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I graffi della luna

oubliette magazine

L’immediatezza nella lettura di questa silloge, è la musicalità del verso, che non ha mai note stonate e avanza con ritmo ora adagio, ora modulato, ora sincronico ma sempre coesistente a un canto emotivo.

Il libro di Roberta Degl’Innocenti è pura comunicazione di vita; uno specchio dove dell’autrice vediamo riflessa ogni essenza interiore portata in superficie, ogni realtà di donna attenta e interessata al mondo circostante dove ella pone lo sguardo, dove l’emozione diventa ricamo di parola evidenziando i sensi, le azioni, i profumi e gli incanti che lei per prima, “respira” e assorbe.

Un viaggio a tappe, suddiviso in sette stazioni dove in ognuna , l’autrice si sofferma emigrando con il pensiero, il sogno e il cullare dell’anima; ella s’immergerà come spirito all’interno di quello che con il cuore crea e diventerà ella stessa poesia nella poesia in un connubio fra amicizia, amore, ricordo e entusiasmo da raccontare.

Roberta Degl’Innocenti, grazie all’uso della metrica e delle figure retoriche, ha la capacità di rendere il verso un “affresco musicale” dove il lettore diventerà spettatore d’emozioni vere e vibranti nel loro insieme.

La luna, la neve, la luce, il vento, il folletto, le fate ,le farfalle, labbra rosse e piccoli seni, queste sono le parole che fanno da contenitore a tutta la silloge, parole di fondamentale importanza in una lenta ritualità fatta di magia, incanto e trasporto nella quale s’insinua la vera voce della poetessa in quel lirismo che coinvolge e convince il lettore.

Sono idiomi di donna, donna che ricerca la luce, nel sogno di una luna dove non dimentica la parte /infante con i folletti e le fate , le farfalle e l’incanto/meraviglia della neve e quelle labbra rosse e piccoli seni come elementi di femminilità di donna cresciuta.

La poetessa rende elogio all’incanto che trova nelle amicizie, nell’amore della sua vita, nella rimembranza , una poesia anche sulla bella Firenze alla quale dedica una lirica ricca di pathos ma anche poesie rivolte ad altre città che le sono rimaste nel cuore e che rende cartoline d’immagine.

La silloge si presenta quindi, rappresentazione della vita stessa di una donna consapevole del mondo e delle sue strade, ma che non ha mai lasciato andare del tutto, quella parte adolescenziale alla quale si aggrappa per non disperdere il valore che ogni essere umano non dovrebbe mai abbandonare: la purezza, quella parte infantile dove proteggersi ogni tanto in mezzo a quelle fate o a quegli gnomi abbandonando per un po’, almeno con il pensiero, le difficoltà e gli impedimenti che la vita spesso ci presenta.

Roberta Degl’Innocenti è poesia e riflessione, è voce onirica, è magia, è conduttore di essenza dove la musica, l’evocazione e il colore non si attenuano mai

Recensione
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