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Il filo rosso

Poesia come controcanto

Il filo rosso di Patrizia Fazzi sviluppa e approfondisce il rapporto tra arte e poesia che, a partire da La conchiglia dell’essere del 2007 (ristampata in veste ampliata da Polistampa nel 2009), è al centro della ricerca poetica dell’autrice. Se nel linguaggio pittorico di Talani la Fazzi individua la duplice valenza di “segno e simbolo, bellezza e dramma, corpo e anima”, nella sua poesia la lettura si fa controcanto, ascolto e voce delle suggestioni che le provengono dalla pittura e al tempo stesso visione della vita, colta nei suoi attimi più intensi e fuggevoli. Proprio in questa interpretazione simbolica e personalissima dell’arte di Talani consiste, a nostro avviso, il fascino del libro, corredato tra l’altro da splendide riproduzioni delle opere del noto artista livornese.

La vita, l’amore…

Labirinto di sogni | è il mio cuore: | castelli di sabbia | sbattuti dall’onda crudele…, recita la poesia La sabbia dei sogni che chiude la raccolta: c’è in questi versi una visione malinconica della vita, il senso dell’indecifrabile destino dell’uomo, simile ai castelli di sabbia che il mare presto cancellerà, rendendo vani gli sforzi dell’individuo. La vita è fatta di sogni e di speranze che spesso non si realizzano, e la partenza è un treno | che forse non arriva. Sulle valigie rosse di desideri | sfumate di speranze | pronte a partire | e forse mai arrivare vigila l’occhio del tempo, come recita la poesia dedicata al famoso affresco Partenze della stazione fiorentina, a ribadire l’implacabile scandire di arrivi e partenze del nostro metaforico viaggio. Solo l’amore – dice la Fazzi – sventola rosso | rischio irrinunciabile. L’amore è vita, sia che si affacci come ricordo di una stagione felice (Il sangue dei ricordi) per sempre perduta, sia che finalmente esca dal cono d’ombra in cui oscuri sortilegi l’avevano confinato riaprendo il cuore alla speranza (La balaustra dei sogni).

I talismani, i simboli

Nel mondo di Talani ci sono segni ricorrenti che Patrizia Fazzi ha letto in profondità, trasponendoli in chiave onirica e simbolica. Il filo rosso, la rosa, la conchiglia, rappresentano infatti le poche ancore di salvezza concesse all’uomo in un mondo dominato da inquietudini e smarrimento. Rosso è il filo, motivo conduttore della raccolta, rossa la rosa, simbolo d’amore, cui l’uomo si aggrappa quando emerge dal profondo dell’ombra per ritrovare se stesso, perché – scrive la Fazzi – vince la rosa sempre, anche se appassita… Questo stesso messaggio di salvezza e di speranza emerge anche in una delle poesie più belle della raccolta, Il talismano aguzzo, nella quale, interpretando la solitudine dell’uomo contemporaneo immortalato da Talani in Dietro una duna, la poetessa aretina coglie il senso di inscindibile unione fra l’uomo e i suoi sogni, solo che sappia ascoltare il canto di “sirena” che si annida nel “cavo oscuro” della conchiglia-talismano.

25/06/2010

Recensione
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