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Emozionanti versi malinconici di sussurri lirici che lasciano spazio ad immediate sensazioni. La poesia di Giovanni Tavčar è dirompente e diretta, si apre al lettore e fa intuire l'immediato, senza orpelli o inutili fraseggi. Lo stile è serrante e ci porta chiaramente ad un'evoluzione emotiva dove l'invisibile prende forma e movimento nell'immaginario. Giovanni Tavčar, sa usare la parola senza mai cadere nella retorica e riesce attraverso una semantica ricca di particolari, di sfaccettature e con un buon ritmo a regalarci l'emozione di una poesia che “parla” e che “respira”.

Il poeta ci accompagnerà per mano nel suo esistenzialismo dove è costruito un muro fatto di paure, di dubbi, di certezze e costatazioni. Attraverso le liriche contenute in questo volume, ci troveremo spesso di fronte ad uno specchio dove saranno riflesse anche le nostre introspezioni, e questo perché Tavčar ci parla di quelle emozioni che sono presenti da secoli nella memoria dell'uomo, perché debole, impotente, perché semplicemente “umano”. Da “Basta così poco”: La quiete dei cieli in rovina | accende speranze inesistenti, | nei graffi delle solitudini stellate | perisce l'invenzione dei sogni... Versi che sono un valzer di parole, dove non serve la musica quando questa è nel verbo stesso; la poesia è fiaba della vita, qualunque essa sia!

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