Servizi
Contatti

Eventi


E ci sono angeli

Leucade

La vita. La vita è memoria. La memoria ci accompagna nel nostro viaggio, lieto o tormentato, e noi ci portiamo nell’anima, per tutto il tempo, i ricordi belli e i ricordi tristi, la continuità della vita e la discontinuità del bello e del brutto. Nel viaggio possiamo dimenticare le cose belle, ma quelle brutte restano in noi, come “pietre nere” , a segnare ciò che non dobbiamo dimenticare.

Così restano in noi Dachau, Buchenwald, Auschwitz ( mi fermo qui per carità di patria): memorie indelebili da tramandare ai giovani, perché non si interrompa il filo rosso dei ricordi. La follia dello sterminio nazista degli ebrei,  è stato un delitto contro l’intera umanità, perché “Da quell’inferno aperto da una scritta/bianca: “Il lavoro vi renderà liberi”/uscì continuo il fumo/di migliaia di donne, spinte fuori/all’alba dai canili contro il muro/del tiro a segno o soffocato urlando/misericordia all’acqua con la bocca/di scheletro sotto le docce a gas”.

Così cantava Quasimodo, ne “I falso e il vero verde” il disastro umano dell’ultima guerra mondiale. Ma altrettanta autentica denuncia delle atrocità incalcolabili sono le voci della Toffanin, della Pickova, della Synkova e di Friedmann. Ed “Urgono angeli/con ali di preghiera/ché l’acqua del tempo/non dilavi le memorie”. E noi non possiamo, non dobbiamo dimenticare.

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza