Servizi
Contatti

Eventi


Ombrìe

Ho letto tutto d’un fiato l’ultima raccolta poetica Ombrìe di Lilia Slomp Ferrari.

Dopo la lettura della prima poesia dedicata a Paolo, il marito, mi sono detto, anzi ho detto all’amico poeta Bepi Sartori, nell’occasione mio commensale: “Toh, Lilia è scesa tra di noi mortali !”, ma poi ho dovuto ricredermi e condividere, in toto, i rilievi puntuali e precisi che Elio Fox scrive nella sua pregevole prefazione e convenire, in particolare, con l’osservazione che … la poesia di Lilia non ammette distrazioni …

E’, in altre parole, quella della nostra amica, una poesia che ti impegna, che ti obbliga, dopo una prima lettura, a riflettere e a pensare nel tentativo di capire meglio.

E’ una poesia, sempre d’accordo con Fox, che, per i suoi simboli e i suoi segnali, può collocarsi al limite della poesia vernacola che rompe con la tradizione ed apre nuove strade e nuovi orizzonti al mondo magico della lirica in lingua dialettale.

A sostegno di un tale assunto, e solo a mo’ di esempio, torno ancora a parlare della poesia che apre la raccolta.

Lilia, in perfetti endecasillabi, esprime sentimenti forti e profondi per l’uomo della sua vita, sentimenti che ti arrivano fin dentro l’anima soprattutto grazie a due metafore assolutamente inconsuete quanto originali “…come onda del mar che la se ’ncanta a la conchilia bianca ’mpassionada...” e “…e mi son na bedóla spatuzzada dai vènti de contrada stramissiéri…”.

La lirica è molto bella nella sua interezza, ma senza queste due immagini scintillanti, l’emozione non potrebbe giungere a livelli così alti.

Confesso che in presenza di quelle riportate e di altre metafore (e sono molte) mi sono sentito nel contempo folgorato e sbigottito nella consapevolezza di quanto lunga sia la strada da percorrere per tentare di giungere alle vette conquistate dalla nostra amica poetessa.

Impossibile fare una scelta fra tutte le poesie della raccolta perché sono tutte belle.

E’ solo sulla base del mio gusto personale che ne indico alcune e sono quelle che troviamo alle pagine 19, 28, 43, 44, 47, 51, 54, 64, 76.

Debbo infine aggiungere che, anche l’ottima postfazione del poeta e critico letterario Paolo Ruffilli, rende onore alla fatica di Lilia.

Concludo col dire che Lilia Slomp Ferrari ha pubblicato molti libri in lingua ed in dialetto e che tutte le sue opere sono pregevoli.

A me sembra però che, con quest’ultima raccolta, abbia raggiunto il diapason del suo percorso poetico.

Ma non mettiamo limiti al futuro…

Verona, marzo 2013

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza