Servizi
Contatti

Eventi


Stazioni

Salone Annigoni - Basilica di San Marco
Firenze, 5 giugno 2012

Di Menotti Galeotti, fecondo autore di narrativa e di poesia, ho avuto occasione di parlare recentemente il 31 u.s. alla Libreria Einaudi in occasione della presentazione della sua ultima raccolta di poesie, Stazioni, su cui mi soffermerò ancora sottolineando la scelta del titolo che a me è particolarmente piaciuto per la sua asciutta perentorietà.

L’Epigrafe iniziale del libro fa subito entrare il lettore in un sogno, quello del poeta di viaggiare su di un treno azzurro. Un treno i cui vagoni emozionali si riempiono pagina dopo pagina di ricordi, di volti, di amarezza e di paure, di compassione e nostalgie.

Entro nel vagone di pagina 43 e dal finestrino m’arrivano ricordi che salgono alla rinfusa | tra bagliori di questo mattino, mentre una folata di profumi riempie gli spazi fra i sedili ….nell’orcio di casa | sarà cresciuta la menta e il basilico | là il giugno ha l’odore | di una terra rimossa…

Il sogno è molto affine al poeta.

Marina Cvetaeva alla domanda : chi è il poeta? rispondeva : un dormiente… e Giuseppe Ungaretti, poeta che Menotti ha amato e frequentato da studente universitario, di se medesimo scriveva : Sono un poeta | un grido unanime | sono un grumo di sogni.

Sogni e stazioni, queste ultime poesie di Menotti Galeotti. Stazioni anche e soprattutto nel senso letterale del termine, cioè fermate, pause, perché il verso nasce nel momento in cui si ferma ogni agitazione e si ascolta quello che dentro vuol essere pronunciato e scritto.

Così che anche l’impossibile diventa realtà, diventa cioè «Il tempo della pace» (pag. 26): Erano in tre | ognuno giocò l’ultima | carta || vinse il fante di fiori. | Nel fodero la pistola | sollevarono i bicchieri | tintinnio di cristalli | al villaggio tornò la pace. | Raccontano che le stelle | brillavano ogni notte.

In questa specie di premonizione frutto del sogno del poeta, sogno che dà conto di quello d’ogni uomo di buona volontà, trovano accoglienza le presenze amate che non sono più, e tutte quelle che Menotti incontra sulla sua strada e lo muovono a pietà, non solo, ma anche ogni sentimento di inadeguatezza e tremore che nella bellezza del creato recupera la quiete dello spirito e, nella speranza, la volontà e l’energia per riprendere il viaggio.

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza