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I luoghi di Sebastiano

Una ragazzina, di nome Giulia, segue il nonno in una serie di percorsi storici in territorio veneto (Colli Euganei e dintorni), che nei primi vent’anni dello scorso ‘900 furono teatro dell’attivismo filantropico di Sebastiano Schiavon, sindacalista cattolico, poi anche deputato al Parlamento, votato alla difesa dei diritti di operai, braccianti e mezzadri troppo spesso alla mercé di padroni avari e spregiudicati, deceduto ancor giovane di tisi nel 1922 all’età di 38 anni.

Percorsi – va aggiunto – già parzialmente noti a Giulia in quanto meta di una visita guidata promossa dall’insegnante di Storia. Talvolta alle sortite in macchina partecipa con molta discrezione la nonna, che poi si scopre esser legata, per ramo materno, da parentela allo Schiavon.

La struttura narrativa rimette alla ragazzina le fila dell’evolutivo dipanarsi del narrato, giocato tutto sull’impianto dialogico. E’ lei – infatti – che appassionandosi alla vicenda, fornisce al nonno le motivazioni necessarie al prosieguo del racconto. Ed è ancora lei a porsi nel ruolo di tramite generazionale, partecipando quanto appreso a compagni di classe non sempre disposti – tutti - a condividerne il coinvolgimento emotivo.

Le coordinate storiche delle vicende sono il Primo Novecento, nella stagione delle forti turbolenze sociali, dell’età giolittiana, poi della Grande Guerra, per giungere, in chiusura, all’insoddisfazione generalizzata, trasversale alle classi, che, al concludersi del conflitto, alimentò l’iniziativa mussoliniana – in Milano – di piazza San Sepolcro.

Un testo, quello dei Toffanin, che corredato di opportune note e schede didattiche potrebbe comparire tra le proposte di lettura nelle Scuole di Istruzione secondaria di primo grado, quelle – appunto – che Giulia frequenta con vivo interesse e risultati eccellenti.

Recensione
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