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Il mare delle nuvole

Inizio dal titolo Il mare delle nuvole, attualissimo inquietante e molto poetico che apre un discorso originale, intenso, profetico. “Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria”, Mc 13, v26, ad esempio. Tale discorso e cammino, intreccio e campo semantico – a livello superiore direi -, viaggio e sequenze a piani stratificati in verticale è il vissuto, l’esperienza, il reale (per visioni ed interpretazioni).

E ciò che sempre va tenuto presente è l’attenzione grandiosa lacerante del poeta per il “divino” nella Natura, nel Respiro di vita, nella Verità della Realtà. Divino sentito da qualcosa che si è costantemente provato che si prova nel dolorante e limitante della condizione umana. Tale da provocare sempre più acuta presa di coscienza: “L’infanzia è un sortilegio / Di neve che si scura di sogni / per alcuni deboli che resistono / magnolie nell’anello degli anni” e “Fui petrolio di carne con gli occhiali / scuri che ridevano la prosa di un bacio”, ancora “Scrissi versi, randagi di sacro, forse / brani di un Vangelo usato”. Come si evince, la dinamica degli elementi dei simboli delle connessioni … significati e significanti, metafore (agili e liturgiche al fondamento, pur a livello inconscio) si muove “in funzione poetica” che risulta prevalente nel senso del messaggio del verso, sulla “funzione emotiva” cara all’autore, agli autori ( Cfr.Avviamento all’analisi del testo letterario, Cesare Segre – Einaudi, 1985 ): “Ho in testa il mare / delle nuvole, / nere madonne / forse di pioggia”. […] “Salgono nell’opera / d’inverno due piccioni / ferite meraviglie / al calvario d’un’antenna”.

Per il poeta l’Esistenza e la stessa immagine epifanica dell’Esistenza – sofferenza quindi anzitutto – è Poesia, così richiamando preziosamente la lezione della Szymborska. “Civile il sudario di una nube / nell’oratorio di stracci […] lo chiameremo ancora cielo – gamberi di vergogna / piangeremo ancora / occidentale il lutto dei miti” e “Ricordanza d’infinito / in una siepe di vetro / che pure a colori m’infinita / in una stanza appena larga / un rettangolo di cielo”.Pur se l’occhio l’anima ferita vibrante coraggiosa e, ironica sì, e amante, perdutamente amante, porta il poeta a scoprire a carpire, soffrire gioire di ciò che l’occhio “non guarda”, astenendosi da ogni in autentica lamentazione, è il senso di contemplazione di meraviglia di gratitudine che filtra nell’Avvenimento nell’Evento, muovendo diramando la sua alta poesia Oltre …

Si vedano ad esempio questi versi,significativamente risolti sin dal titolo, Minuti d’infinito, In un soffio di carne,Luce/la musica del mondo. / minuti d’infinito forse/una carezza/ l ‘ombra di Dio. Potente il richiamo visivo al dialogo tra Creatore e creatura, che può ricondursi criticamente anche ad una singolare .. estetica della ricezione della luce vitale. È quasi “presentimento di una nuova autocoscienza del tempo a venire”

Recensione
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