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Metastasi di rosa

Metastasi di rosa è opera in versi di Claudia Manuela Turco, che si firma Brina Maurer/La donnacane. L’Autrice (nata nel 1970), di formazione umanistica, opera in molteplici attività culturali, collabora con case editrici, fondazioni e gallerie d’arte. Prende posizione in favore dei più deboli, dei diversi. In copertina illustrazione di Marco Baiotto “La musica delle farfalle si spegne all’indomani”; immagine che assomiglia ad una farfalla dalle ali aperte, esplicito richiamo all’utero e alle tube, artisticamente ingioiellati e con chiazze rosse, allusione delle perdite. Un atto di stima.

Marzia Alunni, nella prefazione, pone attenzione sulle connotazioni letterarie, e sul rigore del linguaggio tra il classico e il contemporaneo. Spiega che i personaggi citati “compongono un universo di poesia, sinergico a quei prevalenti agganci con il testo lenisiano” e che “L’affinità con l’ispiratrice per eccellenza, Maria Grazia Lenisa, è in tal senso evidente”. La Lenisa, nella breve lettera del 2006, inserita come nota introduttiva, rivela all’amica che il suo amante, amato-odiato, si chiama cancro. Infine Giampietro Tonon precisa che tra la Lenisa e la Maurer non c’è rapporto genitoriale, in senso letterario, ma solo di rispetto, oltre all’appartenenza alla terra del Friuli.

Metastasi di rosa si compone di tre sezioni (Metastasi di rosa, La solitudine di Alex labbra verdi, Omaggio a Rodolfo Valentino). In esergo alla raccolta un brano poetico, dedicato alla Lenisa, recita: “Anche il cancro nella rosa | -nervoso amante segreto | o spina non vista- | è anima che cresce, muta.” risalente al 2008. Facendo eco a “la rosa indigesta” dell’amica Lenisa, la Nostra aveva scritto: “Rosa-fanciulla, | l’amante violento ti ha vinta, | ogni stupore ucciso | dal cancro stupratore.”, senza mai averglielo fatto sapere. La raccolta è in realtà un poema unitario.

I vari autori citati, danno l’impressione di un coro che accompagna la Ragazza di Arthur; la sensibilità del lettore ravviserà in essi un rosario, o i candelabri di una dolente cerimonia, una sorta di testimonianze per un ultimo saluto: “ti adagi sul cuscino-corolla | della giovane rosa malata,| nella copula impossibile.” (pag.19). Tanta finezza espressiva per addolcire la crudezza di contenuto (cancro stupratore, copula impossibile; anche il bouquet di pelo che l’annusa per l’ultima volta).

Ritenendolo a beneficio del lettore, metto in rilievo alcuni aspetti. In quanto alle metafore cominciamo dai sensi di cui è impregnato il nome di Rosa: fiore, verbo rodere, richiamo sessuale; così la corolla, per paronomasia, richiama la corona di fiori. Per quanto riguarda gli autori citati, possiamo osservarne che sono accomunati da spirito inquieto. Fra gli autori maschili, l’alterego: Vittorio Alfieri nella vita ne ha usato diversi, Lord Byron è lo pseudonimo di George Gordon Scott, Charles Dickens si rispecchia in David Copperfield, Collodi è lo pseudonimo di Carlo Lorenzini, Rodolfo Valentino è il nome d’arte di Rodolfo A. R. P. F. Guglielmi; in quanto alle donne, la Maurer accosta la Lenisa ad Amelia Rosselli, Sylvia Plath, Virginia Woolf, tutte suicide.

Così scopriamo, che la compianta Lenisa (Rieti, 2009), ha inventato il suo alterego maschile, di nome Max Bender, con il quale ha realizzato un canzoniere di forte carica erotica; lei si definiva la Ragazza di Arthur, ove Arthur è il nome del poeta maledetto Rimbaud. In modo similare, Brina Maurer ha creato il suo alter ego che risponde al nome di Alex (dalle labbra verdi, come l’Alfieri), e omologo di Max; rivela nel contempo che ha in Lord Glenn il suo amatissimo. Per comunanza del sentire avverte: “Sarà la poesia a tenermi in vita, | fintanto che la vita non riporterà | il fuoco nelle mie mani, | fintanto che il mio corpo | non avrà di nuovo vent’anni.” (47). All’orizzonte appaiono temi come l’eutanasia. Chiudo con il rispetto dovuto alla toccante umanità della circostanza e con il velo sui petali della rosa malata che cambiano colore e non profumano più: la farfalla non vola più.

Una lirica la cui calligrafica brevità provoca tra i versi una sorta di cortocircuito a causa della concentrazione estrema delle metafore e dei corrispettivi significati nel registro d’una sobria sintassi strofica che apre a una latitudine di coscienza senza luogo e senza tempo.”

* Motivazione ottenuta al Premio Nazionale 2012, Poesia Edita Leandro Polverini - Anzio, all’assegnazione del 2° posto nella sezione poesia sperimentale. (nda)

Recensione
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