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La magia di esistere

La poesia di Pasquale Montalto è di un pensare operoso, c’è “trascendimento” nel procurare fitte e scosse all’uomo di pensiero, diremmo poesia terapeutica fino a cogliere nel marasma attuale la tipizzazione delle ambivalenze, lo scorrere di un fiume depurato dalle scorie del percorso. Parole ferme, percorse da una sinergia dell’essere senza apparati sofisticati ma azzeccati enjambement.

Montalto sa guardare all’innocenza del bambino col fermo proposito di catturare l’essenza, il valore del gesto, la prima, inconfondibile traccia di quell’esistere: è pago, felice di essere com’è, quasi a prendere in custodia la “felicità presente”, tutto il buono e non soltanto il “buono”; pattuista dell’amore, saldo nella parola indicibile, a giusta ragione, lussurioso.

I poeti sono questo: parabole dell’invisibile, predatori di veggenza. Montalto in questi anni ha smistato il quotidiano della sua terra dentro un allungo di fragranze al “sole dell’Jonio nascente”. Per questo, diciamo, che Montalto non sarà mai un “precario” nella poesia ma effettivo in tutti i sensi, i versi de La magia di esistere nella sostanza lo testimoniano con questo dialogo di incontro.

Recensione
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