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Di quell'amor...

Già le parole di Giorgio Bárberi Squarotti mettono subito in bella evidenza la forza espressiva di questo "cantico d'amore", soprattutto quando indica la silloge di Antonietta Benagiano come "moderna e preziosa, elegante, favolosa e vitale". Ed è evidente che è l'amore – in questo caso quello che si viveva in un tempo non proprio lontano – a scandire i ritmi delle poesie che vivono e si intrecciano tra due giovani innamorati: Amir e Sada.

Un lui e una lei, in questo caso, che dialogano in versi esprimendo momenti di gioia e d'attesa, sensazioni ed attimi in positivo, sempre comunque giocando non già sulle parole, bensì sul piacere dello stare insieme, di guardarsi negli occhi, eccetera eccetera. Chi ha conosciuto i brividi dell'amore giovanile, come quelli stupendamente descritti via via nel dialogo a due che abbraccia aurore di luce, di sogni, di certezze intuite... Antonietta Benagiano, in questo senso, è davvero efficace ed essenziale. Si tratta di poesie dai versi brevi, di una parola anche.

Ma il discorso che mandano in onda è a dir poco splendido sia per i contenuti che per il fraseggio architettonico da cui fuoriescono paesaggi intimi di assoluto nitore e arcobaleni affettivi che vanno ben oltre il tracciato percorso dalle parole. "Lancette siamo in armonia", dice ad un certo punto Amir e Sada aggiunge subito dopo "Archi di trionfo / i nostri sorrisi", quindi "alla pioggia danziamo / d'amore / il presente infinito..." . E' un batti e ribatti scandito da improvvisi sussulti, un cercarsi e un trovarsi che non evapora mai, un rincorrere e trovare oasi di pace per dire in sintonia "di luce accenditi / io m'accendo!".

Oggi, forse (e diciamo forse per scaramanzia), non è più così. I tempi sono cambiati e così i costumi, il modo di essere e di presentarsi, di cercare e di trovare l'alter ego con cui condividere il tempo dell'amore. Oggi, purtroppo, i più vogliono il tutto e subito, non hanno tempo per aspettare, per affinare i propri sentimenti. Ma "Di quell'amor...", di cui ci rende partecipi Antonietta Benagiano, anche noi siamo testimoni e ci ha fatto piacere prenderne coscienza. Tanto più che il segno che lasciano le poesie è dei marcati, vividi.

E giustamente Roberto Pasanisi, nella puntuale prefazione alla silloge, ha scritto (e non poteva dire meglio) che "in questo canzoniere dell'anima le connotazioni amorose e sentimentali sono fatte di luce ed elementi luminosi della natura". Come a dire che Antonietta Benagiano ancora una volta ha centrato il bersaglio.

Recensione
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