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Appunti di mare

Appunti di mare è raccolta poetica di Maria Luisa Daniele Toffanin, padovana. Comprendiamo dalla presentazione di Stefano Valentini, che la sua poesia viene stimata da un grandissimo come Andrea Zanzotto e che il libro “riunisce due differenti sillogi”, le quali si ispirano ad un viaggio siciliano “il primo a Tindari e il secondo a Lampedusa”; in particolare l’Isoletta di confine “si fa paradigma del cosmo ancestrale”, per via dei nuovi migranti disperati, in cerca di un futuro, molti dei quali trovano destinazione solo in sepolture anonime. In quarta di copertina Antonella Cancellier asserisce che il mare, nella Nostra, assume valenza mentale della geografia dell’anima, avvertendo che: “fare poesia non è esclusivamente un fatto estetico ma è anche etico”.

La raccolta, quindi, comprende due parti: A Tindari da un magico profondo (suddivisa in due sezioni, A Tindari e Visioni); e Da traghetto a traghetto per non morire (suddivisa in quattro sezioni). Le suddivisioni si presentano come poemetti incastonati di un unico poema: la prima parte risale all’estate del 1999; e la seconda, probabilmente, è degli anni successivi.

Tindari è luogo magico, suggestivo, il cui nome evoca la poesia degli albori e antichi miti: “E tu mi ritorni morbida | in questa sera-ametista | invocata terra di poesia.”. Inneggia a Tindari (provincia di Messina), incantata dalle bellezze dei luoghi, dei colori del cielo, del profumo delle zagare, delle visioni di arance; mirabile a tutte le ore, paesaggio che si anima di personaggi come Clitemnestra ed Elettra; e la Poetessa si identifica con gli elementi circostanti, ma dice di essere come una “cicala riarsa senza canto”. Nelle sue Visioni, il silenzio africano, si posa sulle dune sabbiose, illuminate dalle stelle. Paesaggi seducenti sono Tindari e le località vicine Montalbano Elicona, Oliveri, Marina di Patti, Tonnarella, Castroreale, Milazzo, che si animano di ninfe e delfini, fanciulle e fanciulli che si immergono nel mare. Contempla “cieli di infinito struggimento | trasognati e teneri come il primo amore.” (pag. 27); ma è “con cuore gridato all’amata terra.” (29).

Il viaggio di notte invita ad osservare il cielo stellato, ci fa amare quello che c’è oltre le stelle, pur attraverso l’oblò del traghetto. La notte richiama Morfeo ma all’albeggiare il cuore si rallegra. Linosa, lembo di terra che ci unisce all’Africa in un filo di fratellanza; Lampedusa “Isola regina | come all’alba del mondo | innocenza bambina.” (43). Tartarughe, sirene, barche e pescherecci; il tempo sembra essersi fermato, uguale ed eterno; dal cielo discendono i nostri cari; il mare evoca il grembo della vita; ci si sente più puri, ventilati da “sciami d’emozioni”.

Maria Luisa Daniele Toffanin, padovana, innamorata della Sicilia, si trova in uno stato di grazia musiva. Il ritmo misurato dei versi ha del classico e le voci fanno sognare (viaggi, voli, guizzi, primordi, arcano, smeraldo, cobalto); il caldo siciliano infuoca le passioni, e la frescura delle acque le mitiga rendendo sereni i sentimenti. Il lettore si fa spettatore che analizza l’ambiente trascolorato, assiste ai pescatori pazienti; al karaoke dei gabbiani in volo. Credo di potere affermare che la prima impressione è quella di una poesia elevata, ma senza i toni alti della ampollosità.

La poesia diventa mezzo per annegarsi nell’infinito del Creato, ma anche esigenza dello spirito per non trincerarsi dietro le lusinghe della vita moderna. Perciò ricaviamo un insegnamento: al viaggio da diletto, si oppone il viaggio dei migranti dell’Africa; ai corpi belli secondo i canoni classici, si contrappongono quei corpi che nelle acque trovano l’ultima dimora; alla libertà del mito, si frappone la libertà tradita dalla droga; e la tragedia euripidea evocata, suggerisce la pietas dinanzi alla tragedia reale dei nostri mari. Ci si interroga sul senso della esistenza.

La soggettività diventa strumento per esprimere una propria passione, facendo scattare un coordinamento di processi lirici in termini di sincronia metafisica e non di casualità trasfigurata e levitante, in una chiave più emblematica che memoriale laddove gli appunti di mare miscelano una efficace tensione tra contingenza e oltranza interpretando significativamente il senso postmoderno della raccolta.”*

*Motivazione ottenuta al Premio Nazionale 2012, Poesia Edita Leandro Polverini - Anzio, all’assegnazione del 1° posto nella sezione poesia metafisica. (nda)

Recensione
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