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Miss Stigler è una donna di mezz’età molto particolare. Si ubriaca di datteri, si traveste da uomo, s’improvvisa detective, invita a cena il ladro che vuole derubarla, inventa il suo funerale. Lorenzo Bartolini, con una prosa asciutta, lapidaria, ma nello stesso tempo allucinata e ironica si diverte e ci diverte nel ritrarre questa donna e le sue avventure paradossali. Il lettore viene catturato dal non-sense, da vicende che sembrano la trasposizione di un rebus, dai titoli anarchici dei brevi capitoli, dalle immagini che prendono vita da associazioni d’idee. Siamo tutti invitati a prendere il tè con Miss Stigler, mancano solo il cappellaio matto e il leprotto bisestile, per il resto ci farà compagnia una divertente galleria di casi umani. Tuttavia, nonostante il clima surreale da quadro di Joan Mirò,  qualcosa di reale e grave accade e  tiene il lettore con il fiato sospeso: qualcuno uccide persone, appende e tortura animaletti, profana tombe e tanti sono i sospettati  ma poche le certezze.

All’inizio la scrittura di Bartolini sconcerta. Poi capiamo che il suo  è uno stile personalissimo, consapevole, originale e ci lasciamo catturare dalle sue pagine e dall’epilogo della vicenda. Perché dietro tante sorprese e assurdità alla fine c’è un romanzo giallo, un colpevole in carne ed ossa che agisce con lucidità e premeditazione. Bartolini, nelle ultime pagine, mentre svela l’autore dei vari misfatti, sfiora con levità e ironia il tema del rapporto arte/vita. È la vita che alimenta l’arte o viceversa?

Recensione
Il profilo della musa in rosso
narrativa 
Autori
Lorenzo Bartolini
Edizione:
Editing Edizioni
Treviso 2005

pp. 100
prezzo: € 11,00

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Literary nr.5/2006
 

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