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Pasquale Montalto, psicologo, psicoterapeuta, è persona impegnata nel sociale, collabora a diverse. riviste letterarie, ha ottenuto premi e riconoscimenti; è mosso da idealità e senso di libertà, tanto che la dedicava "a tutti i popoli che difendono e amano la libertà" e poi aggiunge che già la poesia, è libertà. Una poesia vera rimane tale qualunque sia il momento della sua lettura, tuttavia sapere le circostanze in cui essa è nata, può essere interessante ai fini di una più aderente compenetrazione nel testo; e queste sono poesie giovanili, molte delle quali sono epigrafiche ed efficaci; come flash evocano suoni e immagini.

La silloge si ripartisce in tre sezioni, denominate prima e seconda parte, e appendice. Ci si muove in tutte le direzioni quando c'è libertà ed essa ci prende per mano o ci mette le ali portandoci in tutti i luoghi, fuori da recinti o da steccati artificiali imposti dalle formalità . Si vive in cielo con gabbiani, si ascolta il cinguettio di uccelli; si osservano farfalle e fiori; si sta al mare o sulla sabbia; si creano nuove vie della poesia.

Poesia fresca, lieve, nel contempo tocca temi ancora attuali: la guerra che "ha disperso il più | bel fiore del Libano"; l'uomo del Sud con le sue sofferenze come se queste fossero il suo destino; anche lui è un uomo del sud; popoli espropriati della terra nelle Americhe e in altre parti del pianeta con estreme crudeli . Un controsenso custodire le armi o gli esplosivi che sono strumenti di morte. Fra l'allegria e i canti dei bambini ci sono missili, si combattono guerre, si chiudono per sempre occhi e bocche; "Ma il potere dei capi, non si è mai scalfito".

Il Poeta si chiede se può esserci speranza senza perdono. Amarsi ad ogni battito del cuore. Sentirsi liberi di stringere la persona amata, felice. Amarsi alla luce del sole in libertà di sentimenti, alla vista del mare in armonia della natura, ma anche nella solitudine, nel silenzio delle parole, nel riserbo del candore. Lui è "sempre in lotta | con gli angusti spazi del tempo" e, forse, nell'appendice alcuni acrostici, poesie visive e sperimentazioni come"As/soci (a-zio-ni)", ne vorrebbero ampliare i confini poetici.

Pasquale Montalto ci ispira fiducia, anche se la vita a volte si presenta grama, fatta cli lacrime, poiché la poesia volgerà in sorriso il dolore che è nel cuore; basta volerlo: così" Un bimbo | è una carezza sul viso" oppure il vento che "sibila nelle fessure" o il fischio del treno, si trasformano in suoni melodiosi.

Non mi pare di scorgere angoscia esistenziale, o psicastenia, in tutti i casi l'Io è quasi assente, prende la voce di chi non ce l'ha, guarda con gli occhi del diseredato; ha senso di pietà o cli umana comprensione; l'amore per un senzatetto che l'Autore stringe fra le braccia "un colpo moribondo ". Quando alcuni scendono la china della droga, toccano i livelli più degradati della società e anche più degradanti della dignità umana; ma Montalto vuole fare sapere che comunque c'è qualcuno disposto a raccogliere il loro sguardo, a leggere sul viso il bisogno di conforto, a trasmettere loro fiducia, poiché sotto la loro pelle continua a celarsi la tristezza di un essere bisognoso d'amore.

Un grande amore spirituale, inesprimibile che può comprendersi solo vivendolo. La felicità è fatta dell'immagine "che appaga ogni desiderio profondo". Quando si ama, si trova posto per tutto e tutti: l'amore spirituale per una donna, o in simbiosi con lei, o l'amore della fratellanza con il diseredato sconosciuto, l'amore che bandisce le armi e tutte le guerre; l'amore che riconosce come unica rivoluzione quella che si fa per i diritti umani. Nel Nostro la poetica può individuarsi nella umanitarietà.

Lavinio, novembre 2006

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