Servizi
Contatti

Eventi


Da questo mare

Leggere Da questo mare di Gian Piero Stefanoni significa entrare nel sacrario del dolore, è inginocchiarsi davanti ad ogni crocifissione, quella dell’uomo straziato nelle sue piaghe…

La voce della poesia diventa Ssupplica, prece, domanda all’Uomo del Calvario, affinché mostri la sua Risurrezione che è nostra in Lui se gridiamo Tu ci ami ! e, convinti d’amore, rinasciamo dalle nostre miserie.

La voce della poesia scolpisce e colpisce denunciando e pregando, in una Via Crucis a stazioni “ tranviarie “ che ad ogni fermata svela l’uomo a se stesso, rivela i fratelli, il mondo e il Cielo che chiama.

Il male può urlare forte, spingere i suoi neri tentacoli nella carne, ma la speranza urla ancora più forte, e la bellezza di Cristo e d’ogni uomo in lui rifulge sopra il buio e la cecità del male, perché il legno degli astri è la Croce.

Una croce che spesso sembra affondare dentro ad un’acqua senza cordone / incontenibile, inesauribile / che non comprende e che non ha requie.

Salmo di protesta, passione e supplica la poesia di questo libro, specialmente nell’ ultima sezione che dà il titolo alla silloge, sezione dove la tragedia dell’immigrato gettato in mare diviene simbolo dell’efferatezza umana che s’accanisce sull’innocente, altro cristo che supplicando grida Perché mi hai abbandonato ?

La poesia di Gian Piero Stefanoni vuole raccogliere quel grido e non rinuncia a credere, attendendo e pregando, che giungerà la risposta. Tutti i versi del suo specialissimo, fremente Salterio, infatti, trasudano fiducia, pur se dolente, ferita, faticosa, nell’Uomo di tutti i dolori, che tutti sa accogliere nell’abbraccio salvifico della Croce.

E noi che leggiamo partecipi della stessa emozione di cui vibra la poesia non possiamo alla fine che giungere le mani come le pagine appena chiuse del libro.

Campi Bisenzio, 31 ottobre 2015

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza