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Se il tempo, purtroppo, è “un gomitolo che fugge”, un ronzare di parole che si incrociano e che cercano di sfuggire al bianco dirompente di un diario ricco di inutili ricordi, la poesia della vita fa il possibile per dare scaccomatto al nulla, alla polvere, a quella goccia che scivola dalla vetrata quasi ad evidenziare, se ancora ce ne fosse bisogno, come il nostro sogno sia preda costante di un vento impertinente, divoratore di certezze, giocoliere e predatore di speranze. Leggendo la nuova silloge di Lilia Slomp Ferrari: Come goccia di vetrata, si ha netta l’immagine del tempo che sfuma e che scivola via al pari di una carezza fugace seppure intensa, genuina, coloratissima.

La poesia di Lilia Slomp Ferrari, ormai consolidata nel segno di una fluidità e di una leggerezza espressiva da cui emerge ricerca e studio approfondito, diventa, in questo caso, ancor più incisiva, suadente, dai toni caldi e misurati attraverso la giusta miscelazione di emozioni rinate a tu per tu con l’osservare diuturno della natura che si risveglia e si riassopisce, con il rileggere i brani di una storia personale ricca di affetti e di sogni, con la gioia nel cuore per aver trovato nel proprio io il lasciapassare per guardare oltre pur nella certezza che l’aleatorietà è sempre in agguato.

Ci sono profumi ed intrecci talvolta insoliti, unici, a scandire i versi. Ci sono momenti alti a mettere in moto costante i silenzi e gli incontri con il sole, con la pioggia, con i cancelli del sogno e dell’anima. Ci sono, in una parola, i segni caratteriali di una poesia sofferta al punto giusto e tale da avvolgere, avvalorando, i fogli di un mistero che è o può essere di tutti, ma che diventa personalissimo in Lilia Slomp Ferrari.

C’è, dunque, un continuum creativo ed evocativo che vive di una luce vivificatrice da cui fuoriesce, nitidissimo, un messaggio che concilia, come ha esemplarmente annotato Paolo Ruffilli nella prefazione, “i due opposti: la crudeltà e la pace del ricordo”. È un sussurrare allargato, un pensiero velato di stupore, un bisbigliare, di ombre e di sorrisi, un abbordare di mani ansiose in direzione di sguardi amicali, di affetti, di un brulicare “di stelle nelle vene”, di un accartocciarsi “nel domani | in chicchi di pannocchie già sfogliate”…

Che dire oltre, se non che Lilia Slomp Ferrari sa veramente dare alla poesia un calco di inconfondibile nitore e bellezza, ossia l’impronta di chi crede nel potere della parola e nel gocciolare sovrano di un canto, di un ritmo, di un incanto che è tormento e gioia contemporaneamente.

Recensione
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