Servizi
Contatti

Eventi


Fine del primo tempo

Il romanzo di Federico Montanari, Fine del primo tempo, è ricco di riferimenti autobiografici. L’autore infatti, servendosi del procedimento narrativo dell’analessi, racconta del proprio rapporto affettivo-conflittuale-competitivo col padre. Ne ripercorre i momenti più significativi: da quelli in cui il divario generazionale («E fra lui e me c’è quasi mezzo secolo di distanza! È figlio di un’altra epoca.») è emerso con più prepotenza a quelli in cui la consapevolezza dell’imminente distacco gli accende sensi di colpa e rimpianti, ricordi di passioni condivise e chiacchierate fatte insieme («Quante volte nelle estati della mia infanzia lui mi ha portato con sé quando andava a pescare! […] Quelle giornate mi sono rimaste dentro […].»).

La storia inizia a dipanarsi dal giorno in cui il protagonista, preoccupato per le condizioni di salute del padre che ha avuto un malore improvviso, ritorna nella città di Ravenna, dove vive ancora l’anziano genitore e dove lui è nato, per poi aprirsi a ventaglio sia sul passato sia sul presente.

Le sue incursioni nei ricordi del passato non rievocano soltanto tappe importanti della propria formazione umana e professionale (l’abbandono del posto fisso, la morte della madre, gli anni degli studi universitari a Venezia, dell’entusiasmo, dei primi innamoramenti, dell’interesse per la lotta politica e per i diritti dei lavoratori), ma anche un periodo storico, la fine degli anni Sessanta, ricco di fermenti politici, sociali, cambiamenti ed eventi traumatici e violenti (i movimenti studenteschi del ’68, la lotta delle donne per ottenere gli stessi diritti degli uomini, l’invasione della Cecoslovacchia, la guerra del Vietnam, gli assassinii di Robert Kennedy e Martin Luther King negli Stati Uniti, ecc.).

Il racconto degli accadimenti del presente mette invece in luce il rammarico per non aver saputo mitigare l’assolutezza delle sue convinzioni giovanili e non essere riuscito a costruire un rapporto più aperto e meno conflittuale con il padre. Soltanto la gravità della malattia e la triste certezza dell’incombente separazione riescono ad abbattere le barriere emozionali che si erano formate fra di loro e a riavvicinarli.

La vicenda umana raccontata dal Montanari coinvolge emotivamente il lettore, sia per i temi trattati sia per l’immediatezza del linguaggio.

Sono tanti i messaggi trasmessi dall’autore nel libro: quello però che emerge con più forza dalle righe sottolinea come nonostante i differenti punti di vista, gli scontri e le incomprensioni generazionali, il legame affettivo figli-genitori è comunque profondo e importante. E, col passare degli anni, quando la vita, nel suo eterno divenire, impone il distacco e i figli diventano a loro volta genitori – come succede allo stesso protagonista –, la fondatezza e la verità di questo messaggio diventano lampanti.

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza