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Pass dopo Pass

Nella nicchia di un magico rifugio, nell’antro leggendario del tempo nasce la poesia di Lilia Slomp così remota, sacrale e riservata, sbocciata nell’orizzonte degli aurei ricordi ma tragicamente attuale nell’elaborazione esistenziale di oggi.

Il lettore resta incantato dal ricchissimo ricamo  delle visioni memoriali di questa autrice, che con rara abilità intreccia natura e umanità, terrestrità e trascendenza, precarietà e persistenza.

Un percorso poetico di matrice crepuscolare costruito dai tasselli di un preziosissimo repertorio di immagini estratto da un profumato e segreto reliquario di aromi  e frescure della giovinezza, con il fascino aggiuntivo di un dialetto, riportato alla parlata dei padri, in cui l’autrice spadroneggia dall’alto della sua esperienza di vita e di studi.

Con il dialetto tutto si fa mitico, magico, favolistico nel creare una fascinosa irrealtà e sprofondare nel sogno.

E così Lilia Slomp realizza un raccolta scandita dalla dolcezza dell’endecasillabo intensa di rivelazioni, esaltazioni, aspirazioni, deragliamenti e vuoti del cuore in cui sostare e incamminarsi, dirigersi verso un altrove in cui tutto il mistero possa svelarsi e farsi nuova vita.

La rara  sensibilità femminile, la profonda saggezza, l’amore per la grazia delle cose e delle forme aiuta a trasmutare la realtà in sogno, allargando i confini e gli orizzonti , accedendo all’infinito.

L’autrice realizza un meraviglioso respiro corale della natura nello scandire delle stagioni, da voce come in incantesimo a piante, fiori, alberi, boschi allargandosi con il suo sguardo su  infiniti orizzonti di una civiltà e di una cultura delle anime della terra trentina.

Molto vicina la sua poesia a quella di Ermellino Mazzoleni grande e straordinario visionario  poeta bergamasco costruttore di un versificare surreale, senza tempo e senza confini dove l’armonia naturale e innaturale si realizza alla perfezione nella totalità delle voci e degli eventi riportati sin dalle creazione del mondo.

Il lettore che si avvicina alla poesia di Lilia Slomp non può che restare affascinato dalla religiosità dei versi, scavati a bulino dalle profondità dell’anima che riportano a galla nella integrale e immutata freschezza del tempo vite sommerse nella loro dignità e in una sofferenza  accettata e vissuta quasi  come condizione essenziale per affrontare l’esistenza con la serenità dei giorni.

Ma lo scrivere della Slomp dilaga anche nella nostra dimensione di contemporanei , svelando la precarietà di un esistere scandito da una esigenza sempre maggiore di spazi onirici , di pulizia interiore, di cogliere la nitida luce dell’armonia vitale.

Un libro dunque dove il reale si fa irreale convergendo verso un oltre attraverso un tenace, intenso dialogare con ciò che è avvenuto e che avverrà nel mistero dell’al di là.

Recensione
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