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Nella raccolta di poesie Ed è già quiete, Ines Scarparolo ripercorre in versi ciò che il proprio cuore le detta. Così nella cornice di paesaggi bucolici emerge il vero significato dell’io che non può fare a meno dell’amore, sentimento aulico che diventa forza interiore. Un messaggio intenso pieno di vitalità, di sogni, di speranze, di esperienze e di tanta voglia di continuare a vivere per amare ed essere amata. Tale messaggio lei lo affida alla Poesia: «Vieni, poesia | che voglio raccontare | con parole lievi | questo Amore». Non c’è nei versi retorica né utilizzo improprio della parola amare, ma bensì esplicazione di ciò che l’animo ha bisogno, una sorta di analisi su come l’uomo pur guardando alle grandi cose, alla fine sente il bisogno di tale sentimento, in quanto ‘bussola della vita’. Scrive, infatti, nella prefazione Cristina Contilli: «Alle descrizioni dei momenti felici, vissuti nell’intimità con l’altra persona, si sostituisce un bisogno struggente di dialogo intellettuale, di condivisione di tempi e spazi ed, infine, di comprensione reciproca negli istanti di incertezza e di difficoltà».

Le poesie in Ed è già quiete diventano il simbolo di una vita vissuta attraverso l’occhio attento dell’animo che riesce a guardare oltre la superficialità dei gesti quotidiani, in quanto essi sono importanti solo quando la luce dell’amore illumina anche gli angoli più bui. La poesia per la Scarparolo è un elemento fondamentale anche per sciogliere i tanti ‘se’ che affliggono l’uomo essere razionale: «Se sapessi | ancora come ieri | riempire le tue notti | di passioni, | certo non piangerei, amore | sconfitta dalla solitudine». Quindi la poesia come mezzo per incidere in modo indelebile sulla profondità dell’animo. Al ‘se’ si contrappone il sogno, quella lente che consente di cogliere i colori e le melodie della vita, infatti, il sogno sosteneva Flaubert “è la sirena delle anime, che canta e chiama". L’intera opera è permeata di sincerità e di ricerca più profonda delle cose e del rapporto con l’altro. In Ed è già quiete c’è il desiderio di cogliere tutto ciò che non è stato possibile, in quanto l’uomo non sempre può raggiungere ciò che il cuore cerca. I versi della Scarparolo invitano a cogliere il positivo nel rapporto con l’altro, perché dopo il dolore arriverà anche la gioia. Perché dopo la tempesta arriverà la quieta, che farà amare anche il tramonto. Il tramonto preannuncio della notte e per i poeti simbolo della vita che passa. Nei versi, infatti, c’è la manifestazione di una grande humanitas, che vuole condividere con gli altri le gioie e i dolori.

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