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Paesaggio condominiale

Anche in questa sua nuova ed agile silloge, ma tenuta per anni nel cassetto in silenziosa decantazione, Mariagrazia Carraroli ci conferma la vena di tessitrice del tempo interiore, cifra che maggiormente le è propria. Emerge, infatti, in Paesaggio condominiale, un tono lieve e soffuso, cameristico di affetti familiari, colti nell’andirivieni del tempo che appunto si interiorizza in dettagli minimi e quotidiani, ma che l’autrice cesella con un afflato lirico, sincero e genuino. Vediamo alcuni passaggi testuali.

Intensa la poesia Seme vagante, Trasalimento / alla vista degli arbusti cresciuti / nella ferita del cemento. / La finestra sul cortile / non ha testimoni. / complice un evaso grumo di terra / il seme vagante / ha esploso la vita. Si avverte nella cifra della Carraroli, il numen spirituale che la contraddistingue, prova ne è il lessico, come trasalimento e l’epifania di vita contrapposto alla ferita del cemento che contiene nel suo taglio dolente il segreto rifiorire della natura, dello spirito.

E la natura torna frequente in componimenti come Alberi e nella poesia simbolo della raccolta, il cui incipit dichiara l’oltre dello sguardo. Oltre il balcone / il pino marittimo in burrasca / lancia segnali. Altri punti di forza della silloge sono i richiami al consorte, Luciano Ricci che ha, tra l’altro, impreziosito l’opera con i suoi deliziosi pastelli, prova umana ed artistica, appunto, di quell’affettiva e sincera catena di solidarietà che lega Mariagrazia e Luciano, colta nelle stagioni del cuore e del comune vissuto quotidiano.

Camera a due piazze / (di)segno unito. / Sogno in due visioni / fianco a fianco / proiettato, che ferve sempre nel paesaggio condominiale di un terrazzo, stagione di vita e di riflessione, oltre le forcine dei tetti che raccolgono le onde … , Mi piacerebbe spettinarle / per udire il respiro della notte / e quel che dicono i passeri / prima di dormire … Insomma c’è il guanto del sogno tra le vetrate della realtà di … bollette da pagare, bucati da stendere, vita ordinaria che trasale verso.. l’ emozione della poesia.

Recensione
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