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Altre stagioni

Franco Orlandini, firma già nota negli ambienti della produzione letteraria contemporanea, a testimonianza di una inesauribile vena ispiratrice, torna a proporsi alla platea dei lettori con una silloge uscita lo scorso anno 2017 per conto delle edizioni “Il Convivio”, nella quale la frequentatissima “brevitas” delle liriche, la varietà dei motivi, visibili in trasparenza oltre il “velame” linguistico-espressivo adottato, il balenare per attimi di fugaci, ma pregnanti intuizioni sintagmatiche, sembrano deporre a favore di un impressionismo creativo, le cui radici sono da cogliersi nelle tensioni emotive che connotano il temperamento introspettivo, autoanalitico dell’autore.

Il poeta è innamorato della vita. E chi ne sfoglia le presenti pagine s’imbatte in una fitta sequenza di immagini naturalistiche, di moti dell’animo, anche di bilanci esistenziali, il tutto - per così dire - filtrato attraverso le maglie di una interiore ipersensibilità, e trasmesso secondo i canoni di una sintassi per larga parte esente da complicanze strutturali e interpretative.

L’impianto formale, mentre evidenzia una naturale predisposizione a costrutti ritmici con delle occasionali concessioni alle assonanze e alla stessa rima, lascia percepire qua e là echi di trascorse letture, collocate, a parer di chi scrive, tra Ottocento e primo Novecento, ben metabolizzate e, diciamo anche, ben integrate in uno stile che di certo non difetta di originalità.

Recensione
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