luisa Bolleri

Molto bella, Gianni

Claudia Piccini

Complimenti Gianni

Marinella Fois

Grazie della condivisione. Complimenti!

Michela Giavarini

Sei sempre il benvenuto... è stupenda....

Grazia Giovannoni

Su Madre ricordo

E’ una bella lirica. A una prima lettura colpisce la tenerezza, velata di pudore, che la pervade e l’espressione sommessa degli echi del ricordo. La gratitudine inespressa verso quella “figurina stinta” che, con la vita, ha dato le prime parole ”spavalde e nuove” ne emerge nell’ultimo verso”…e non fu tutto!” che stringe tutta la dedizione materna in un fortissimo nodo di affetti. Sei riuscito a comunicare la profondità del rapporto madre-figlio scegliendo la semplicità assoluta dell’espressione.

Franca Chiari

Molto bella sei un artista a tutto tondo.

Giuseppe Perrone

Parole finalmente attese

Su “I pensieri della veglia

Anche all'ingresso dell'aurora conviene che permanga il grigio colore su acqua e rami. Le ultime ombre della notte se ne andranno. Ma il pensiero che sorgerà non avrà chiarezza sul cosa e a che scopo. Conviene che resti una domanda. Il mistero non può essere svelato per intero. Cammino della vita !!! Grazie e complimenti !!!

Le forze della notte non possono stancarsi. Sono obbligate nel loro compito, stabilire una divisione tra pensiero e sogno. Il pensiero può essere senza oggetto e parole, può vagare per conto suo, non dipende dal sonno o dalla veglia. Il sogno, nonostante le tenebre, resta illusione. In quanto tale il sogno è sogno e può avvicinarsi alla realtà solo se, all’albeggiare, il pensiero lo accoglie e lo affianca alla realtà del ichelaIiIchela Giavariniichela Giavarinigiorno che nasce. Grazie GC

Daniela Calamassi

Molto bella, siamo pieni di riflessioni quando siamo nel limbo di passaggio tra la veglia e il sonno, ma in pochi riescono a descriverli, grazie per descriverli te e farceli sentire anche un poco nostri.

Franca Chiari

Bellissima

Lucia Calamassi

Bella cugino, come sempre sei un poeta.

Marinella Fois

Su “Albero

Quando nasciamo, non sappiamo di quanta acqua avremo bisogno, lo scopriamo solo crescendo! Complimenti, bravo!

Giuseppe Perrone

Se io vivo, qualcuno non nasce per lasciarmi vivere. Ecco perché la mia vita come quella di ognuno è un atto di responsabilità civile e morale. Il rispetto per noi stessi e per il prossimo e per il mondo intero costituirà la memoria per chi attende di nascere alla mia morte, per portare avanti quel progetto di vita rimasto ancora irrealizzato nella sua interezza. Vita per vita, memoria per memoria. Fino alla fine di tutto ! Grazie Gianni Calamassi !

Floriana Porta

"Ho bisogno di un azzurro /mantello di stelle...".. da un inizio così non ci si poteva aspettare che un capolavoro come questo!

Giuseppe Perrone

Su “Cade il cielo col vento

Dovrebbe cadere il cielo! Il cielo dovrebbe cadere sull'umanità prostrata. Siamo così inariditi da desideri effimeri che anche le emozioni, piuttosto che essere confessate, restano sepolte. La lampada malata si ammala per la malattia dell'umanità. Non basta inginocchiarsi, non basta il battito di petto. E' doverosa la consapevolezza delle foschie di cuore e coscienza. Per rendere luminosa l'anima!!! Grazie !!!

Giuseppe Perrone

Su “Ed è tutto finito

Ed è tutto finito, nulla è per sempre. Passa l’amore, scendono le lacrime e i singhiozzi fanno compagnia. Le mani intrecciano l’abbandono e la solitudine. Allora, la mia storia finisce così? La storia finisce, non le parole. Le parole includono quella dolce vendetta: rendere immortale anche la piccola ed insignificante storia. Le parole dettano l’infinito, le parole consacrano ciò che per l’uomo è impossibile: l’Eterno!!! G.G.C.

Giuseppe Perrone

Su Dedicata

La serenità di chi ama … queste parole mi colpiscono … GGC

Marisol Solimano

Parole profonde e lievi, emozioni e sentimenti di grande spessore, raccontano la vita di chi ha vissuto con lealtà, rispetto e amore, assaporando ogni sfumatura della propria esistenza. Ti auguro serenità.

Nicole Martini

Su Innamorarsi

G. è stupenda, come tutto ciò che scrivi. Non ho pensato che tu non abbia la visione di cosa sia l’amore, anzi ti ho scritto che tu sei uno che nelle cose ci mette sempre amore: te l’ho detto perché lo penso davvero. Grazie per i tuoi scritti, li conserverò con cura. Ti abbraccio forte.

Mariella Quinci

Su Le ali ammaccate

Grazie, grazie ..mi sono davvero commossa.

Mariella Quinci

Ha scritto una poetessa
Le parole sono un niente
un respiro, una nebbia
un colpo di tosse
Le parole sono fumo, ma a volte no GC
Santa verità

Anna Parodi

Su La pagina difesa

E’ sulle mie corde e lo sai. Hai scritto bene è scorrevole e poi davvero dire che si tratta di una poesia portata in prosa, non deve significare che valga meno, almeno per me è così. Forse tiro l’acqua al mio mulino? Non so, ma mi è piaciuta moltissimo.

Samanta Ferrini

E’ sempre un piacere leggerti e ammirare le tue opere

Daniela Calamassi

Che sia prosa o sia poesia quanta sofferenza riesci a descrivere in queste parole, sono parole dell’anima

Nicole Martini

Su Immagini d'immenso

Bellissima G, da brivido. Anche l’immagine è fantastica. Grazie

Anna Parodi

Su Aspettare

Ecco un autoritratto del 1977, perché non si può solo ricordare agli altri che il tempo passa: ormai ho aspettato molto, ma spero di non aver ancora finito. Ecco un autoritratto del 1977, perché non si può solo ricordare agli altri che il tempo passa: ormai ho aspettato molto, ma spero di non aver ancora finito.Gianni è bellissima davvero! Si, abbiamo un'età che ci porta a queste considerazioni, ma abbiamo ancora tanto da dare , quindi il sasso può attendere .

Alla fine Io la penso come Terzani: quando ci si sente in pace con se stessi ed il mondo e sopraggiunge la consapevolezza che abbiamo dato e detto tutto il nostro possibile, i giorni in più sono un grande dono, certo, ma sapremo "andar via " sereni , senza rimpianto o rammarico, sicuri di aver comunque lasciato un segno del nostro passaggio!

Franca Chiari

Su Birbonate fiorentine

Ho cominciato Birbonate fiorentine ieri sera e mi ha lasciato un dolce sapore nel cuore, quanto era più semplice il vivere anche se a noi non sembrava e quanta nostalgia per quei ricordi che sono anche i miei. Grazie mi sono addormentata serena più del solito. E’ un grande dono trasmettere una emozione.

Daniela Calamassi

Il premio più grande è sapere che gli altri leggendo quello che scrivi si sentono arricchiti, non sempre i riconoscimenti ufficiali ti possono gratificare quanto una frase semplice e sincera.

Marinella Fois

Su Nina al femminile è meglio

Su Amore sacro

Ciao Gianni, ho letto "Amore Sacro" e lasciato un commento che non ho ritrovato.. Un racconto fluido, dall'accento delicato. Trasmette emozioni alla fanciulla ch'è in me... sogno d'essere un frutto, rispettosamente gratificato dal rispetto di una lama che teme sfiorarla per non ferirla. Secondo me ha un fine: rispetto per i più deboli! Complimenti Gianni, senza essere retorica, ribadisco che sei un'artista completo

Marysol Solimano

Su Fanciullesco convito

Su “Ascolto

Splendido linguaggio, morbido e delicato, in contrasto con la durezza degli “agghiaccianti rumori” percepiti da un bambino la sera, in attesa dell’abbraccio di Morfeo. Il buio della notte amplifica quei suoni stimolando la mente verso storie fantasiose, mentre la pioggia scende silenziosa confondendosi con i sogni. H

ai usato le parole per dipingere una tela fatta di emozioni lontane nel tempo, ma preziose, dolci, ironiche e insostituibili. Complimenti vivissimi al Poeta romantico che c'è in te.

Marysol Solimano

Su “Brezza salina

Poesia deliziosa, delicata ed armoniosa, proprio come nelle tue corde. Rivela la profonda sensibilità d’autore, i cui versi ben traducono i ricordi, in un meraviglioso Inno alla Natura, esaltando il suo dolce ed inesorabile avvicendarsi nel tempo: il giorno e la notte, le stagioni e i luoghi, i suoni ed i profumi, le onde che si rincorrono favorite dalla brezza, le conchiglie e le viti che odorano di salsedine. Mi sento d’esser lì a bearmi di quella brezza salina il tuo stile è inconfondibile, denota classe e semplicità, cuore ed emozioni, cultura ed umiltà.

Sei come immaginavo.

Marysol Solimano

Su “Innamorarsi

“Se un uomo avesse dedicato a me tali emozioni, sicuramente la mia vita sarebbe stata diversa.” Questa è stata la prima cosa che ho pensato leggendoti.

Sapevo fossi una persona di grandi principi e di profonda sensibilità, ma non immaginavo tanta struggente dolcezza. La cosa più difficile è sicuramente dare voce alle emozioni più intime, tu lo fai con garbo, riservatezza e l’eleganza che ti contraddistinguono, rivelando un poeta dall’animo delicato.

“….eppure dove andare e con chi è mia certezza

In questa verde pace dell’amore”

Versi stupendi, semplici e profondi raccontano un grande Amore verso chi condivide con te il “Viaggio Terreno” che dura quanto un battito di ciglia, se rapportato all’infinito cosmico.

Nina Esposito

Su Madre nomade (e Humus)

Sottile malinconia e delicato rimpianto, un senso di solitudine ed impotenza che disarma e brucia l’anima. Versi che abbracciano e scavano nell’essenza dell’esistenza… bagliori suggestivi che si accendono tra il dire e il non dire, tra visione onirica e verità nel bellissimo dipinto che accompagna i versi.

Anna Franceschini

Su Cade il cielo col vento

“ Poeta di poetar godiamo e …poetiamo, di poesia, della quale il suon ci aggrada e poetar ci apre il cuor che poetando cresce d’amor e si rallegra…” Notti oniriche che oscillano nel vento…bella.

Daniela Calamassi

Surreale, alla Salvator Dalì, non so se ho scritto giusto il nome, ma te mi perdonerai per la mia ignoranza, forse facevo parte di quei bambini “macinati dalla maccjina della scuola”. Ovviamente con la q!

Marinella Fois

Bella riflessione, soprattutto la chiusa. Le anime…echi di voci sbriciolate…il firmamento scolora…il mare adirato rimbomba…il tutto convoglia nella notte! Grazie…davvero bella!

Lina Vinazzani

Gianni!!! Bella bella bella!

Alessandra Boscolo

Ciao Gianni, sempre un piacere leggerti…

Anna Franceschini

su: Riposa la luna

Veglia nel sonno
La speranza arsa di paura
Scorgi nell'ombra velature appannate
Come scorze di nebbia
e mentre la notte è
infinita
abbronzi l'anima di luci lunari

Daniela Calamassi

Molto bella ma velata da un fondo di tristezza forse la poesia come arte di scrivere è sempre velata di tristezza fa forse parte dell'anima dei poeti

Marinella Fois

Bellissima, mentre leggo, sento in risonanza una voce recitante, l'emozione brucia, palpita, trascina passi che il cuore non riesce a contenere.

Giovanni Battipede

Artista complimenti, disegni meravigliosi e poesia squisita. Grazie di esistere

Imperia Rossi

Che belle le tue parole: riposa la luna; tutto quello che pubblichi lo guardo con grande ammirazione, sei un grande.

Andrea Mattolini

Belle parole

Angela Marano

Su Stella Polare

Poi nelle rotte orientali si poggia l’attesa che anima ancor più, ogni verso fin dal primo. Poesia!...

Francesca Montomoli

Come la risacca ti cattura e ti trascina in un fluire quieto di sentimenti autentici… Bellissima!

Adua Biagioli

Bravo, bella

Claudia Piccini

Su Poesia di sole parole

Una delle mie preferite

Anna Parodi

Su Ero un ragazzo

Nel primo tratto mi viene in mente il mito della caverna di Platone e forse c'è attinenza col fatto che quando sognavamo ancora la vita era tutta da vivere, c’era il tutto fuori da sperimentare e l'anima che anelava . Bella!

Anna Parodi

Su Notte di notte

La notte è piena di stelle, Venere probabilmente la vedrai brillare all'alba giacché il tramonto ti ha visto distratto :-) anche i desideri nascono nell'alba di ogni giorno!! Bella, Gianni.

Valerio Pedini

Vedo che Gianni, che si considera ignorante, è avveduto come pochi (riesce a reggere i discorsi di me e Sagredo.

Rita Gambini - Città di Salò - Antologia

Su Lanterne

La notte, costellata dal barlume della luce dei lampioni, pare annullare ogni moto di vita, mentre il mare continua il suo incantatore flusso ritmato: è l’immagine che fa da filo conduttore della lirica, giocata su un soffuso sentimento di mistero e sugli arcani riflessi delle luci nella notte. L’alba sopravviene a spezzare la magia notturna e il poeta trasferisce la sensazione di timore del giorno imminente nel cuore innocente di un bimbo, per il quale la realtà è fonte di trepidazione. Una composizione equilibrata, ben articolata e dal lessico appropriato.

Anna Parodi

Su La quercia abbattuta

Le parole, quando non sono slegate, ma sono come fasci d’erba legati dal nastro della meraviglia e dallo stupore serbano richiami e sono eco dell’anima. Qui si ascolta….

Parlando con G.K. Gibran

Ultime illusioni alla finestra

Cristina Cappelletti

Su Fu silenzio

E' una immersione nella natura, lo sguardo si perde "nella sconfinata pianura" e cogli ogni aspetto, ogni colore, ogni sfumatura. Improvvisa la riflessione suggerita da un pioppo solitario: "non sono felice" ed il "perché" rimane senza risposta, c'è solo silenzio e solitudine. Una domanda aperta per tutta l'umanità: il grande desiderio di felicità che è nel cuore di ogni uomo.

Cumulo di polvere

Nicole Martini

Su Dio parlò

E’ nel vento che nelle notti insonni cerchi la tua risposta. Il tutto, unito a quest’ultimo pensiero fa di questi versi un’espressione esaustiva di ciò che rappresenta il vento, della sua forza e potenza, ma anche di una indiscussa leggerezza che diventa quasi carezza.

Nicole Martini

Su Un mondo di geroglifici

Bellissima come sempre G, parole intense e toccanti. Complimenti davvero,. bella e profonda, da brivido. Quanta verità in questo scritto

Daniela Calamassi

Su Sfumature

Quando uno non ha sonno sorte con mille parole per corrompere anche il sonno altrui. Pensi che qualcuno non apprezzi le tue parole, strano perché sono sempre piene di significati ed è così bello sapere che quando uno riesce a scrivere i pensieri più profondi e farli percepire anche agli altri come emozione, la stessa che penso provi chi li scrive.

Gianluca Ciappi

Quello che penso di me, è un arcano, plana su città mobili, sono urbano in celle stradali, la pelle si brucia con occhi vivi, intensifico l’amore evocando pilastri. Il silenzio è quell’essere mistico, il quale si abbandona al ridicolo, siamo fatti per emozionarci, siamo terremoti esuli, costretti ad amare quello che passa il fiume…

Cristiana De Luca

Che bella…”anche se scrivo sulla mia pelle tutto quello che penso di me” Meravigliosa

Giovanni Cappelletti

Ciao G. è vero che certe “riflessioni” interessano pochi… ma solo perché la poesia non è per tutti…

Nicole Martini

Che bello leggerti

Orlando Poggi

Bellissima

Graziella Cappelli

Bellissima

Essere Humus

Giuseppe Perrone

Su Vaghe Ombre

La coscienza duole a chi è disonesto e la presunzione di bastare a se stesso. Chi fa emergere anche lo sconveniente dalla propria coscienza è uomo da considerare Onesto

Oltre

Giuseppe Perrone

Su La Vita

Un possente pensiero, un pensiero confuso, il dubbio. La sala di specchi come castigo. Parole forti dirette taglienti come lame di coltelli. Ma il respiro magico delle parole, la utile solitudine pongono rimedio per godere del bene più grande: la Vita!!! Grazie sono onorato e grato.

Minima Moralia

Daniela Calamassi

Su Racconto di Natale

Che visione diversa della natività, bella, vista< con gli occhi delle persone semplici e inconsapevoli di trovarsi ad assistere ad un evento che avrebbe cambiato la società.

Su Natale

Che bella fa sognare…Adoro il Natale, questo dono calza proprio a pennello.

Nicole Martini

Su La trilogia del mare (con disegni)
Il fiasco di vino della sirena - La testa di O - La balena innamorata

Come sempre ti distingui per questa dialettica sublime e intensa, che arriva al cuore e apre orizzonti sconfinati. Riesco a vedere ciò che scrivi…ed è bellissimo. Grazie Gianni davvero, per queste emozioni. Sei grande!

Che belle immagini, Gianni ma sono stupende. Sei un artista fuori del comune. Adoro troppo. Sì: ahahahah che forte: lampada Osram, solo tu potevi fare un paragone simile

Amico mio…ho ingoiato il tuo racconto…avvolgente e coinvolgente, ma anche triste e velatamente sofferto. L’unione di Polpetta, la testa di O, Giacomo è una cosa molto bella. Indaffarati nella loro vita adorano ascoltare gli altri. Forse questo è l’aspetto che mi ha colpito di più, ma non solo: la bella Sirena “Serena”: oh quella sono ioooo, se ne va lasciando tutti ad interrogarsi sul come si possa essere così irresponsabili.

Che colpo ho sentito al petto!!!! Poi lei, amore incondizionato che ti porta oltre, anche alla fine di te. Bellissimo, intenso ma anche qui la malinconia è palpabile; il tutto correlato a disegni è semplicemente un capolavoro. Grazie Gianni, quando L sarà grande gliela leggerò, mi hai fatto un gran dono…

Francesca Montomoli

“Che posso dire io a chi di segni e parole colora il tempo e i sogni?”

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