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Si tratta di due sillogi di poesie in unico volume che i due autori, Marco Baiotto e Claudia Turco, hanno composto negli ultimi anni. L’opera Il giardino dei coralli è risultata vincitrice per la sezione opera prima del Premio Internazionale di Poesia e Letteratura “Nuove Lettere” 2004 con in giura anche il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli Roberto Pasanisi, insieme ad Alberto Bevilacqua e Maria Luisa Spaziani. Il premio è organizzato con il patrocinio dell’Unesco.

Ad aprire la pubblicazione è quella di Claudia Turco, Il giardino dei coralli. In questa raccolta emerge un poetare affabile e sensibile, che si manifesta nella doppia funzionalità: comunicare con gli altri e ricercare la verità interiore. Infatti leggendo i suoi versi il lettore si apre ad un mondo nuovo e riesce a vedere oltre la “Siepe”, cioè oltre le apparenze, mentre i profumi e i colori della natura fungono da cornice all’essere uomo. Sulla stessa linea si collocano le poesie di Marco Baiotto, il quale dà ad esse una valenza “terapeutica”. L’uomo si manifesta sviscerando emozioni, siano esse belle o brutte. La poesia di Baiotto non assolutizza, ma piuttosto si pone come status che permette la pluralità di percezioni, attraverso un linguaggio compiuto e sintetico. E proprio di percezioni si parla nella poesia “Onde d’autunno”, nella quale si pone l’accento tra le differenze di «percezione del tempo nel mondo rurale contrapposto a quello cittadino, come due fiumi paralleli che scorrono a velocità difformi». Poesia di alto valore, quella che nasce dal cuore di Marco Baiotto.

I due autori compaiono pure nell’Antologia del premio letterario Il Club degli Autori (ed. Montedit), Marco Baiotto con la poesia “Visione globale” e Claudia Turco con tre liriche tratte dalla raccolta Frecce di luce. Di Marco Baiotto nell’antologia si legge: «La sua poesia dimora in una zona franca, ove l’impulso e l’estro governano dispoticamente regole e figure. I suoi versi sono profondamente filosofici, irriverenti, a tratti romantici e mai immorali. I suoi pilastri sono il sincretismo, la filosofia della scienza e l’indomabile curiosità verso ogni aspetto dello scibile umano». Di Claudia Turco invece viene evidenziato che la sua poesia è «fortemente innovativa, grazie a un’inedita contaminazione tra tradizione letteraria italiana (adora Vittorio Alfieri), letterature straniere e le più diverse discipline scientifiche e artistiche».

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