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Pietro Nigro stavolta ha dato vita ad un lungo saggio sulla attività letteraria di Paul Valéry, considerato “il più grande poeta francese del ventesimo secolo. Forte di una ricca documentazione, Nigro ha seguito passo passo le tappe del poeta e letterato nato nel 1871 a Cette (oggi Sète) da madre italiana e padre corso, e che studiò alla facoltà di legge di Montpellier, e che, grazie all’amico Pierre Louys, si avvicinò a Gide e Mallarmè. Proprio Mallarmè lo spinse a pubblicare alcune poesie sulla rivista simbolista “La Conque”.

Il saggio di Pietro Nigro è stato suddiviso in due sezioni: nella prima lo spazio è riservato all’uomo Valéry; nella seconda, come si può leggere sulla quarta di copertina, “vengono esposte cronologicamente alcune opere fondamentali per una migliore comprensione del percorso valeriano”. Giustamente ha scritto Nigro che “per quanto inutile possa apparire lo studio della biografia, essa ha un’importanza notevole per meglio comprendere l’evoluzione e la maturazione di un autore”. Infatti, seguendo le mosse dell’uomo Valéry, ci permette di entrare tout court nel cuore delle sue immagini liriche e nel pensiero multiforme che lo ha portato ad esporre “attraverso l’evolversi dell’atto mentale nei suoi personaggi simbolo”. Il riferimento va a Leonardo, a Faust …

Un lavoro accurato e preciso, questo di Pietro Nigro che si chiude con un’appendice dedicata a “L’amateur de poèmes”, con le note apparse nel testo e con la bibliografia. E con l’invito, sotteso, di leggere le opere di Paul Valéry, in modo particolare “La Jeune Parque” (un poema dedicato ad Andrè Gide e “considerato uno dei più oscuri della letteratura francese), “Charmes” (una raccolta di poesie pubblicata nel 1922 e che venne subito apprezzata “per la bellezza malinconica dei suoi versi”

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