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Pietro Nigro è un nome assai noto nel contesto della letteratura italiana d’oggi e, dopo aver dato alle stampe non poche, e qualificate, raccolte di poesia, ha inteso ora presentarsi con gli “scritti giovanili”. Questo agile volumetto è il suo secondo passaggio a ritroso e presenta pensieri, racconti e poesie: un mix di di momenti creativi che ci danno senz’altro una visione d’assieme unitaria. C’è in pratica, il Pietro Nigro che già conosciamo e che qui, nonostante la giovane età nella quale ha elaborato i vari scritti, si intravede per il nitore della sua grafia e per la sua capacità di leggere la realtà, di captarne silenzi e inflessioni. Tra i pensieri possiamo leggere: “Solo uccidendo l’egoismo l’uomo può divenire razionale e responsabile e la volontà ne è il mezzo”; “L’universo è in continua trasformazione per cui la vita ora è possibile, ora no”; “L’uomo non può esistere senza gli altri”… Nei racconti emerge un gioco brillante di introspezione e di lettura dell’ambiente, di attese e di momenti legati all’ieri, un ieri sovente di miseria e, comunque, di dignità come nel caso di Beppe e di Toni: un padre e un figlio legati da un amore che va oltre il disagio esistenziale e che dimostra come si può essere felici con poco. Incontriamo poi il melodramma incompiuto “Graziella” con una ricca movimentazione interiore, quindi alcune poesie dall’andamento ancora incerto ma già foriere di orizzonti ampi e compiuti. Una miscellanea, pertanto, che merita di essere gustata, soprattutto da chi conosce, e apprezza, il Pietro Nigro maturo, quello di Alfa e Omega e di Astronavi dell’anima.

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