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Il cammino poetico di Fernanda Nicolis
I temi spaziano dai sentimenti alla natura ed alle problematiche sociali

Proprio all'inizio della sua ultima raccolta, I luoghi dell'anima, Fernanda Nicolis, ormai al suo quarto volume di poesie, sembra dubbiosa della propria identità di poeta e si domanda se valga ancora la pena di mettere a nudo sulla carta anima e sentimenti più segreti: "Quando anche la parola più vera / si perde nell'indifferenza di molti / e dietro di sé non lascia nemmeno / il richiamo naturale dell' eco / allora capisco che ogni pensiero / appartiene solo a se stesso / e mi pento di aver messo all'incanto / sogni - anima - mente".

Si apre cosi la raccolta I luoghi dell'anima, che viene presentata, assieme agli altri volumi Le voci nascoste (2001), Incontri nel silenzio (2004) e La casa di vetro (2006) alla Biblioteca comunale di San Martino Buon Albergo con la lettura di Francesca Verzini, domani alle 21.

Fernanda Nicolis è nata e vive a San Martino Buon Albergo. Insegnante per diversi anni, ha coltivato un'attenta ricerca poetica che si è sviluppata e approfondita fino a diventare la sua più importante occupazione, quasi la sua dimensione esistenziale. Vincitrice di molti riconoscimenti di prestigio, tra cui nei giorni scorsi il primo premio assoluto «San Valentino» di Terni partecipa a rassegne e concorsi letterari nazionali ed internazionali ed è inserita in antologie e riviste di poesia contemporanea.

Il dubbio di Nicolis si dissolve, però, abbastanza in fretta. Per lei la poesia è sì un rischio, ma un rischio che vale proprio la pena di correre, in quanto solo attraverso di essa "... il sogno vive e cresce / scruta l'infinito / racconta l'incredibile / diventa poesia".

C'è un unico vero modo per accostarsi alla poesia di un qualsiasi autore: lasciarsi condurre per mano dal poeta per rivivere dentro di noi le sue emozioni come nostre. Agevole questo cammino per la poesia di Fernanda Nicolis perché lei stessa afferma di scrivere per mettere ordine nel suo cuore, nella sua vita per raccogliere e conservare emozioni, come le conchiglie per gioco. Resta da scoprire che senso abbia ancora "il gioco" nella vita di un adulto, da interrogarsi se "le conchiglie" possano avere altro valore aldilà di quello puramente affettivo e se, anche limitandosi solo ad esso, questa sia davvero una ricchezza da poco, una ricchezza da buttare.

Le caratteristiche formali della sua poesia sono quelle di essere senza titolo, di usare, soprattutto nelle prime due raccolte, una punteggiatura inusuale; sono, poesie brevi, ma in esse si nota una scelta accurata delle parole, frutto di una loro attenta limatura sulla grande scia di Leopardi e di Ungaretti.

I temi della poesia di Fernanda spaziano dai sentimenti, che indagano in profondità l'anima, alla natura che vive con l'uomo, alle problematiche sociali, anche quelle quotidiane. Ma non sono temi divergenti perché in esse c'è un unicum che li accomuna: la poesia intesa come testimonianza personale che tende a divenire universale, cioè voce di chi non ha voce, voce di tutti, voce universale. E' questa l'essenza vera della poesia.

16 aprile 2007

Recensione
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