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Palazzo Vivarelli Colonna, Sala degli Specchi
Firenze, 26 novembre 2009

La poesia dipinge immagini, la pittura scrive coi colori e suscita emozioni dense di poesia…Un paradosso normalmente accettato fin dall’antichità. Orazio, citato in epigrafe al suo libro, da Patrizia Fazzi, lo dichiara deciso nell’Ars Poetica con l’affermazione Ut pictura poesis che si potrebbe tradurre anche così : la poesia è come un quadro, oppure un quadro è come una poesia.

Patrizia lo sa, fa sua la commistione tra parola dipinta e dipinto scritto, e sceglie un pittore, un grande : Piero della Francesca che nel 1452 viene incaricato dalla famiglia Bacci di portare a compimento gli affreschi del coro di San Francesco in Arezzo, affreschi lasciati incompiuti a causa della morte del pittore Bicci di Lorenzo che li aveva iniziati.

Piero è un pittore tipicamente toscano, attento all’organizzazione prospettica, alla semplificazione geometrica dei volumi, all’uso razionale dei colori, onde evitare forti contrasti, alla luce che non sembra di natura fisica, perché irradia o sembra irradiare dall’interno delle sue figure.

E’ un uomo-artista del suo tempo che porta, nei suoi dipinti, particolari densi di simbologia, non sempre pienamente decifrabili, come l’uovo che pende sullo sfondo della celebre Pala di Montefeltro, un particolare della quale è riprodotta sulla copertina del libro La conchiglia dell’essere che Patrizia Fazzi propone alla nostra attenzione.

Patrizia Fazzi, donna di lettere che si occupa volentieri di pittura, essendo autrice di quattro saggi su Ottone Rosai, uno dei quali premiato al Premio Firenze nel 2001, e di un libro di poesie legate con un filo rosso all’arte del pittore contemporaneo Giampaolo Talani, autore dello splendido affresco della Stazione S. Maria Novella di Firenze, poesie, quelle di Patrizia, che interpretano con amore, rivivendoli, i sogni e le visioni del pittore.

Poesia e pittura, quindi, sono un binomio congeniale con la scrittura di Patrizia che, in questo libro La conchiglia dell’essere vuole rendere omaggio alla magnifica pittura del suo conterraneo, pittura che contiene l’alba del mondo… la notte e il suo risveglio…

Luciano Luisi nella prefazione al libro che oggi è alla sua seconda edizione arricchita, afferma che in esso vi sono due registri espressivi… uno asciutto…per descrivere il quadro…l’altro…a cogliere la simbologia, l’afflato metafisico…il mistero di ogni dipinto.

Un libro omaggio, quello di Patrizia, che, a conclusione del suo viaggio intorno alla pittura di Piero, cita i versi di Gabriele D’Annunzio, di Pasolini, di Mario Luzi e di Davide Rondoni, versi tutti dedicati al grande di Arezzo, così come quelli della poetessa. I suoi sono versi che, affiancati alle immagini dei quadri del pittore, possono divenire guida specialissima per la rivisitazione d’una pagina alta della Storia dell’Arte.

Quelle del libro sono poesie dove il verso si fa quadro / paesaggio / natura morta e viva, dove apre il sipario il sogno / e lo racchiude.

Il sogno di un pittore, la sua luce, raccolti dentro la Conchiglia dell’Essere da Patrizia Fazzi.

A parlarne abbiamo il piacere di avere la poetessa e critico letterario ben conosciuta a Firenze, amica e collaboratrice di Pianeta Poesia, Alma Borgini, e il professor Pier Francesco Listri, docente di Sceneggiatura e Storia del cinema, già insignito da Sergio Zavoli del Premio “Miglior giornalista dell’anno”, collaboratore RAI, anche scrittore e attore di teatro, ma soprattutto presenza culturale importante e vivace di interventi nel campo dell’arte, dell’ambiente e della terra toscana, a Firenze e oltre.

Recensione
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