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Francesca Luzzio è nativa di Montemaggiore Belsito (Palermo), vive e insegna italiano e latino nel capoluogo siciliano, vanta diverse pubblicazioni e premi. Di lei, la prefatrice, Franca Alaimo. scopre la profonda spiritualità, una visione negativa del tempo in cui viviamo e indica le radici della sua poesia in quella classica italiana da Petrarca, Leopardi. Manzoni. a Montale.

La raccolta Poesie come dialoghi si compone di due parti (lo e..., Il mondo). ha l'originalità che ogni componimento presenta due voci, che si differenziano dal carattere stampato, normale e in grassetto. La voce si sdoppia, si interroga e si dà risposte: il che fa, in un certo senso, un'opera compiuta, un poemetto, un itinerario dell'anima. in un conflitto interiore, alla ricerca della propria identità. Direi che il suo io vuole venire in superficie, ma stenta, per le difficoltà opposte dal suo stesso involucro fisico, che la tiene prigioniera, convinta che, anche fuori di lei, sia la stessa cosa.

L'esperienza di una persona può arricchire altre persone; in questa ottica provo ad entrare nei meandri della psiche (in punta di piedi). ricevendo I'impressione di trovarmi davanti a un certo tessuto (di vita) dove i diversi capi di filo ubbidiscano a un disegno, formando una trama dall'ordito misterioso. I colori del cielo e del mare rilassano I'animo, gli aliti di vento danno ristoro al corpo e il contatto della sabbia calda crea un sommovimento interiore. Ma un lembo del tessuto avverte la protagonista dei dialoghi, di non credere alle favole, tuttavia le dice di non dimenticarsi di ciò che le appartiene. Lei non riesce a districarsi fra le passioni, si agita fra le lenzuola e cerca di ricavarsi spazio fuori, dove trova impedimenti ("semafori rossi"). Si sente prigioniera in questo groviglio, in cui pure spera in una via d'uscita ("fessure"). uscire dall'asfissia" (pag. 24).

Non deve credere nei romanzi, per trovare il "vero amore"; deve tornare alla fanciullezza nel segno della pace ("colomba"). Il tempo le sfugge, mentre lei vaga alla ricerca della verità: ma qualcosa o qualcuno lo impedisce (è "levigato"). Ognuno va per la sua strada, lei non vive più "l''innocenza infantile", ha lo sconforto che la poesia non venga ascoltata. Il bisogno di rassicuranza crea una speranza ("ulivi"), immagina di vedere suo padre, si vede in compagnia della madre.

In una sorta di altalenante scambio di ruoli fra le due voci, una accoglie la bimba che è in lei, scegliendo di volere bene. Osserva quanto sia "La vita, solita anafora banale | normalità" (34) e spera in un canto d'amore per il coniuge; ma in questo canto lei è assente ("ritornerò a fiorire", 37). Così riversa la tenerezza sulla bimba ritrovata: "La bimba.. | ...fa sogni d'oro." (38).

La voce dell'alterego di Francesca Luzzio si fa greve (così credo). Il sole accarezza la sua persona, le dà il senso di una primavera; ma è solo un'illusione (è novembre ,`Vendemmia d'amore'). Si guarda intorno, vicino, dentro di sé e assiste agli amori degli altri: Cupido non le sorride. La sua è vita monotona, l'ha già detto, lei lo sa. La storia è sempre la stessa; ma il sole non scalda tutti alla stessa maniera. La gioventù moderna va allo sballo del sabato sera; Pasqua è "auguri solo a Parole", non significano amore; il tempo scorre e tutto si ripete.

E un po' più in là, osserva il mondo martoriato da `Macerie di guerra', sbarco di clandestini. Il cuore si apre e si chiude, è messo a dura prova. L'accumulo di dolore. l'ha resa pessimista, perfino la pioggia che batte, sembra assomigliare al suono di un tamburo. "e lento nenia | di condannato a morte." (58): il futuro non splende. Teme le fredde o infuocate o come il filo spinato, i fatti negativi della natura. Momenti di riflessione per considerazioni filosofiche (hegeliane), sul potere non etico; aspira a un mondo insieme di "Arabi ed Ebrei Americani ed Europei | neri e bianchi | diversi e uguali esprimono le infinite | potenzialità umane!" (63).

Francesca Luzzio, credo che con la sua poesia. intessuta di un groviglio interiore, abbia offerto occasione per meditare su tanti problemi del mondo, sulla politica e sul suo potere, sull'inquinamento ambientale e atmosferico: è come una illusione può trasformarsi in una megera, anche le speranze per un mondo migliore, possono farci arenare. L'aveva già detto: l'accumulo di dolore rende una visione pessimistica: l'importante è averne coscienza e stare vigili.

Recensione
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